Quirinale: ultime consultazioni prima della votazione

Continuano le riunioni del Premier Renzi con i grandi elettori del Pd. Possibile un incontro con Berlusconi. Oggi prima votazione alle 15

Palazzo del Quirinale – Credits: Claudio Onorato/Ansa

Redazione

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29 gennaio

11:14: Il premier alle 13 incontra i grandi elettori del Pd e da questa mattina ha ripreso una serie di riunioni a Palazzo Chigi sempre per futura presidenza della Repubblica. A quanto si apprende però il capo del Governo e il Cavaliere potrebbero sentirsi telefonicamente anche se l'ipotesi di un incontro in giornata non è da escludere.

07:30 -
 La prima votazione per l'elezione del successore di Giorgio Napiolitano si terrà oggi a Montecitorio alle ore 15. In attesa di un accordo sul nome (il premier Matteo Renzi spinge per Sergio Mattarella, ma per Silvio Berlusconi "il candidato ancora non c'è") Pd e Forza Italia voteranno scheda bianca, mentre Lega e Fratelli d'Italia ci scriveranno il nome di Vittorio Feltri. Il Movimento 5 Stelle sceglierà invece con una consultazione online il suo candidato.


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28 gennaio

17:10 - Un candidato per il Quirinale "non lo abbiamo ancora individuato" e ci saranno nuovi incontri, una "consultazione permanente", con il segretario Pd, Matteo Renzi. Queste le parole di Silvio Berlusconi, parlando a Montecitorio ai 'grandi elettori' di Forza Italia. Domani, al primo scrutinio, il gruppo voterà scheda bianca. Comunque, Berlusconi avrebbe ribadito ai suoi che il prossimo Capo dello Stato non dovrà essere una "figura radicata nel partito di sinistra".

16:30 - L'assemblea dei grandi elettori del Pd si terrà domani, 29 gennaio alle 13. Nel corso dell'incontro Renzi dovrebbe indicare il nome su cui punta il partito, a sole due ore dall'inizio delle votazioni.

15:00 - Alle 13.30 Silvio Berlusconi ha incontrato Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Nelle due ore di colloquio si sarebbe ragionato anche sul nome di Sergio Mattarella per il Quirinale. Matteo Renzi, a quanto si apprende in ambienti Pd, sembrerebbe intenzionato a convincere Silvio Berlusconi su questa soluzione per superare il veto espresso ieri dalla delegazione di Forza Italia

Di buon mattino invece Renzi ha incontrato i deputati del Pd. "È un valore eleggere il presidente della Repubblica con Forza Italia, ma non accettiamo veti. So che a molti di voi non piace il patto del Nazareno ma ribadisco la necessità di fare insieme le riforme". "Prendiamo atto ma non accettiamo la preferenza negativa di Fi su un esponente con accentuata militanza nel Pd, perché non facciamo né accettiamo diktat". Poi ha ribadito che quella del Quirinale è una partita da chiudere entro il finesettimana.

E nel frattempo ci sono i 10 candidati che il M5s sottoporrà al voto della Rete per determinare il candidato al Colle. Sono: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky.

In tarda mattinata anche la Lega Nord di Matteo Salvini, insieme con Fratelli d'Italia, ha ufficializzato il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica: è Vittorio Feltri.

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27 gennaio

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha avviato le consultazioni. Nel pomeriggio ha detto di essere d'accordo con la necessità di indicare per la presidenza della Repubblica il nome di un politico, come richiesto da diversi partiti compreso Ncd di Angelino Alfano che aveva rinnovato il suo appello anche in mattinata.

Nel frattempo dal M5S sono usciti altri 9 deputati e 1 senatore confluiti nel gruppo misto. A loro il Partito Democratico, tramite il presidente Matteo Orfini, ha chiesto di sedere al tavolo delle consultazioni. Matteo Salvini della Lega Nord, invece, ha annunciato che avrebbe fatto oggi il nome che sarà quello di un uomo di centrodestra.

