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Mamma vegetariana e papà no, cosa mangia il figlio?

Una coppia di genitori di Bergamo si è rivolta al giudice per definire la dieta del loro bambino

vegana

Barbara Massaro

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Sono finiti in tribunale per colpa di una bistecca, o meglio per colpa dell'assenza della bistecca nella dieta di loro figlio. E' successo ad una coppia di genitori divorziati di Bergamo. Il figlio, un ragazzino di 12 anni, vive con la madre che dal 2006 ha adottato un regime alimentare microbiotico subito imposto anche al figlio. 

Il padre, per niente d'accordo, approfittava del week end per nutrire il ragazzino con carne e latticini in barba al riso bollito di mamma. Per un po' è andata avanti così; fino a quando il padre ha scoperto che al giovane veniva imposta la dieta vegetariana anche a scuola per esclusiva decisione della madre.

La signora, dal canto suo, accusava il marito di restituire il dodicenne, ogni domenica sera, appesantito e con il mal di stomaco a causa delle abbuffate del week end.

Una situazione che è andata esasperandosi al punto tale che, a decidere cosa mettere nel piatto di questo povero ragazzetto, è stato un giudice.

I genitori, non trovando un accordo, si sono infatti rivolti al Tribunale di Bergamo chiedendo alla corte una sentenza da MasterChef per la dieta del dodicenne.

Il giudice, contacalorie alla mano, ha imposto alla madre di dare almeno una porzione di carne la settimana al minore e al padre di non fornirne più di due al figlio durante il weekend.

Chi farà più fatica a digerire la sentenza, la mamma, il papà o il figlio di una coppia incapace di trovare anche la quadra del cerchio di una braciola?

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