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(Ansa)
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Salute

Tamponi, test salivare o sierologico. La guida

Ormai siamo bombardati da informazioni sui diversi tipi di controlli contro il Covid-19 che stanno creando confusione. Ecco le differenze e quali sono i più sicuri

Tutta Italia, o quasi, in fila per test e tamponi. Dopo la riapertura delle scuole, e il forte incremento di casi positivi (dei quali, per fortuna, la grande maggioranza sono asintomatici o paucisintomatici) che nel nostro paese si riscontra nelle ultime settimane, la corsa ai test provoca grandi disagi, con file di parecchie ore ai drive-through, le postazioni allestite fuori dai maggiori ospedali nelle quali vengono effettuati i tamponi senza bisogno di scendere dalla macchina.

Ma le tecnologie per rilevare la presenza del virus Sars-CoV2 non sono tutte uguali: alcune sono più affidabili, altre possono sbagliare, e soprattutto nel campo dei testi più nuovi l'attendibilità è ancora da dimostrare.

Nei giorno in cui il premier Conte annuncia l'arrivo –a breve tempo- di 5 milioni di test rapidi antigenici che dovrebbero essere distribuiti ai medici di base, facciamo un po' di chiarezza sulle diverse tecnologie con l'aiuto di Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Tampone molecolare

Chiamato anche Pcr (da Polymerase chain reaction) è quello che dà la risposta più precisa sull'infezione in corso. Si preleva dal naso o dal retro della bocca un campione di muco, si estrae l'acido nucleico Rna del virus e lo si amplifica in laboratorio.

La sua affidabilità è superiore al 98 per cento, ma l'efficacia dipende anche dall'abilità di chi effettua l'operazione.

Test sierologico

Cerca gli anticorpi prodotti come risposta all'infezione. Rileva le immunoglobuline di classe M, che indicano la malattia in atto, e quelle G, prodotte durante l'infezione ma che poi rimangono nell'organismo.

L'affidabilità è del 90/95% per le IgG e dell'80% per le IgM, che risultano più difficili da trovare

Pungidito

I pungidito sono comunque test sierologici: cambia la modalità di analisi. Invece della tecnica classica con prelievo di sangue venoso e analisi in laboratorio viene utilizzata quella –appunto-di prelevare poche gocce di sangue da un dito.

E' utile per lo screening, ma ha una percentuale di falsi negativi non indifferente, circa 20 su 100

Test della saliva (o tampone rapido)

Il "significato" è lo stesso del tampone molecolare, anche se le due tecniche ricercano cose diverse: uno l'acido nucleico e l'altro le proteine. Il funzionamento è molto semplice: si preleva la saliva, si posiziona su una striscetta e si rileva la presenza o meno delle proteine virali. Sono stati introdotti da poco sono ancora in fase di validazione

Test rapido antigenico

E' basato sulla ricerca dell'antigene con tampone naso-faringeo, ed è più rapido e meno costoso del tampone "classico". E' in grado di rilevare in circa 15 minuti la positività, gli anticorpi e la carica virale. Si può processare sangue sia da prelievo che da goccia (pungidito) per rilevare gli anticorpi. La sensibilità per le IgM/G viene data superiore al 95%.

Il commissario straordinario all'emergenza Covid Domenico Arcuri ha avviato la richiesta pubblica di offerta per la fornitura di 5 milioni di test rapidi destinati «alla rilevazione qualitativa di antigeni specifici di Sars-CoV2 presenti su tampone nasofaringeo o campione salivare».

Test rapido su microchip

Ci sono diversi progetti allo studio. Il vantaggio di questo test è quello di avere una risposta rapidissima - pochi secondi- e di poter usare quantità di campione estremamente basso, ma sono ancora metodi sperimentali. Si basano però sul concetto di microfluidica, tecnologia già validata e riguardo alla quale esistono competenze molto elevate anche in Italia: + quindi una risorsa che potrebbe essere disponibile in tempi non troppo lunghi.

Falsi positivi/negativi

A volte a un test sierologico positivo può seguire un tampone negativo: questo accade in caso di falsi positivi del primo test, oppure se la persona ha contratto l'infezione da poco e la sua carica è così bassa da non essere rilevabile.

Altra «anomalia»: dopo la fine della malattia, a un tampone negativo ne segue uno nuovamente positivo. Il motivo: una non perfetta guarigione può causare una ripresa (rebound) della viremia, ossia apparente assenza di virus e poi ricomparsa dello stesso. Alcuni casi di apparente re-infezione in realtà erano dovuti a rebound.

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