Se io lo penso è per forza così?

Tutto nasce nella nostra testa ed ogni cosa è mediata dal nostro pensiero. Se una cosa accade a me per me è così, dipende dalla mia preparazione, dal mio vissuto, dalla mia forza, da chi e cosa ho incontrato nella mia vita

Quanto ho razionalizzato e quanto è frutto della mia libera follia. Tendiamo a costruirci per schemi che dipendono dalla nostra educazione, dall�'ambiente in cui cresciamo, da chi sono i nostri educatori, siano essi genitori o insegnanti. 

Il nucleo della nostra personalità si forma nei primi sei anni di vita e solo dopo i 4 anni anni impariamo l'�empatia. Che si sviluppa se si riesce a relazionarsi e a condividere con equilibrio, fin da piccoli il rapporto con la madre. Gli schemi mentali, di ciò che è giusto o sbagliato diventano sempre più rigidi ed ingabbiano la libera creatività e l�'espressione originale del proprio essere.

Viviamo fin da piccoli alcuni condizionamenti e se non rientriamo negli schemi che ci hanno disegnato, che rappresentano anche l�'equilibrio, perdiamo il controllo e nascono varie malattie psicosomatiche dalle più semplici alle più profonde, a seconda di quanto gli schemi che ci hanno preconfezionato sono aderenti.

Nella scala dei bilanci ad una donna è richiesto di trovare l�'amore, fidanzarsi, sposarsi, fare i figli, educarli. All'�uomo di diventare forte per sostenere la donna, la famiglia, i figli , il lavoro. Ecco alcuni schemi che possono soffocare la vera natura interiore, in nome di un diktat, pena la solitudine, la frustrazione del non essere riuscito o non essere all'�altezza di un prototipo. Bisogna prestare attenzione alla nostra voce interiore che non va confusa con quella del proprio giudice interiore che puntualmente ci condanna se ci allontaniamo dallo schema base.

In natura il giudizio non esiste. In natura tutto è. Nasce, cresce, si muove, si trasforma, cambia: Non esistono commenti, etichette, obiezioni, giudizi. Tutto è in perfetta armonia anche quando non sembra. Questo per tutti gli animali, non per l�'essere umano che fa fatica a capire che il più delle volte è dentro noi stessi il bene e il male, che formuliamo le preoccupazioni ed automaticamente diventiamo i primi nemici della nostra stessa persona, dotati dell'�arma più pericolosa che esista: i nostri pensieri negativi.

Tutto diventa distorto, prende altre forme. Alcuna parole dette dalle persone che amiamo vengono storpiate fino ad assumere significati contrari. Sono sempre queste che poi si traducono in comportamenti controproducenti, alterati, nefasti, a danno della nostra felicità. Solo perché pensiamo ad un pensiero, che in realtà è solo nella nostra testa, allora crediamo che quel pensiero corrisponda a verità incontrovertibile. Diamo un significato solo nostro, solo soggettivo.

La risposta psicologica per vincere contro il non capirsi è aprire gli schemi, le gabbie, i limiti della nostra mente provando a spaziare nel nostro livello di autostima, di cui ciascuno di noi gode, ma varie circostanze sbagliate, possono alterarlo o confonderlo. Per essere felici ci vuole coraggio, per essere coraggiosi occorre autostima. E� paradossale, ma la felicità spaventa.

Per questo i più desiderano volare molto basso, perché più sicuro, meno rischioso. Chi valuta se stesso in termini gentili e positivi, difficilmente cade vittima di convinzioni e pensieri negativi. Chi tende ad avere di se bassa stima, è incline ad avere un�'esistenza infelice e grigia, ma � sicura�, se si accontenta.

Più crediamo di non essere all'�altezza di situazioni, più ci allontaniamo dalla felicità.
Più pensiamo a noi stessi come persone di spessore, più ci rafforziamo di competenze e di valore. Più la felicità diventa a portata di mano. E' �chiaro che l�'autostima sta alla felicità come l�aria sta alla vita. Controllando costantemente la qualità dei contenuti con cui saturiamo la mente, possiamo concentrarci sulle soluzioni che non sui problemi che la vita per natura ci presenta.
Coraggio vogliamoci bene.
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