reddito di cittadinanza
(Ansa)
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Politica

Mancano 500 mila lavoratori ma si preferisce il Reddito di Cittadinanza

I dati certificano come la norma grillina sia un incentivo a restare a poltrire sul divano, pagati dallo Stato

I numeri certificano che il reddito di cittadinanza è un buco nell’acqua. A Napoli 9 percettori su 10 hanno rifiutato l’offerta di lavoro. Preferiscono rimanere disoccupati e tenersi il sussidio. E questo mentre la provincia del capoluogo campano vanta il record di beneficiari: oltre 440 mila persone per un costo di 105 milioni di euro. In pratica, solo nella provincia di Napoli si spende in reddito di cittadinanza come tutte le regioni del Nord Italia.

Al di là della contrapposizione nord-sud, è chiaro a tutti che il sussidio grillino, lungi dall’essere un incentivo a lavorare, altro non è che uno stimolo per rimanere sul divano. Nessuno nega che occorra, da noi come negli altri paesi, una rete sociale per aiutare i disoccupati. Ma il problema è proprio questo: il punto debole del reddito di cittadinanza sta nell’assenza di ricerca di un impiego. Dei più di 3 milioni di beneficiari, quelli che possono realisticamente lavorare sono circa 1 milione. Gli altri sono inabili al lavoro, minorenni, studenti, o persone che devono occuparsi di un familiare a carico. E del milione di beneficiari chiamati a trovare un lavoro, meno della metà ha avviato l’iter concreto, con gli incontri di orientamento e la ricerca di un nuovo impiego. Insomma, il dramma è che una buona fetta dei percettori del reddito un lavoro non l’ha mai neanche cercato. Spesso non è stato mai contattato dai leggendari navigator: questi signori si limitano a prendere soldi dallo Stato punto e basta. Con buona pace degli imprenditori onesti che cercano personale e si vedono rifiutare il posto, perché è molto più comodo starsene a casa incassando la prebenda pubblica.

Dunque, anche facendo la tara dei furbetti e dei disonesti, dei finti poveri, degli evasori e dei parassiti, il punto è che il reddito non è un sussidio per lavorare, ma semplicemente un modo per spargere denari pubblici a pioggia. Senza nemmeno avere grandi controlli sul flusso di questi emolumenti. Un aiuto occupazionale scritto con i piedi, e applicato peggio. Che fa comodo soltanto a chi vuole approfittarsene, e ai politici che in vista delle elezioni vogliono alimentare le loro clientele, e rastrellare qualche voto in più. Alla faccia del contribuente, che come al solito, apre il portafoglio e mantiene tutti gli altri.

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