Nel pomeriggio è arrivata poi la notizia, lanciata da Panorama.it, di una nuova convocazione per il gruppo PD per domani alle 8 mentre in serata Renzi incontra la delegazione di Forza Italia.

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26 gennaio

Renzi ha incontrato deputati e senatori del Pd. Dagli incontri sono scaturite una serie di dichiarazioni che hanno confermato il forte dibattito interno al partito dove Pippo Civati candida Prodi, Stefano Fassina chiede (ora) un accordo con Forza Italia, oltre 21 nomi di possibili candidati circolano tra i parlamentari e ancora non si capisce in che modo il partito si muoverà. È certa solo una cosa: ci sarà un solo nome che verrà comunicato giovedì da Matteo Renzi e la nomina avverrà nella quarta votazione di sabato mattina, come indicato dal Segretario del Pd. Non si esclude possa essere una donna.

Mentre Matteo Salvini afferma che i voti della Lega saranno determinanti, il M5S sceglie ancora di non sedersi al tavolo delle trattative e tenta il recupero con una mail inviata a tutti i Parlamentari nella tarda serata in cui Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio scrivono: "Crediamo che una elezione nei primi tre turni con la partecipazione delle forze di opposizione e alla luce del sole sia un modo per dare autorevolezza al prossimo presidente della Repubblica come rappresentante di tutta la Nazione e per non confinarlo alla qualifica di 'nominato'" e invitano a "rendere pubblica una rosa dei nomi" per il Colle.

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23 gennaio

Pierluigi Bersani tende una mano a Renzi con la volontà di trovare un accordo sul nome del futuro candidato alla Presidenza della Repubblica, ma prima internamente al partito e solo poi con le altre forze politiche. E mentre torna il nome di Luciano Violante come possibile successore di Napolitano, il capogruppo Pd alla camera Speranza ha convocato per lunedì 26 alle 9 l'assemblea dei deputati Dem e a seguire quella dei senatori.

Sarà poi il premier Matteo Renzi a guidare la delegazione del Pd che da martedì incontrerà tutti i partiti in vista dell'elezione del Presidente della Repubblica.

Giovedì mattina, a poche ore dall'inizio delle votazioni per il nuovo Capo dello Stato, si riunirà l'assemblea dei grandi elettori del Pd, come ha lasciato intendere il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Sarà quella l'occasione in cui Matteo Renzi, indicherà il nome del candidato al Colle.

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21 gennaio

Antonio Martino, tessera numero 2 di Forza Italia, sarà il candidato dei moderati per il Quirinale. Lo ha detto Silvio Berlusconi alla riunione dei deputati FI.  

"Abbiamo deciso tre cose: la prima è che indicheremo un candidato comune al Pd e a Renzi. Faremo insieme sempre una valutazione comune sui candidati che ci propongono loro e da subito mettiamo in comunicazione i nostri gruppi per organizzare il lavoro" aveva dichiarato sempre oggi Angelino Alfano al termine di un vertice con con Silvio Berlusconi.

E Matteo Renzi, annunciando che dalla prossima settimana il Pd incontrerà tutti gli altri partiti per cercare il candidato, ha sostenuto che  "ci siano le condizioni per eleggere al quarto tentativo il presidente della Repubblica, vedremo chi ci vorrà stare e chi no ma non c'è collegamento" tra Colle e Italicum. 

Anche la Conferenza Episcopale italiana oggi ha lanciato un appello ai politici, sull'elezione del presidente della Repubblica: "Serve un Presidente di tutti, che abbia a cuore l'Italia, che sappia ascoltare le esigenze del Paese e che non risponda dunque solo a interessi di parte o partitici".

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20 gennaio

Alle 10,30 il presidente del Consiglio Matteo Renzi incontra il leader di FI Silvio Berlusconi. Al centro dell'incontro, il tentativo di trovare un nome condiviso per il Quirinale.

