Politica

Tav, tunnel senza uscita per il M5S

Perché sulla Tav Di Maio è in un vicolo cieco ed il Governo non cadrà

Tav cartina mappa cantiere

Il tunnel della Tav al momento non ha ancora una via d'uscita (mancano ancora diversi km di scavo) ma sembra in tutto e per tutto il tunnel nel quale si è infilato il Movimento 5 Stelle, appunto, senza uscita.

Di Maio ed i suoi infatti sono in una posizione in cui qualsiasi scelta perderanno andrebbero a rimetterci, sia sulla Tav che sul Governo.

Crisi di Governo

Molti giornali raccontano di un esecutivo sull'orlo del baratro. In realtà il Governo resta saldo al suo posto (almeno fino alle Europee) e di certo non cadrà per i dissidi sulla Tav. Innanzitutto perché lo stesso contratto di Governo scritto da Lega e M5S parla proprio di una "revisione" dell'opera. Secondo luogo perché anche in queste ore Salvini ha negato che l'esecutivo possa cadere per la diversa opinione sulla Torino-Lione. Il terzo, e più importante, è legato al fatto che non esistano alternative, soprattutto per i 5 Stelle.

Di Maio infatti cosa potrebbe fare in caso di rottura con la Lega? Cercare un alleanza più a sinistra con il Pd? Sarebbe un'assurdo dato che il nuovo segretario, Zingaretti, come primo atto da leader del Partito Democratico si è recato a Torino per gridare il suo Si alla Tav, definendo "criminali" coloro che si dicono contrari. Insomma, il M5S si ritroverebbe punto a capo con la stessa spinosa questione tra le mani. 

Peggio ancora per i pentastellati sarebbe un ritorno alle urne. I sondaggi infatti li vedono in forte calo e la loro rappresentanza in Parlamento sarebbe decimata. Soprattutto per la parte dei collegi uninominali dove nelle politiche del 2018 fecero man bassa al sud. Insomma, non avrebbero una possibilità che sia una di tornare a Palazzo Chigi.

D'altra parte Di Maio non può nemmeno dire si alla Tav; sarebbe tradire una delle colonne portanti del Movimento, minarlo alla base, distruggerlo.

Ecco servito quindi il vicolo cieco.

Il destino della Tav

Cocsa succederà all'opera? Il tempo per ottenere i fondi europei sta per scadere. La palla quindi è tutta politica.

Salvini tira dritto, si dice favorevole andando però a parlare con i francesi per vedere di modificare alcune parti vecchie (ricordiamo che il progetto della Tav ha più di 10 anni) e risparmiare soldi preziosi, "ma gli italiani hanno già speso soldi per cominciare a bucare la montagna. Sarebbe assurdo adesso spenderne altri per chiudere quel buco".

Di Maio deve per forza puntare i piedi e dire no. La soluzione quindi è nelle mani di Conte che dovrà trovare il modo per terminare il cantiere, come vogliono tutti tranne i grillini, senza far vedere che Di Maio sia stato costretto a cedere. Una soluzione pratica potrebbe essere quella di passare la palla al Parlamento: in aula il si sarebbe scontato (tra Lega, Pd, Forza Italia e Fratelli d'Italia) ed il Movimento 5 Stelle salverebbe con il suo no la faccia e la bandiera.


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