Renzi sotto accusa sulla pubblica amministrazione
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Renzi sotto accusa sulla pubblica amministrazione
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Renzi sotto accusa sulla pubblica amministrazione

Governo in difficoltà dopo il pasticcio del decreto senza coperture per i pensionamenti degli insegnanti. E forse domani l'incontro tra il premier e Silvio Berlusconi

Dopo il patto del Nazareno, anche il giallo sul "governissimo". Ma il giallo sembra destinato a sgonfiarsi. Spiega un azzurro di rango: "Parliamoci chiaro, questa è una cosa creata da qualche cronaca estiva di giornale. Ma ce lo vedete Matteo Renzi fare il governissimo con Silvio Berlusconi? Gli esplode il Pd in mille pezzi! Altra cosa è voler rimarcare il fatto che senza Forza Italia, come la maratona del Senato dimostra,  Renzi le riforme non le fa.  È come se, pur stando all'opposizione, Berlusconi abbia una golden share sul governo,  perché di fatto noi siamo essenziali per non farlo cadere...".

Ma la  "golden share" modulata su un'opposizione di lotta (soprattutto sulle questioni economiche, dove spicca il pasticcio del decreto sulla pubblica amministrazione privo di coperture per i pensionamenti anticipati degli insegnanti) e di governo (riforme) ha un prezzo. E il prezzo consiste nel fatto che la terza messa a punto del patto del Nazareno sulla legge elettorale, quello che dovrebbe essere il tagliando definitivo, "potrà discostarsi solo marginalmente dalla stesura iniziale, altrimenti qui anche Denis Verdini (protagonista del patto)  si incavola...", spiega sempre la fonte azzurra. Questo mette in fibrillazione il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, che ha visto Renzi e esige che la soglia di sbarramento per i piccoli partiti scenda sotto il 4,5 per cento. Ma Forza Italia non sarebbe intenzionata a farla scendere sotto il 4, altrimenti non sarebbe più il perno della coalizione del centrodestra. Ncd ha già lanciato la controffensiva della creazione di gruppi con l'Udc, senza la quale del resto avrebbe rischiato di non superare lo sbarramento delle europee.  Il dialogo con Alfano langue e ormai si mormora dentro Fi: "Quello fa gruppo con Pier Ferdinando Casini che è diventato renziano...".

Alla messa a punto definitiva Berlusconi vuole andare con una posizione di maggiore forza e magari mettere sul tavolo con Renzi la riforma del Senato già approvata. Le notizie di un incontro tra i due si rincorrono di ora in ora, potrebbe essere tra domani o al massimo dopodomani, ma nel pomeriggio di martedì 5 agosto c'è anche chi non esclude che l'incontro Renzi-Berlusconi ci possa essere la prossima settimana, a riforma del Senato approvata da Palazzo Madama, appunto. Mentre Berlusconi esercita un'opposizione di governo sulle riforme, si indurisce la linea sulla gestione ordinaria del governo Renzi.

La goccia che fa traboccare il vaso è la fiducia sul decreto della Pubblica Amministrazione al Senato. "Pastrocchio aberrante che calpesta pensionamenti, merito, ricambio generazionale", attacca Paola Pelino, vicecapogruppo di Forza Italia. Durissimo il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI): "Il governo ha superato il limite dell'inesperienza e dell'incapacità". Spiega Gasparri: "Sulla pubblica amministrazione. è stata messa la fiducia alla Camera su un testo che conteneva le norme in materia previdenziale per gli insegnanti, poi, dopo la bocciatura da parte del ministero dell'Economia (non ci sono le coperture, ndr.) si è messa al Senato la fiducia sul testo che sopprime quelle norme...". Il no, duro e secco è stato annunciato in aula dal vicecapogruppo vicario di Fi, Annamaria Bernini.

Anche il pasticcio sulla pubblica amministrazione mette in rilievo la centralità di Berlusconi di fronte a un Renzi che sembra intrappolato nella palude economica. Spiegano fonti azzurre: "Più che il governissimo e gli schemini che escono in questi giorni sui giornali su morbidi, duri e quant'altro, a Berlusconi interessa ribadire la sua centralità come padre costituente, che metterà la sua firma su quelle riforme avviate proprio da lui. Nei pasticci ora c'è Renzi".   

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