Come Silvio Berlusconi può unire Merkel e Salvini

Non possono fare a meno di lui e viceversa. Solo il leader di Forza Italia può salvare l'Italia dai grillini. E il cancelliere tedesco lo sa

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Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi - 14 ottobre 2017 – Credits: ELIANO IMPERATO/AFP/Getty Images

È indubbio: Silvio Berlusconi ha sempre avuto una straordinaria capacità di stringere rapporti personali eccellenti con i leader mondiali più diversi, per carattere e per collocazione politica. Da Putin a Bush, da Zapatero a Tony Blair. Persino un personaggio non facile da trattare come il colonnello Gheddafi non resistette alla “cura” berlusconiana: da nemico giurato dell’Italia, alla quale rinfacciava il passato coloniale in Libia, ne divenne negli ultimi anni grande amico, fino a bloccare per noi il flusso dei migranti e favorire le aziende italiane in Libia (proprio questo poi gli costerà il posto, e la testa).

Solo con due persone, non ci fu nulla da fare: Nicolas Sarkozy, e – apparentemente – Angela Merkel. Anzi, i “retroscenisti” si sono sbizzarriti per anni sui presunti sgarbi e dispetti reciproci, telefonate prolungate apposta per non incontrarsi e sorrisetti sarcastici alle conferenze stampa.
Ma il cuore, si sa, ha delle ragioni che la ragione non conosce. O forse in questo caso le conosce benissimo e le asseconda molto volentieri.
Dunque la tormentata storia di Silvio ed Angela dopo tanti anni si è avviata rapidamente verso un lieto fine (politico, ovviamente).

Il rapporto con Angela Merkel

Ma come ha fatto Silvio a conquistare Angela?
È presto detto: in tutt’Europa, movimenti “ribellisti”, di destra o di sinistra, o privi di una connotazione politica chiara, stanno conquistando consensi crescenti. I partiti della sinistra tradizionale sono stati ridotti ai minimi termini, ma anche quelli del centrodestra non se la passano bene.

Persino l’inossidabile signora Merkel, nella fortezza Germania sta faticando a far quadrare una maggioranza di governo basata su una formula politica piuttosto osé, con verdi e liberali.
Finora però, nonostante tutto, in Europa queste spinte sono state contenute.  

Ma l’Italia ha il poco invidiabile primato aver dato vita al più sgangherato, ma anche politicamente più forte, di questi movimenti ribellisti. I grillini sono pittoreschi nella loro (in)cultura politica, disastrosi dove si cimentano con la difficile arte del governare, ma estremamente abili - veri professionisti della politica – a capitalizzare lo scontento, e quando occorre a crearlo, sposando senza esitazione temi fra loro contraddittori, cambiando linea su argomenti importanti come cambierebbero una cravatta (se la portassero), illudendo e poi sbeffeggiando chi tenta di fare accordi con loro.

Sono l’unico movimento di questo tipo, in Europa, che potrebbe vincere le elezioni, per mancanza di alternative. Il loro primo antagonista, Matteo Renzi, ha miseramente fallito. L’agitarsi confuso del ragazzo di Rignano sull’Arno, che si è illuso di essere uno statista, ha allontanato dal suo partito voti tradizionali senza conquistarne neppure uno nuovo. E così, di sconfitta in sconfitta, di scissione in scissione, il PD secondo tutti i sondaggi ha già perso la sfida con i seguaci del vecchio comico genovese.

Chi però invece non è affatto in crisi, ed anzi viene dato vincente sia contro i grillini che contro il PD è il centro-destra di Silvio Berlusconi, vittorioso in una serie di tornate elettorali locali, e saldamente in testa nei sondaggi.

Il "problema" Salvini

La signora Merkel, è noto, frequenta spesso il festival di Bayreuth, ed ha quindi una buona consuetudine con Wagner e le antiche mitologie germaniche.
Forse è per questo che ai suoi occhi Silvio è diventato Sigfrido, il solo eroe in grado di uccidere il drago Fafner/Grillo, e così conquista il cuore della walkiria Brunilde/Angela.
Come nell’opera, però, c’è un problema, un ostacolo sulla strada dell’amore fra i due.
Il problema è che Silvio/Sigfrido ha sposato Gutrune/Salvini. Non lo ha fatto perché vittima di un filtro d’amore come l’eroe germanico, ma soltanto per una riflessione pragmatica.

La Lega Nord in teoria detesta e avversa tutto quello che la Merkel rappresenta, dall’Europa al rigore finanziario. D’altra parte, solo a vederlo Salvini parrebbe più a suo agio nella piazza di uno dei vaffa-day organizzati da Grillo che alla borsa di Francoforte. E non c’è dubbio che, fra chi lo vota, ci siano anche elettori che apprezzano il linguaggio dei grillini.

Però la Lega è un partito pragmatico, con una vocazione di governo che ai grillini decisamente manca: basta osservare che le regioni d’Italia meglio governate, più ricche, più vicine al “modello tedesco” sono proprio quelle governate da un’alleanza fra Lega e Forza Italia. Salvini dal canto suo sa benissimo che da solo non sarà mai forza di governo, e che la Lega come partito di pura protesta non reggerà a lungo la concorrenza dei Cinque Stelle. E infatti da tempo ha smesso di chiedere l’uscita dall’Euro o dall’Unione Europea, e addirittura quest’anno l’ospite d’onore alla Scuola di formazione politica della Lega - organizzata da Armando Siri, influentissimo spin doctor di Salvini - sarà proprio Antonio Tajani, che non è solo il Presidente del Parlamento Europeo, ma è l’uomo di Forza Italia considerato più europeista e più vicino alla Kanzlerin.

Perché troveranno un accordo

Dunque Angela come Brunilde si tiene ben stretto l’Anello del Nibelungo donatole da Silvio/Sigfrido, non pensa affatto a gettarlo nel Reno né a far uccidere l’amato.
E il Cavaliere da parte sua non ha quindi alcun obbligo di scegliere fra i rigidi tailleurs berlinesi e le felpe padane.
Sa benissimo che né l’una né l’altro possono fare a meno di lui. Nè al momento lui può fare a meno di loro.
Insomma, il Cavaliere può dormire sonni tranquilli, mentre si prepara alla nuova scommessa, l’ennesima, della sua vita. Salvare l’Italia questa volta non dai comunisti ma da una razza politica più pittoresca, ma non per questo meno pericolosa. Angela lo sa, e da Berlino fa il tifo per il suo Cavaliere.

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