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19 gennaio

Continuano i dissidi interni al Pd dopo che Sergio Cofferati ha lasciato il partito. Nel frattempo Silvio Berlusconi, leader di FI, ha incontrato in serata Angelino Alfano, segretario di NCD. La riunione, in corso a Milano nel palazzo della Prefettura, ha come obiettivo la possibilità di trovare una convergenza sul nome del futuro Capo dello Stato.

Quello che conta è che "il prossimo presidente della Repubblica dovrà essere garante di tutti e non solo di una parte degli italiani", ha dichiarato oggi Berlusconi augurandosi che il nuovo inquilino del Quirinale "sia una persona di buon senso, equilibrata, che possa essere visto con fiducia da tutti gli italiani". 

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18 gennaio

In un'intervista a La Repubblica, il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha dichiarato che "è bene che Renzi offra al centrodestra la possibilità di contribuire realmente alla scelta del garante delle istituzioni" dato che lui (Renzi) sta "rappresentando anche grazie a noi e FI il motore di una trasformazione straordinaria della forma di Governo e di quella di Stato... Negli ultimi 20 anni l'area moderata non è mai stata rappresentata al Colle".

E davanti alla domanda se è opportuno chiedere ora un presidente di centrodestra, data la posizione della corrente in minoranza, Alfano ha spiegato che "questa è la legislatura del pareggio, in cui il Pd esprime gran parte del governo e i presidenti delle Camere, ma c'è tutta un'area del Paese che sostiene governo e riforme che non può essere ignorata". Ha poi aggiunto: "Non abbiamo da imporre nomi, chiediamo piuttosto al Partito democratico di non sottoporre agli alleati delle scelte nate da un congresso interno".

A sinistra, invece, Sergio Cofferati, sceso in polemica con il suo partito dopo le primarie in Liguria, ha lasciato il PD senza particolari reazioni da parte del segretario Matteo Renzi. La minoranza interna al partito è stata però subito molto chiara nel dichiarare che questo fatto avrà delle conseguenze per l'elezione del capo dello stato.

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16 gennaio 2015

Dopo due giorni di toto nomine, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha chiaramente indicato Gianni Letta come sua prima scelta specificando di non accettare il nome di nessun suo antagonista politico e dunque, esprimendo un "no" implicito a Romano Prodi. Lo stesso Prodi ha in serata affermato di "non voler essere più in mezzo a queste tensioni e a questi problemi... Credo che sia importante che in una società ci siano persone che anche al di fuori di aspetti istituzionali servano il proprio Paese, io credo di fare questo in modo soddisfacente per me e anche utile per tutta l'Italia", ha detto.

Nel frattempo Matteo Renzi alla Direzione del Pd ha chiarito che il nome proposto per la successione a Giorgio Napolitano sarà quello di una figura che deve rappresentare "un arbitro per i prossimi 7 anni" e che se qualche parte politica si tira indietro il Pd "farà senza di lei".

LEGGI QUI COSA HA DETTO RENZI


14 gennaio 2015

Alle 10,35 Giorgio Napolitano firma la lettera di dimissioni dall'incarico di Presidente della Repubblica. Il Presidente del Senato Pietro Grasso ne diventa "supplente" fino alla nomina del successore che, secondo quanto affermato anche dal Presidente del Consiglio e in base a quanto previsto dalla nostra Costituzione, sarà eletto al più tardi entro il 2 febbraio (la prima votazione è prevista per il 29 gennaio).

Si scatena dunque il toto-nomine con una rosa di nomi che resta la stessa da settimane.

Tra le voci, emerge quella di Silvio Berlusconi, leader di FI che si è detto "pronto a votare un nome di garanzia" aggiungendo poi che "la Sinistra ha tutto, non può avere anche il Quirinale". Immediata la risposta del Presidente del Consiglio che in un'intervista durante la trasmissione "Le invasioni barbariche" ha detto di non accettare veti da nessuno: "Se Silvio Berlusconi dirà no al candidato proposto dal Pd, il nuovo presidente della Repubblica ce lo eleggeremo da soli".

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