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Rosatellum, vince chi si allea e per questo il M5S protesta

Il Movimento di Grillo è il primo partito, ma non riuscirà ad arrivare al governo. Almeno finché non scenda a patti con qualcuno

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Sara Dellabella

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La legge elettorale ha passato senza affanni la prima prova dell'Aula, nonostante 40 franchi tiratori che all'ultima votazione abbiano fatto mancare il proprio sostegno.
L'esito non era scontato visto l'sms che venerdì mattina (Il giorno dopo i voti della Camera) Matteo Renzi e Ettore Rosato, padre del Rosatellum, hanno inviato a tutti i deputati Pd: "Grazie di cuore a tutti e tutte. Il vostro senso di responsabilità è stato e sarà prezioso".

La battaglia dei numeri adesso passa al Senato, dove lo scarto dei voti a favore della maggioranza è di poche unità.

Ma se davvero il Rosatellum bis ce la farà e se quindi diventerà (piuttosto probabile, a questo punto) la legge elettorale, come sarà il prossimo Parlamento?

Tutti i maggiori istituti di sondaggi continuano a ripetere che con il Rosatellum, il primo partito sarebbe il Movimento 5 stelle.

Perché allora protestare con tanta veemenza contro questa legge elettorale che premia in questo modo la formazione di Grillo?

Potremmo rispondere con una semplice battuta di Totò: è la somma che fa il totale.

Proprio così perchè essere il primo partito con il Rosatellum non serve a niente, se non ti allei. Per questo i 5 stelle sono destinati a perdere e lo sanno bene.

Gli scenari

Alla Camera dove i seggi sono 630 nessuna coalizione di quelle possibili sarebbe probabilmente in grado di avere una maggioranza.

Questo vuol dire che non solo il Rosatellum non consentirà di avere la sera delle elezioni un vincitore, tanto per ricordare le intenzioni di un Renzi della prima ora, ma condannerà il prossimo malcapitato Presidente del Consiglio a una stagione di larghissime intese e il Paese all'instabilità politica.

L'esempio del governo Prodi ha molto da insegnare.

Su Il Corriere della Sera di venerdì 13 ottobre, l'Ipsos ha provato a pesare numericamente le possibili coalizioni in campo.
Se Pd, Ap e Forza Italia unissero le proprie forze arriverebbero appena a 278 seggi; Pd, Ap e le sinistre 197; il centrodestra unito 238; mentre se i 5 stelle decidessero di unirsi con Lega e Fratelli d'Italia avrebbero 310 seggi.

Con il risultato evidente che nessuno avrebbe la maggioranza parlamentare alla Camera. Chiaro è che il Pd di fronte a questi numeri è sempre più orientato verso Forza Italia che verso quella galassia di partitini che abitano la sinistra che oltre a pesare poco elettoralmente sono anche particolarmente astiosi e attaccabrighe.

Legislatura di scopo


Con il Rosatellum e l'attuale distribuzione dell'orientamento dell'elettorato, potrebbero dunque servire mesi prima che il (supposto) vincitore possa formare un nuovo governo destinato.

Soprattutto, la prossima potrebbe essere una legislatura di scopo, ovvero improntata a portare a casa alcuni provvedimenti sui quali far convergere i partiti e formare così una maggioranza di governo.

Magari di fronte a questo scenario, qualcuno penserà che una legge elettorale che non produce un vincitore con una vera maggioranza non sia una buona legge. A quel punto dunque la discussione riprenderà esattamente da dove l'abbiamo lasciata.

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