Dopo la "bomba" dal Venezuela il Premier Conte si prende un altro pezzo del M5S
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Dopo la "bomba" dal Venezuela il Premier Conte si prende un altro pezzo del M5S
Politica

Dopo la "bomba" dal Venezuela il Premier Conte si prende un altro pezzo del M5S

Mentre il partito litiga e si autodistrugge, anche dopo lo scandalo del presunto finanziamento estero da 3,5 mln di euro, il premier si prende il suo elettorato

Quello che sta accadendo all'interno del Movimento 5 Stelle è davvero curioso. Il movimento di protesta, di rabbia popolare, del "vaffa" al sistema ed alla politica si sta distruggendo proprio a colpi di vaffa ma tra le due anime interne che oramai convivono a fatica l'una accanto all'altra.

Da una parte i "grillini" inteso come adepti fedeli a Beppe Grillo pronti ad immolarsi per il governo Conte-bis nato dalla fervida mente del comico genovese e di Matteo Renzi. Dall'altra quelli che di stare con l'ex sindaco di Firenze, il Pd, il partito delle banche, di fare manovre di palazzo da Roma a Strasburgo proprio non ne possono più, soprattutto se ti chiami Luigi Di Maio e ti hanno anche tolto il ruolo di Capo Politico del Movimento dandolo a Vito Crimi.

A proposito. Nelle violenta polemica scoppiata dopo le dichiarazioni di Alessandro Di Battista il povero Crimi fa la figura del bambino delle elementari che si trova a giocare a calcio con gli adulti, spettatore di una partita in cui non ha alcuna voce in capitolo. Insomma, un pesce fuor d'acqua senza alcuno scopo preciso. Il suo partito sta per esplodere e lui è come se non esistesse…

Il tutto per la gioia del terzo incomodo (c'è sempre tra due litiganti): il Presidente del Consiglio che nella conferenza stampa agli Stati Generali evitando di prendere posizione sulle liti nel partito che alla fine a Palazzo Chigi ce lo ha messo se ne sta impadronendo pezzo dopo pezzo.

Ma torniamo allo scontro.

Di Battista, con le sue accuse e le sue opinioni senza filtro, non ha fatto altro che risvegliare la rabbia di chi vota a favore del governo Conte solo per mantenersi un posto in parlamento ma con il mal di stomaco. Una rabbia che cova da sempre sotto la brace pronta in qualsiasi momento a diventare un incendio. Manca solo la scintilla giusta.

Guarda caso dopodomani, al termine degli Stati generali dell'Economia, evento che molti dei grillini non avrebbero voluto e, visti i risultati mediocri e pessimi ottenuti, forse non a torto, nell'agenda dei lavori del senato compare la voce Mes. Un rospo davvero troppo grosso ed indigesto da mandare giù per molti senatori pentastellati.

Come se non bastasse poi eccoti la polemica che non ti aspetti, con i documenti del quotidiano Spagnolo ABC secondo cui il Venezuela avrebbe sostenuto il M5S con 3,5 mld di euro consegnati in una valigetta a Gianroberto Casaleggio.

Diventa sempre più dura vendersi al diavolo: il voto, il credo, i soldi, ormai manca soltanto l'anima. Mentre l'uomo solo al comando, Giuseppe Conte, cresce nei sondaggi e secondo alcuni se fosse lui la prossima guida vera del movimento potrebbe arrivare al 30%. Si, Giuseppe Conte, che ha dichiarato di non essere mai stato un grillino, anzi, di aver sempre votato Pd. Ma a Grillo, a quanto pare va bene anche così (dato che in fondo è uno del Pd pure lui, tanto da spingere con insistenza per un'alleanza elettorale Pd-M5S alle vicine regionali nella sua Liguria).

Purtroppo però ogni guerra ha i suoi morti, i danni, compresi quelli collaterali. Ed a pagarli è e sarà ancora il paese, imprigionato in uno dei momenti delicati della storia da tutto questo. Mentre loro litigano come se fosse una semplice riunione condominiale.

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