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Politica

La propaganda sui migranti morti del centrodestra disperato

Emma Bonino e diversi candidati Pd hanno usato la notizia dei migranti morti di sete su un barchino partito dalla Turchia per attaccare il centrodestra, come se fossero i colpevoli

Non si sa in base a quale criterio, in questa campagna elettorale si è imposta una legge ferrea: per ogni tragedia in mare, la colpa ricade sul centrodestra. A prescindere dal ministro competente in carica. A prescindere dalla responsabilità del governo. Lo stiamo vedendo in queste ore, dopo che sei persone sono morte in un barcone diretto dalla Siria all’Europa. Due erano bambini uno aveva solo 12 anni e gli altri tre erano adulti. E questo subito dopo l’altra notizia, terribile, della bambina siriana morta di sete a largo delle coste italiane.

Qualcuno, come Emma Bonino, ha approfittato della tragedia per condannare la “disumanità” della proposta di blocco navale avanzata da Giorgia Meloni: “La questione – dice – non si risolve con le battute”. Qualcun altro, come l’immancabile Laura Boldrini, pontifica che tutto questo “si poteva evitare”, ma non si capisce bene con chi ce l’abbia. Orfini (Pd) se la prende con i lontani burocrati di Bruxelles, senza accorgersi che non c’è bisogno di fare tutta quella strada. E di rimbalzo Monica Cirinna, candidata per il Pd, dice che “i migranti non possono essere oggetto di propaganda”.

Ecco, a proposito di propaganda: questi personaggi hanno una cosa in comune. Sostengono tutti il governo in carica. Alla guida, fino a prova contraria, ci sono loro. Anziché attaccare il centrodestra, ragion vorrebbe che il bersaglio delle loro critiche fosse il ministro dell’Interno. Quella Luciana Lamorgese che pare essere sparita dalla circolazione, e dai lanci d’agenzia. Proprio quel ministro il quale ha confessato che gli sbarchi, nel 2022, sono triplicati rispetto a quelli dell’anno precedente. E nel 2019, l’anno della gestione Salvini, erano sbarcati poco più di 4 mila migranti, rispetto ai 63 mila dell’attuale amministrazione. Un fallimento che è sotto gli occhi di tutti. Di tutti quelli che hanno gli occhi per vedere, s’intende.

Ecco, se c’è un destinatario per l’indignazione politica, dovrebbe essere per l’appunto il Viminale. Ed è bizzarro invece che Bonino e dintorni decidano di mettere nel mirino Meloni e gli altri leader avversari. Chi c’è al governo? Chi è il responsabile della gestione migratoria? Chi risponde alla politica delle strategie fallimentari? Saltare sull’ultima tragedia per rastrellare qualche voto in più, e gridare all’allarme democratico, significa viaggiare nel ground zero della moralità. Sarebbe come fare propaganda, per l’appunto, sulla pelle di quei disperati che a parole dicono di difendere. A tanto siamo arrivati?

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