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Salute

"Il tumore al seno si può sconfiggere anche grazie alla ricerca al femminile"

Colloquio con Carmen Criscitiello, oncologa dello IEO, nel giorno che celebra la crescita del peso delle donne nelle scienze

Da quando, nel 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite l'ha introdotta alcune cose sono migliorate. Almeno in Italia. Non abbastanza, però, da disegnare una piena parità tra generi nell'accesso pieno e uguale alla partecipazione alla scienza. Ecco perché la "Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza", che cade domenica 11 febbraio 2024 per la sua nona edizione, viene utilizzata per continuare a tenere acceso un faro sul tema.

Accesso ai percorsi di studio Stem, valorizzazione nel campo della ricerca e della sua applicazione. Panorama ne ha parlato con Carmen Criscitiello, oncologa specializzata nella cura del tumore mammario presso l'IEO di Milano e assistant professor presso Università degli Studi di Milano, recentemente inserita nell'elenco delle cento "Eccellenze Italiane 2024", premiata in Senato per l’impegno sociale profuso in campo medico nell’ambito della prevenzione, della ricerca scientifica e della promozione della cultura della salute.

E' la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, nata dall'esigenza di valorizzare sempre più il ruolo femminile nella ricerca. Oggi a che punto siamo, anche prendendo spunto dall'esperienza personale?

"Negli ultimi anni, la consapevolezza sull'importanza di valorizzare le donne nei settori scientifici è cresciuta, ma rimangono sfide significative. Sebbene siano stati compiuti progressi nel riconoscimento del ruolo femminile nella scienza, persistono disuguaglianze di genere in rappresentanza, accesso alle opportunità e disparità retributive. Nonostante la presenza predominante di donne nei laboratori e nei gruppi di ricerca, ad esempio, le posizioni apicali sono ancora prevalentemente occupate da uomini. È fondamentale incoraggiare e sostenere le donne nella scienza per garantire la diversità di prospettive e approcci, ispirando le future generazioni".

Come?

"È essenziale creare ambienti inclusivi e promuovere modelli femminili di successo nel campo della scienza per ispirare le future generazioni di donne e ragazze a perseguire le loro passioni scientifiche. Ma bisogna anche lavorare insieme concretamente per eliminare le barriere che ancora ostacolano il pieno coinvolgimento delle donne nel mondo della scienza e della ricerca".


Carmen Criscitiello

La realtà è che rimane sempre la barriera invisibile del doppio ruolo cui sembra obbligata per destino una donna?

"Io posso dire di essere stata fortunata perché ho sempre potuto seguire la mia passione e dedicarmi alla ricerca scientifica, lavorando in ambienti in cui sono stata incoraggiata e non limitata. Tuttavia, la conciliazione tra lavoro e vita privata, specialmente con la maternità, rimane una sfida. Se una donna ha figli ed ambisce, allo stesso tempo, a lavorare bene, ma anche a raccogliere i frutti del suo lavoro e ha quindi l’ambizione di far carriera, deve trovare il modo di conciliare questi due aspetti e non è sempre facile. Per esperienza di mamma di due gemelli piccoli, posso dire che dei passi in avanti si stanno compiendo, ma le strutture e i servizi che servirebbero per creare le condizioni ottimali non ci sono ancora: c’è, quindi, bisogno di un grosso sforzo individuale organizzativo, ma anche economico. In questo, c’è ancora tanto lavoro da fare".

Ricerca e prevenzione sui tumori al seno sono un esempio virtuoso di come si possa affrontare una malattia diffusa?

"Assolutamente sì. Negli ultimi decenni, la ricerca ha portato a scoperte cruciali che hanno migliorato la diagnosi precoce e le terapie, contribuendo a una maggiore sopravvivenza e qualità di vita per le pazienti. Noi oggi possiamo dire di guarire molte più donne di quanto non facessimo qualche anno fa".

Quanto conta la prevenzione?

"La prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Programmi di screening regolari, come la mammografia, consentono di individuare precocemente i tumori, quando sono più trattabili e con maggiori probabilità di guarigione. Inoltre, l'adozione di stili di vita sani può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare la malattia. Attraverso l'innovazione scientifica, i progressi terapeutici, la promozione della salute e la sensibilizzazione, è possibile ridurre l'impatto dei tumori al seno sulla salute pubblica e migliorare la vita delle persone colpite dalla malattia".

L'Italia è all'avanguardia in questo campo? Oppure ha ragione chi mette in luce soprattutto le criticità del nostro sistema sanitario per tempi di attesa e strutture?

"Credo sia un’attitudine molto italiana quella di soffermarsi principalmente sugli aspetti negativi. È innegabile che il nostro sistema sanitario nazionale sia migliorabile, come tutto del resto. Ridurre le eterogeneità tra centri e regioni rimane forse uno degli ambiti di miglioramenti più importanti. Ma siamo uno dei pochi Paesi a garantire un accesso ai programmi di screening ed alle cure con pochi limiti e senza distinzione per reddito dei cittadini. I pazienti oncologici in Italia possono avere accesso a tutti i migliori trattamenti disponibili, senza che questo gravi sulle loro finanze. Se riducessimo i tempi per la rimborsabilità, non avremmo pari al mondo. Possiamo considerarci un Paese all’avanguardia che non nega, anzi concede, ai suoi abitanti il diritto alla salute".

Il premio ricevuto come eccellenza italiana nel campo della ricerca "è stato un onore, inatteso - spiega -. La cerimonia è stata molto coinvolgente, soprattutto perché traspariva chiaramente come l’intento fosse premiare non solo le migliori attitudini ma anche le sensibilità e l’impegno perché gli sforzi di ciascuno siano sempre protesi verso la crescita collettiva".

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