guerra russia ucraina
(Ansa)
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Politica

Diplomazie al lavoro, compresa la telefonata Putin-Draghi, ma si spara ancora

La giornata ha visto ancora una volta grandi diplomazie al lavoro, ma intanto a Mosca c'è paura tra i generali. La guerra va avanti, lo stallo resta e la cautela è d’obbligo. ma almeno la diplomazia non si ferma

La seconda giornata di colloqui Russia-Ucraina ad Istanbul ha un po’ frenato gli entusiasmi accesi dopo quanto accaduto ieri, con dichiarazioni che parlavano di incontri «costruttivi» e «passi avanti». Vero è che in serata, dopo misteriose ore di silenzio dalla Turchia, sia arrivata una dichiarazione del ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, che ha parlato di «progressi significativi nei colloqui con Kiev soprattutto sullo status neutrale e non nucleare dell’Ucraina». Ma i veri temi di giornata, mentre i bombardamenti sono continua anche oggi in tutta l’Ucraina, soprattutto nella zona est, del Donbass e non solo (alla faccia dell’annunciato ritiro da Kiev delle truppe russe che si tratta di un semplice raggruppamento delle forze nelle zone est del paese per conquistare il Donbass e non solo), sono stati altri.

Verrebbe da dire che la dichiarazione principale di giornata sia arrivata lontano dall’Europa, a Tunxi, Cina, nel corso di un bilaterale russo-cinese sull’Afghanistan. Nel documento infatti i due paesi sostengono che le sanzioni di Usa ed Europa «sono illegali e controproducenti». Pechino quindi, ancora una volta, ha ribadito quale sia la sua posizione in questa guerra.

L’altra notizia ritenuta da molti analisti degna di attenzioni e riflessioni arriva dagli Stati Uniti, precisamente dalla Cia. Secondo l’intelligence Usa infatti i generali russi «non avrebbero dato informazioni complete e corrette a Putin sull’andamento della guerra, per paura». Viste infatti le epurazioni e gli arresti di alcuni uomini dei vertici dei servizi segreti russi che avrebbero commesso errori in tutte le loro analisi sulla guerra-lampo in Ucraina (a cui Putin credeva ma che si è rivelata un clamoroso fiasco) i generali e gli uomini del Ministero della Difesa di Mosca starebbero raccontando a Putin una versione sull’andamento dell’invasione non veritiero. Una situazione molto pericolosa, sostiene chi conosce la storia ed il mondo del potere russo. Si rischia infatti in una situazione di tale tensione di arrivare a tradimenti se non ad una resa dei conti interna; cosa già vista in passato.

Putin intanto ha avuto oggi ben altro da fare; al centro dei suoi pensieri infatti la famosa questione del pagamento del gas russo con i rubli. Oggi infatti il leader del Cremlino ha telefonato prima al cancelliere Scholz (ricordiamo che la Germania è il principale paese europeo per fornitura del gas dalla Russia) e poi a Draghi proprio per cercare una soluzione sulla questione. Già stamane infatti dopo la linea dura annunciata nei giorni scorsi, Mosca ha annunciato un primo passo indietro («per il pagamento in rubli ci vorrà tempo…») poi ecco le telefonate dei Putin con i leader italiano e tedesco per trovare una soluzione su questo. Al momento si andrà avanti con euro e dollari.

Il tutto mentre in Italia la tensione nel governo sull’aumento delle spese militari resta elevatissimo. Il Movimento 5 Stelle al momento è fermo sulla sua posizione contraria; stessa fermezza da Palazzo Chigi dove si ribadisce che un voto contrario significherebbe l’immediata uscita dalla maggioranza.

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