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Claudio Lippi ha spiegato le ragioni del malore di Capodanno

Non il freddo, ma il dolore per un periodo difficile ha portato il conduttore al ricovero in ospedale

Claudio Lippi

Barbara Massaro

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Non è stato un malore dovuto al freddo quello che ha colto Claudio Lippi alla vigilia dello spettacolo di Capodanno per la Rai, ma un crollo psichico figlio di un periodo difficile. A confessarlo è stato lo stesso conduttore ospite di Domenica Live che ha raccontato i retroscena del ricovero d'urgenza in ospedale la notte del 31 dicembre.

Lippi, 70 anni, ha infatti spiegato: "Quello che ho avuto non è stato colpa del freddo, ma di ciò che sto accumulando da 10 anni a questa parte". L'ex volto del piccolo schermo ha infatti spiegato di essere stato vittima di un "tradimento" che lo ha compromesso da un punto di vista economico e professionale. "Ho fatto l'errore di dare fiducia a persone che hanno gestito la mia attività, molti anni fa, e che l'hanno tradita. L'ingenuità e la buona fede non sempre ripagano".

E poi a proposito della scelta di lasciare la conduzione di Buona Domenica ha aggiunto: "Dieci anni fa, istintivamente, lasciai un programma in cui non mi sentivo adeguato. Con questo gesto, salvaguardai la mia dignità professionale. Da quel momento in poi, si sono accumulate molte problematiche".

In primis il crollo delle "Opportunità di lavoro" e poi: "Chi è senza lavoro, ha più difficoltà di me, ma molti pensano che io abbia molti capitali o immobili da parte. Io invece non ho una casa, non ho macchine di lusso, non ho barche, non ho niente e lo dico con serenità".

"Avendo subito un tradimento - precisa - mi sono trovato in una situazione che non immaginavo. Da allora vivo con lo spettro di non poter vivere non in ricchezza ma in dignità. Non sto cercando pietà. Ma il dolore se non lo scarichi mai, ti fa stare male".

Da qui il crollo che, però, per il conduttore è stato quasi positivo avendogli restituito la spinta a combattere: "Quest'ultima cosa che mi è successa mi ha dato molta energia. L’appello è: non mollate mai"

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