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Politica

Il mistero dei 10 mln del Cnr per la Tv Scientifica affidati a Piero di Lorenzo

Un componente del cda del Cnr racconta la sua verità sulle assemblee che hanno disposto, nella perplessità di molti, lo stanziamento da diversi milioni

A novembre 2020 abbiamo pubblicato gli appunti dell'avvocato Alberto Bianchi della fondazione Open finita al centro di un'inchiesta della Procura di Firenze. Nelle annotazioni si faceva riferimento più volte al nome di Piero Di Lorenzo amministratore delegato della Irbm SpA vicino a delle cifre e ad un finanziamento del Miur passato al Comitato Interministeriale per la programmazione economica come Mise passato al Cipe "promoz. del digitale". Un passaggio che sembrerebbe riferirsi al finanziamento di 9,6 milioni di euro della Tv scientifica. Cifra che va ad aggiungersi ai 60 milioni di fondi pubblici ricevuti nel corso degli anni dalla scatola del CNCCS di cui socio maggioritario è proprio Piero Di Lorenzo, insieme al Cnr e all'Istituto Superiore di Sanità.

Di questi passaggi di denaro, di come siano avvenuti e dei verbali delle sedute che sono al centro dell'inchIesta ci racconta la sua versione dei fatti Vito Mocella fisico del Cnr e membro del Cda fino al 2019.

Prof. Mocella cosa ne è stato del progetto della tv scientifica finanziato dal Cipe per circa 9,6 milioni di euro?

«A valle dell'approvazione in CdA è stata erogata al CNCCS la somma di 4.350.000 milioni con cui il consorizio avrebbe dovuto avviare il progetto e rendicontare le spese dei primi 6 mesi. Non so se questo sia avvenuto poiché a metà novembre 2019 è terminato il mio incarico nel CdA».

Ci parli del progetto tv scientifica

«Al punto 13 del progetto presentato al CIPE si parlava di "progetto realizzato dal CNR in partnership con CNCCS e che il CNR avrebbe dovuto coinvolgere Enti pubblici con specifiche competenze. Tutto questo è poi sparito nel progetto allegato alla convenzione che affida CNCCS il 100% del finanziamento. Il CNCCS non ha le competenze interne per svolgere il progetto. Appare evidente che visti gli importi in gioco e data la natura pubblica dei soldi, sia necessario ricorrere a gare europee per l'affidamento di tali appalti ma nulla di questo è specificato in convenzione. Risulta inoltre che CNCCS ha creato una propria società in house (controllata al 100%) denominata HIGH SCIENCE TV SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA a cui presumibilmente intende affidare la realizzazione del progetto».

Chi ha presentato il progetto al Cipe?

«Il presidente Massimo Inguscio un mese dopo la sua nomina di presidente del Cnr. Noi nemmeno eravamo a conoscenza del progetto».

Quando é stata approvata l'erogazione dei fondi al CNCSS?

«Nel giugno 2018, il presidente del Cnr Massimo Inguscio aveva firmato una convenzione con il CNCCS senza l'autorizzazione del CdA. Tale convenzione prevedeva l'erogazione in due tranches: 50% all'inizio e una seconda del 50% da corrispondersi a conclusione del primo semestre di attività per il progetto della Tv scientifica. Al mio invito a sottomettere tale convenzione all'approvazione del CdA ed al successivo dibattito era seguita una richiesta di parere dell'ANAC. Dopo la delibera dell'ANAC la convenzione era stata poi modificata ed approvata nel CdA 12 marzo 2019 (con il mio voto contrario). Questa convenzione prevedeva una modifica sostanziale delle modalità di erogazione del finanziamento e dei paletti molto rigidi per le spese di beni e servizi, come indicato dall'ANAC».

Il CNCCS come l'ha presa?

«Tale modifica non era di gradimento di CNCCS (che aveva una convenzione più favorevole già firmata …), che comunicava all'amministrazione la necessità di concordare compensazioni interne da apportare fra le voci di costo indicate nel progetto approvato. Il 30 ottobre 2019 il presidente Inguscio portava in CdA una proposta di modificare la convenzione per l'ennesima volta, prevedendo tre rate di finanziamento: 50% in forma di anticipo, il 45% dopo 6 mesi e il restante 5% da corrispondersi a conclusione del secondo anno di attività, ritornando sostanzialmente alle tranche previste dalla prima convenzione firmata da Inguscio senza approvazione del CdA».

Il Cda del Cnr come ha reagito di fronte a questa richiesta?

«Si è innescata una discussione serrata, il vicepresidente parlava della possibilità che il consorzio intentasse un'azione legale e il presidente accennava all'interesse dell'ex ministro Lorenzo Fioramonti affinché il progetto andasse in porto. A questo punto poi avvenne un colpo di scena: dopo aver accantonato la discussione sul punto veniva annunciata la presenza dell'amministratore delegato di CNCCS Piero di Lorenzo nei locali attigui a quelli dove si svolge il Consiglio».

Dopo l'arrivo di Piero Di Lorenzo cosa è successo?

«Al termine di questa breve ma intensa interruzione del consiglio la proposta veniva modificata e il consigliere inizialmente contrario che non si era recato conferire con l'amministratore delegato Di Lorenzo poi alla fine si è convinto a votare a favore prevedendo l'erogazione della seconda tranche, dell'ammontare del 45% entro e non oltre il 9 mese dall'inizio dell'attività».

Chi ha chiamato Piero Di Lorenzo?

«Non so chi lo abbia chiamato direttamente ma devo presumere che sia stato Inguscio. Il punto dell'erogazione dei fondi al CNCSS era stato accantonato e mentre si discuteva degli altri punti all'OdG è stato proprio Inguscio ad annunciare che c'era Di Lorenzo nella sala attigua e se volevamo andare a parlargli ...Io non ho voluto e nemmeno e nemmeno il consigliere Fabio Tesi. Mentre gli altri, il presidente Massimo Inguscio, il vicepresidente Tommaso Frosini e il Direttore Generale Giambattista Brignone sono andati da lui in processione quindi siamo rimasti io e Tesi nella sala del CdA, nel frattempo sospesa».

Ha mai incontrato l'ex ministro Fioramonti?

«Si l'ho incontrato un paio di volte; in più il 29 ottobre 2018 al ministero ho incontrato un suo collaboratore, Dino Giarrusso. Mi chiamò lui per chiedermi se potessi andare a discutere di alcune criticità del CNR. Mi chiese cosa sapessi del progetto di TV scientifica e perché fosse bloccato dal CNR. Gli illustrai quelle che a mio avviso erano le criticità legate al progetto tra cui la richiesta impellente di Inguscio di affidare il progetto interamente al CNCCS».

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