Edoardo Frittoli

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La sconfitta pesante e senza appello del Pd è una delle sentenze inappellabili di queste elezioni politiche 2018.
E quando si verificano sconfitte come queste, è il leader il responsabile. Il 20% era considerata la soglia minima sotto la quale la sconfitta non poteva essere camuffata.
Questa volta Renzi si è dimesso dalla segreteria. Farà il senatore. Il Pd apre una fase congressuale che dovrebbe portare all'elezione - con primarie - di un nuovo segretario. Certo, Renzi potrebbe anche decidere di ricandidarsi. Sarebbe inusuale, ma non incoerente con il personaggio.

Per ora gli dedichiamo questa fotogallery. La fotogallery per un perdente. L'avevamo pubblicata la prima volta a novembre del 2017, una sintesi delle sconfitte precedenti e un'anticipazione di questo triste finale di partita. Appena si presenterà in pubblico, aggiugereremo anche le foto di oggi.

Matteo Renzi, eccolo qui. Lontano dai trionfi alle primarie del Pd, o dall'entusiasmo di un 40% alle Europee. Lasciati ormai alle spalle lo show della Leopolda e la prima fase "decisionista" del suo Governo.

Molto più vicine le cocenti sconfitte al Referendum costituzionale, le conseguenti dimissioni da premier, la débacle alle Amministrative del giugno 2017. Passando dagli scandali Boschi e Lupi, fino all'ultima sconfitta in ordine cronologico: la batosta alle elezioni regionali in Sicilia.

Il declino di un leader scritto dalle espressioni del suo volto.

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