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(Ansa)
Politica

Pista choc: il dossier anti-Crosetto partito dai cronisti di De Benedetti

Bomba sulla vicenda di politici e vip «attenzionati»: il documento sul ministro della Difesa, presentato dal finanziere indagato per giustificare le «spiate», è contenuto in un file creato da un giornalista di «Domani». Ormai è questione di sicurezza nazionale: Raffaele Cantone e Giovanni Melillo riferiranno al Csm e al Copasir

C’è una nuova e clamorosa pista nell’inchiesta di Perugia su presunti accessi abusivi del tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano, per anni in forza alla Direzione nazionale antimafia. La Procura guidata da Raffaele Cantone aspettava con ansia di interrogare l’ufficiale per rivolgergli la domanda delle cento pistole su un report da lui firmato su una «presunta attività di riciclaggio di capitali illeciti nel tessuto economico imprenditoriale di Roma» e che conteneva gli «accertamenti preliminari nei confronti di Mangione Giovanni e Mangione Gaetano», soci del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Questo il quesito: l’appunto di 13 pagine che l’investigatore ha consegnato alla Procura della Repubblica di Roma (in sede di interrogatorio, prima che il procedimento passasse a Perugia) e alla Procura nazionale antimafia, subito dopo l’esplosione del cosiddetto caso Crosetto, da chi è stato scritto? Alla fine l’indagato ha preferito non rispondere agli inquirenti perugini. Almeno per ora. Ma per i pm quel documento potrebbe essere stato vergato almeno a quattro mani. Infatti chi indaga ha scoperto che nelle «proprietà» del file rintracciato dentro al pc sequestrato e depositato da Striano a Roma viene indicato come autore Stefano Vergine, uno dei tre giornalisti del quotidiano Domani (gli altri sono Giovanni Tizian e Nello Trocchia) sotto inchiesta per accesso abusivo a sistema informatico e per rivelazione di segreto. Al momento, però, al cronista viene contestato «solo» di avere ricevuto, il 4 ottobre 2022, «su sua richiesta», cinque file scaricati dalla Banca dati Sidda-Sidna, l’archivio delle direzioni distrettuali antimafia che contiene le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, atti d’indagine, ordinanze cautelari e informative varie. Oggetto dell’interesse era in questo caso tal Gregorio Iannone.

Ma torniamo all’affaire Crosetto. Il 27, il 28 e il 20 ottobre 2022, subito dopo l’insediamento del governo Meloni, il quotidiano Domani pubblica tre articoli sui redditi dell’allora neoministro della Difesa, servizi che convincono il fondatore di Fratelli d’Italia a presentare un esposto. Cantone inizia a investigare e scopre che quegli «scoop» contengono informazioni raccolte da Striano su banche dati riservate il 28 luglio e il 20 ottobre 2022. Nell’agosto del 2023 la storia diventa di pubblico dominio, anche grazie a un articolo del nostro giornale e Tizian su Domani scrive: «Una cosa è certa: “lo spione delinquente” è arrivato al nome di Crosetto verificando alcuni nomi legati alla criminalità organizzata. Stava indagando sui fratelli Mangione, che hanno un profilo inquietante, un capitale di relazioni fatto di contatti con personaggi legati alla criminalità organizzata. I Mangione sono tutt’ora soci del ministro».

L’appunto di Striano sui due imprenditori serve a corroborare la versione che le ricerche sui guadagni di Crosetto siano collegate a un’indagine più ampia che riguarda ipotetici rapporti dei soci del ministro con la criminalità organizzata, il core business dell’Antimafia. Un possibile escamotage per giustificare presunte spiate illecite che nulla avevano a che fare con le competenze degli uffici di via Giulia. Il sospetto degli inquirenti è che quel documento, utilizzato da Striano per spiegare le sue ricerche sul ministro, possa essere frutto di un lavoro di squadra. Il report potrebbe avere come possibile coautore proprio Vergine, un giornalista specializzato in libri contro la Lega (Il Tesoro della Lega e Il libro nero della Lega sono tra le sue opere).

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Giacomo Amadori

(Genova, 1970). Ex inviato di Panorama e di Libero. Cerca di studiare i potenti da vicino, senza essere riconosciuto, perciò non ama apparire, neppure in questa foto. Coordina la sezione investigativa dellaVerità. Nel team, i cronisti Fabio Amendolara, Antonio Amorosi e Alessia Pedrielli, l'esperto informaticoGianluca Preite, il fotoreporter Niccolò Celesti. Ha vinto i premi giornalistici Città di Milano, Saint Vincent,Guido Vergani cronista dell'anno e Livatino-Saetta.

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