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(Ansa)
Politica

Tutto rinviato al 20 ottobre. L'Europa su gas prende e perde tempo

Nessun accordo sulle misure comuni contro il caro bollette, mentre aziende e famiglie sono al limite. ma uno spiraglio, forse, c'è

Al termine del consiglio informale Europeo sul gas e l’energia di Praga la sensazione è quella di trovarsi davanti al più classico dei dubbi: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

A voler cercare un lato positivo è che una luce di accordo in fondo al tunnel si vede, dopo mesi e mesi di rinvii, richieste respinte, soluzioni bocciate e spiragli di trattativa. L’appuntamento decisivo finalmente c’è, una data c’è: 20 ottobre. A confermarlo, con un ‘espressione del volto diciamo la verità non proprio soddisfatta, il premier Draghi: "Sull'energia le cose si stanno muovendo. La Commissione presenterà al Consiglio del 19 ottobre una proposta in cui i tre elementi - tentare di diminuire i prezzi, avere un elemento di solidarietà nel meccanismo e inizio della riforma del mercato dell'elettricità - ci saranno”. In pratica tra due settimane dovremmo finalmente trovarci davanti a qualcosa di concreto e, si spera, funzionante.

"Sono d'accordo sulla proposta di Gentiloni e Breton - ha aggiunto Draghi - Proposte simili c'erano anche 5-6 mesi fa. E' una proposta molto naturale, tanto più dopo la decisione tedesca. E' quello che serve per mettere tutti i Paesi, sia quelli che hanno spazio fiscale sia quelli che non ne hanno, su un livello uguale”.

A voler invece guardare il bicchiere mezzo vuoto non si può non notare che ancora una volta l’Europa prende temo (o perde tempo, l’analogia lessicale non cambia il senso delle cose). La situazione infatti è drammatica e di certo non da oggi. Lo dice bene il nostro premier che ha spiegato di proposte avanzate 5 o 6 mesi fa. Da allora la Ue diciamo che non ha dato proprio il meglio si se, anzi. ha mostrato i limiti e le debolezze strutturali che vanno rimarcate senza il rischio di essere tacciati per blasfemi anti-europeisti.

Ancora una volta è la Germania ad aver fatto in questi mesi il bello ed il cattivo tempo, prima bloccando le continue richieste di un tetto al prezzo del gas, poi mettendo in campo, senza avvisare nessuno, un pacchetto da 200 mld da usarsi in casa propria. E anche oggi, all’uscita dal Consiglio è proprio Berlino a frenare l’ottimismo: «Ogni intervento rivolto ai prezzi del gas sul mercato solleva automaticamente interrogativi sulla sicurezza dell'approvvigionamento - ha spiegato il cancelliere tedesco Olaf Scholz - quindi dobbiamo discutere queste cose con molta attenzione. Siamo tutti concordi che i prezzi del gas sono troppo alti e dobbiamo discutere con la Norvegia, gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea su come abbassarli”.

Insomma. C’è ancora strada da fare e per questo, da lunedì fino al 20, la Repubblica Ceca, che detiene la presidenza Ue in questo semestre, convocherà i ministri dell’energia per mettere nero su bianco l’accordo in modo da presentarsi all’appuntamento del 20 ottobre non con qualcosa ancora da discutere ma con qualcosa semplicemente da regolamentare e ratificare.

"Ora è tempo di discutere di come limitare i picchi nei prezzi dell'energia e la manipolazione operata da Putin - ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen -. La seconda cosa importante da discutere è il level playing field, ovvero che le aziende di ogni Paese abbia la stessa possibilità di partecipare al mercato unico, con equità. Il terzo punto è il RePower, e come potenziarlo. Non ci saranno decisioni oggi, essendo un Consiglio informale ma è in preparazione del Consiglio di ottobre. La Commissione aveva proposto un tetto al gas a marzo ma all'epoca non era attrattivo - ha spiegato Von der Leyen -. Ma ora la situazione si è evoluta e gli Stati membri vogliono discutere ora il price cap. Confido si possa trovare una soluzione".

Di sicuro quale sarà la soluzione non si tratterà di un embargo totale al gas russo, ma di una soluzione temporanea; questo da una parte per evitare di surriscaldare ulteriormente i rapporti già tesissimi con Mosca e dall’altra perché al momento non tutti i paesi Ue hanno stoccato gas sufficiente per superare l’inverno senza il rischio di razionamenti.

Impossibile poi non fare al premier Draghi una domanda sulle reazioni degli altri leader europei al risultato delle elezioni politiche di due settimane fa: «Quando c'è un cambio di governo c'è molta curiosità, ma non preoccupazione - ha rassicurato Draghi - C'è rispetto della scelta degli italiani e curiosità di sapere quale sarà l'evoluzione del governo, ma in politica estera la linea dell'Italia dovrebbe essere invariata".

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