Stamina: Vannoni pagato per pubblicizzare sfilate
Stamina: Vannoni pagato per pubblicizzare sfilate
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Stamina: Vannoni pagato per pubblicizzare sfilate

Il padre di Stamina ingaggiato dalla Provincia di Torino come consulente per rievocazioni storiche.

La laurea in lettere e filosofia, e non in medicina, è uno degli elementi della polemica su Davide Vannoni, «padre» di Stamina e della sua controversa terapia per le malattie neurovegetative basata sull’uso di cellule staminali. Oggi la comunità scientifica contesta alla radice la validità della sperimentazione di Vannoni e anche la coerenza dei suoi studi. Ma la laurea in lettere, anni fa, gli è valsa un ruolo pubblico di esperto in rievocazioni storiche. Panorama ha scoperto infatti che dal 2001 al 2009 la Provincia di Torino, governata prima da Mercedes Bresso e poi da Antonino Saitta (entrambi del Pd), ha nominato Vannoni consulente per la comunicazione della commissione per il Circuito delle rievocazioni storiche.

Il fine della commissione (delibera 2.561 del 2000) era «dare valore culturale a sfilate storiche e folcloristiche, avvalendosi di eccellenze artistiche, culturali e storiche per un circuito itinerante, con la divulgazione di un libretto Viaggio nel tempo». Altri membri della commissione erano il vicedirettore dell’Accademia albertina delle belle arti di Torino, Antonino Giarrizzo, e l’architetto Bruno Signorelli. La retribuzione di Vannoni? Non elevata: 24 gettoni di presenza da 100 euro lordi, più alcuni rimborsi di viaggio.

È dal 2007 che la Procura di Torino indaga su Stamina. Poi, dal maggio 2009, il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha contestato a Vannoni «l’associazione a delinquere per somministrazione di medicinali sprovvisti di sicurezza e truffa», che oggi si somma alle dure critiche della comunità scientifica. Interpellato da Panorama, Vannoni dice: «La provincia mi ha chiamato per via diretta nel 2001. Il budget era modesto, e ho partecipato a due o tre rievocazioni l’anno. Poi, vista la mia esperienza, nel 2007 la Regione Piemonte mi ha nominato per lo stesso incarico tramite l’assessore alla Cultura. Prendevo non più di 800 euro l’anno». Vannoni si difende anche dalle accuse in campo medico: «Nonostante l’inchiesta a mio carico, nessuno ha messo in dubbio la mia professionalità. Può sembrare singolare occuparsi di ricerca sperimentale scientifica e di comunicazione allo stesso tempo. Ma io non ho mai truffato nessuno».

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