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(Ansa)
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Dallo show della Ferragni al No di Sinner. A Sanremo l'Italia che cambia, in 12 mesi

Il tennista ha confermato che non sarà ospite «perché devo lavorare». Che differenza rispetto a quanto successe un anno fa con la ribalta regalata alla Regina delle influencer, oggi nei guai

Non ho fatto in tempo ad ammirarlo da tifoso come tennista che sono qui a dover ammirare , anzi, ringraziare, Jannick Sinner anche per quello che oggi ha detto in un'attesa conferenza stampa. «Sanremo è importante ma io in quei giorni devo lavorare. No, non ci andrò...». Ammetto di aver tifato per questo No malgrado l'invito via social di Amadeus e quindi oggi ammiro quel ragazzo dai capelli rossi anche per quello che pensa.

Ed è pensando che sono tornato ad un anno fa, alla vigilia del Festival 2023 che aveva allora un'unica grande protagonista, anzi, Regina: Chiara Ferragni. L'influencer più amata, famosa d'Italia e non solo si stava preparando a prendersi il palco dell'Ariston e la scena. Ricordo benissimo il suo «pensati libera», i look ricercati, il caos con il marito che per 5 giorni ha provato a rubare la scena alla sua amata, la lettera a se stessa, autocelebrativa.

Un anno fa alla regina dell'apparenza, dei social, dei filtri per le foto veniva concesso il luogo ed il momento di massima visibilità assoluta: tutti in ginocchio da lei.

Oggi sembra di essere in un'altra era geologica. Il ragazzo del momento, che tutti vogliono, dice no allo stesso palco e lo fa con una motivazione che forse è più significativa del rifiuto stesso: devo lavorare. Ecco l'insegnamento soprattutto per quelli della sua generazione. Sono arrivato, sono il numero 1 al mondo ma non mi accontento, mi devo impegnare per crescere ancora, vincere ancora, divertirmi ancora e non sprecare quella montagna di telento che la natura o il Cielo gli hanno regalato.

Jannick si sente libero come forse Chiara non è mai stata, lei legata a doppio filo all'apparenza, ai like e a-i follower. Lui libero di faticare per poi gioire ancora; libero di vivere a Montecarlo «perché ci vivono tanti grandi giocatori con cui posso allenarmi», libero grazie proprio a quella libertà che, come ha detto al momento del trionfo di Melbourne, i miei genitori mi hanno sempre dato.

Mentre il campione diceva tutto questo davanti ad una tonnara di giornalisti, telecamere e fotografi Chiara Ferragni vive il momento più basso della sua popolarità tra inchieste, beneficenze forse taroccate, pandori, uova di cioccolato e biscotti che oggi sono quanto mai indigesti e sponsor in fuga.

Jannick Sinner è già nella storia dello sport italiano. Le luci di Chiara in 12 mesi sono già spente


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Andrea Soglio