Il discorso di Conte alle Camere

È il primo premier (eterodiretto) che si presenta con un programma scritto da altri e di cui è responsabile

CONTE

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato durante le sue dichiarazioni programmatiche, Roma 5 giugno 2018. – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Sara Dellabella

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“Assumo l'incarico con umiltà e determinazione, mosso solo da spirito di servizio. Da noi un cambiamento radicale di cui siamo orgogliosi. Io sarò garante del contratto, come avvocato che tutelerà l'interesse dell'intero popolo italiano”. Così il premier Giuseppe Conte si è presentato all’aula di Palazzo Madama per il primo discorso di fiducia. In piedi, tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, pretoriani di questo esecutivo, Conte tiene un discorso lungo un’ora e 11 minuti (uno dei più lunghi della storia repubblicana) interrotto da 45 applausi e persino da una standing ovation, quando ha ricordato il migrante ucciso sabato scorso in Calabria.

In alcuni passaggi, il neo premier ha alzato la voce quasi a voler aizzare l’aula e scrollarsi di dosso la naftalina del professore finito lì quasi per caso. Non c’è stato nessun accenno al mondo della scuola, alla cultura e anche sulla sanità i riferimenti sono stati scarsi. Presenti invece gli altri pilastri del contratto di governo, i temi cari a Salvini e Di Maio, soci di maggioranza della sua premiership: Flat tax, lotta alla corruzione, reddito di cittadinanza, immigrazione, ruolo dell’Italia nella Ue, tagli alle pensioni dei parlamentari, lotta alla mafia.

Il libro dei sogni del contratto di governo è stato sciorinato ai parlamentari che nella giornata saranno chiamati a votare la fiducia al nuovo esecutivo e avviare in maniera ufficiale la legislatura e i lavori parlamentari.

Conte ha speso anche un passaggio del suo discorso per respingere le accuse di populismo e razzismo che negli ultimi giorni hanno investito il nuovo esecutivo. “Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo” e ha aggiunto: “ascolto, esecuzione e controllo saranno i tre pilastri dell'azione di governo".

Ma a parte qualche variazione nel tono della voce c’è poca iniziativa in questo premier eterodiretto e guardato a vista come un galeotto. Annuncia che la prima visita pubblica sarà rivolta alle popolazioni terremotate e che rivendicherà il ruolo di paese fondatore della Ue per cambiare le regole europee, ribadendo l’Alleanza Atlantica, ma senza dimenticare di posare una mano sulla spalla della Russia.

Insomma, nello scacchiere internazionale come a casa nostra, Conte non ha nessun interesse a mettersi contro qualcuno o a prendere una posizione chiara su qualunque tema. È il primo premier che si presenta alle Camere con un programma scritto da altri e di cui secondo la Costituzione è responsabile. Conte è l’uomo ombra del governo, colui che ha il compito di rappresentare l’Italia all’estero e di tenere insieme le due anime dell’esecutivo giallo verde.  

Ma più che l’"avvocato degli italiani", continua a sembrare la colf dei partiti.

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