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(Ansa)
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Ospedali e strutture mediche; i numeri dello stato della sanità italiana

Come stanno i nostri ospedali? Quanti sono? Come vengono mantenuti?

La tragedia avvenuta nell'ospedale di Tivoli, dove tre persone hanno perso la vita a causa di un incendio, poteva forse essere evitata. Secondo le stime di Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere, che da anni segnala la fragilità delle strutture della rete ospedaliera nazionale, sia piccoli che grandi ospedali risultano non solo non conformi alle normative di sicurezza più recenti, ma un terzo di essi è costituito da strutture vecchissime.

I DATI

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Il 30% degli ospedali italiani è stato costruito tra il 1941 e il 1970; il 20% dal 1901 al 1940; il 6% dal 1801 al 1900; il 10% prima del 1800. Solo una piccola percentuale è stata quindi costruita negli ultimi 43 anni, su un 72% di edifici con "vincoli architettonici, strutturali e impiantistici che ne condizionano il funzionamento e la disponibilità di spazi e servizi", come evidenziato dalla ricerca. Gli ospedali con l'età media più alta si trovano in Umbria, Lazio e Toscana, mentre quelli più recenti sono in Valle d'Aosta, Molise e Calabria. Mentre l’ospedale di San Giovanni Evangelista di Tivoli finito sotto la lente della magistratura, secondo il monitoraggio del Programma nazionale esiti (Pne) edizione 2023 dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sarebbe stato tra i peggiori d’Italia.

Criticità quelle degli ospedali, che per anni sono state ignorate nonostante ci fossero delle risorse disponibili che non sono state utilizzate ed hanno portato alla chiusura in 10 anni di 125, ospedali che nel 2011 tra pubblici e privati: erano 1.120 mentre nel 2021 sono scesi a 995, con un taglio più marcato per quelli pubblici (84 in meno in 10 anni).In calo anche le strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale: erano 9.481 nel 2011 e sono scese a 8.778 dieci anni dopo.

In crescita, ma solo grazie al privato quelle di assistenza Territoriale Residenziale che a fronte delle 6.383 strutture presenti nel 2011 ne conta 7.984 nel 2021 (pubbliche sono appena il 16,5%). Stesso trend per quanto riguarda le strutture di assistenza territoriale semi residenziale che vede crescere le strutture: erano 2.694 nel 2010 e sono 3.005 nel 2021. Mentre le Asl sono passate dalle 145 del 2011 alle 99 del 2021.Ospedali che oltretutto sono sguarniti di personale dove mancano all’appello ancora oltre 29 mila professionisti, di cui 4.311 medici e la cui gestione in molti casi è stata all’insegna dello spreco. Secondo le stime di Aiop (associazione italiana ospedalità privata), ogni anno vengono vengono sprecati 8 miliardi di euro in sovracosti ingiustificati negli ospedali italiani, che vanno dalle utenze, ai farmaci fino al personale sanitario assunto dalla cooperative.

A fronte di chiusure e sprechi però secondo la banca dati del Ministero della salute dal 2000 al 2023 sono state aperti oltre 200 strutture di ricovero tra pubblico e privato tra ospedali e case di cura.

“Da parte nostra posso dire che ci sono quasi 11 miliardi di euro sull’edilizia sanitaria non spesi dal 1988-ci spiega il Ministro della Salute Orazio Schillaci-il Ministero della Salute è a disposizione per recepire ed approvare dei piani territoriali che permettano di utilizzare questi fondi, soprattutto per rendere più sicuri i nostri ospedali. Come Ministero della Salute stiamo anche cercando di rendere la parte burocratico/autorizzativa più snella arrivando ad una erogazione più rapida possibile. Questo ovviamente passa per un accordo con le Regioni con le quali stiamo dialogando per migliorare il livello di accesso ai fondi ex art. 20 sul tema.”

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Linda Di Benedetto