Il Festival delle Idee Pericolose è in Australia

Giornalisti di tutto il mondo esprimono opinioni estreme e provocatorie in una due giorni di conferenze su temi scottanti

Festival Of Dangerous Ideas

Silvia Malnati

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Il narcisismo epidemico, le donne come predatrici sessuali, i video con i gattini che salveranno il futuro del giornalismo sono solo alcuni dei temi toccati lo scorso weekend al Fodi, il Festival Of Dangerous Ideas che si è tenuto alla Sidney Opera House. Giunto alla sua sesta edizione, questo evento insolito si struttura un una serie di conferenze tenute da giornalisti australiani e internazionali con opinioni controverse e anticonformiste su argomenti di attualità, dalla politica all’informazione, dalla società alla cultura.

Per esempio, raramente troverete sulle pagine di un quotidiano le tesi esposte da Elizabeth Pisani, reporter londinese che sostiene che “la corruzione che fa girare il mondo ” sia un fattore positivo, che in più situazioni ha frenato lo scoppio di probabili pericolosi conflitti interni – in Indonesia questo fenomeno, insieme al nepotismo, fa infatti da collante sociale permettendo di tenere unito un paese altrimenti diviso.

Ancora, la svedese Kajsa Ekis Ekman ha guidato un dibattito dal titolo “Affitto di uteri è sinonimo di traffico di bambini ”, in cui si è discusso degli aspetti scabrosi della tendenza sempre più diffusa tra le coppie sterili occidentali di cercare madri surrogate nei paesi in via di sviluppo.

Sul sito del festival si legge che ai protagonisti della manifestazione viene richiesto esplicitamente di esprimere le proprie opinioni portandole all’estremo, proprio per sollecitare e stimolare discussioni accese e dinamiche, provocanti ma anche produttive. Insomma, per osare guardare le cose in una prospettiva radicalmente diversa, mettendo da parte imbarazzi e timori: una buona trovata, no? 

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