Società

Addio a Marina Ripa di Meana, l'eterna anticonformista

Dopo 16 anni, la stilista e regina di mondanità ha perso la sua battaglia contro il cancro ed è morta. Marina Ripa di Meana ha vissuto tra grandi amori e polemiche

Marina Ripa di Meana

Francesco Canino

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"Detesto la noia e mi ribello di fronte al conformismo di tante persone. Sono contraria ai luoghi comuni e alle cose scontate". Non c'è frase che meglio potrebbe sintetizzare ciò che è stata l'eterna anticonfromista Marina Ripa di Meana, scomparsa a 76 anni il 5 gennaio. Imprevedibile, sopra le righe, scomoda, mai banale. Dopo 16 anni ha perso la sua battaglia contro il cancro, ma non ha smesso di combattere fino all'ultimo minuto.

È morta Marina Ripa di Meana

Regina di mondanità, stilista, scrittrice, jet-setter e icona di stile. Ha vissuto mille vite in una Marina Punturieri, questo il suo vero nome, nata e cresciuta a Reggio Calabria. La prima fu quella da stilista tanto che aprì, giovanissima, un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, a Roma: insieme a lei c'era l'amica Paola Ruffo di Calabria, un giorno futura regina del Belgio.

Nella Roma degli anni '60 mescolava - cosa che fece per tutta la vita - l'alto e il basso, frequentazioni a livelli altissimi, artisti squattrinati e intellettuali senza tempo. Inquieta di natura, inafferrabile, nel 1964 sposò Alessandro Lante della Rovere, erede  un'antica famiglia aristocratica romana, da cui ebbe la figlia Lucrezia: oggi attrice di successo, è stata sposata con Giovanni Malagò, con cui ha avuto le figlie Ludovica e Vittoria, le nipoti che la Ripa di Meana adorava.

A Piazza del Popolo frequentava Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, incontrò Mario Sschifano ed ebbe, come lei stessa raccontò nel libro Cocaina a colazione, una relazione con il pittore Franco Angeli. "Per procurargli la droga fui costretta a prostituirmi", rivelò in un'intervista. Ha vissuto senza limiti, conoscendo gli eccessi e allontanandosene, cedendo alle debolezze e poi rifuggendole.



 

I grandi amori e il successo 

Dal giornalista Lino Jannuzzi a Roman Polanski, passando per intellettuali e tycoon. Spregiudicata sempre, anche nei sentimenti, ha collezionato flirt importanti - mai con Gianni Agnelli, precisava, "troppo cinico per me" - ma ha conosciuto poche volte l'amore. Senza dubbio lo è stato, solidissimo, quello con Carlo Ripa di Meana, oggi 88 anni, sposato nel 1982: tra i testimoni di nozze c'era anche Bettino Craxi, storico amico della coppia. 

Cinque anni dopo, nel 1987, uscì invece il film I miei primi quarant'anni, tratto dall'omonima biografia che divenne un successo mondiale e un modo di dire rimasto appiccicato alla memoria collettiva. Di libri in totale ne ha scritti quattordici, alternando la scrittura alle scelte più imprevedibili come la televisione. Maurizio Costanzo è il primo a coglierne il potenziale: nel talk di Canale 5 ha dato il meglio di sè, provocatrice nata, e in tv spesso ha litigato in maniera clamorosa.

Come con Paola Perego, all'epoca conduttrice del reality La fattoria, cui partecipò nel 2009. La tv l'ha frequentata molto da opinionista, alternando passaggi in Rai e Mediaset, spesso sfoggiando look iconici - complici anche i copricapo stravaganti e i capelli rosso fuoco - e diventando protagonista involontaria di talk e programmi. L'ultima apparizione l'ha fatta il 18 dicembre scorso, a La vita in diretta, parlando della sua lotta contro il cancro: "È la mia battaglia più difficile. Sono molto indebolita".


La battaglia animalista 

Ribelle, libera e battagliera. La campagna più clamorosa è quella che ha combattuto contro le pellicce, sopra le righe come sempre. Braccia incrociate e, all'altezza delle cosce, la scritta: ''L'unica pelliccia che non mi vergogno d' indossare''. Quella fotografia del 1996, scattata per la pubblicità contro l'uso delle pelli di foca, lanciata dall'Ifaw (il Fondo internazionale per la protezione degli animali), fece scandalo.

Il nudo integrale apparve su manifesti di sei metri per tre, sui muri di Milano e Roma, con il pube in grande evidenza proprio al centro della fotografia. "Non ho avuto problemi a posare nuda", disse. E lo confermò nel 1998, quando improvvisò uno ''strip'' e fu buttata letteralmente fuori di peso dal teatro alla Scala di Milano - in occasione della prima di quella stagione - dopo aver esibito alcuni striscioni in difesa degli animali: aprendo il lungo soprabito mostrò il seno scoperto sul quale c'era la scritta "no furs".

La lunga battaglia contro il cancro 

Sedici anni. Tanto è durata la sua lotta contro il cancro: una battaglia lunga, estenuante, combattuta per lungo tempo al fianco di Umberto Veronesi. "Mi hanno tolto un rene, poi ci sono stati cinque anni di sosta. Ci sono stati momenti difficili, altri più facili: ho fatto di tutto, non cambiando le mie abitudini di vita", racocntava determinatissima.

Uno dei momenti più complicati, lo visse nel maggio del 2017, quando ebbe una violenta reazione allergica a una terapia farmacologica sperimentale. Sfigurata e gonfia, si presenta in tv da Barbara D'Urso, senza paura del giudizio: "Nonostante tutto, la scienza sta andando avanti e io sono la prova vivente di questo. Non credete alle terapie alternative", aveva tuonato l'8 maggio scorso. 

Ha combattuto come una leonessa, fino all'ultimo, ma l'istinto non l'ha mai tradita. Nemmeno questa volta. "Sarà il mio ultimo Natale", aveva confidato agli amici, come riporta Roberto D'Agostino sul sito Dagospia, è così è stato. Addio a una donna che ha saputo vivere libera, fino all'ultimo dei suoi giorni.  

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