Obama promette tagli alle tasse dei ceti medi
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Obama promette tagli alle tasse dei ceti medi
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Obama promette tagli alle tasse dei ceti medi

Agevolazioni permesse dagli aumenti per i contribuenti più ricchi e le istituzioni finanziarie. L'annuncio martedì nel discorso sullo Stato dell'Unione

Barack Obama è tutt'altro che un'anatra zoppa: sfida di nuovo i repubblicani, che controllano il Congresso, con una grande iniziativa fiscale per la ridistribuzione del reddito.

Nel discorso sullo Stato dell'Unione, che terrà martedì 20 gennaio, Obama chiederà un aumento delle tasse per i contribuenti più ricchi e le istituzioni finanziarie più solide, per finanziare così tagli delle tasse e agevolazioni fiscali per le famiglie delle classi medie.

Il piano prevede tra l'altro l'aumento dei crediti fiscali per le famiglie, che si andranno ad aggiungere alla proposta formulata dal presidente nei giorni scorsi di rendere gratis per due anni a tutti gli americani il 'Community College'.

I costi per le due iniziative nell'arco di dieci anni sono stimati sui 235 miliardi di dollari, mentre i proventi arriveranno dall'aumento delle tasse per i più ricchi: ovvero l'aumento della tassazione
- per le banche con asset superiori ai 50 miliardi di dollari;
- sui capital gain.

Sono misure che in totale, sempre in un decennio, dovrebbero portare nelle casse dello Stato 320 miliardi di dollari, ovvero 210 miliardi dai capital gain e 110 miliardi dalla istituzioni finanziarie, in particolare le grandi banche.

Le misure "elimineranno le maggiori scappatoie fiscali e l'utilizzo dei risparmi consentirà alla classe media di progredire", mentre il 90 per cento dell'impatto dei costi ricadrà sull'un per cento dei contribuenti, secondo quanto ha affermato un alto funzionario dell'amministrazione citato dal Washington Post.

La proposta del presidente si scontrerà ovviamente con la forte opposizione dei repubblicani, che da questo mese controllano entrambi i rami del Congresso e che si oppongono ad ogni aumento delle tasse che, sostengono, ostacolerebbero la crescita economica.

Ma in ogni caso, la mossa di Obama segnerà comunque l'avvio del dibattito sulla politica fiscale e sull'economia - aspetti di grande importanza e successo nella sua eredità presidenziale, e allo stesso tempo fisserà uno degli argomenti chiave della campagna elettorale per le presidenziali del 2016.

Dopo l'immigrazione e Cuba
La mossa, inoltre, mette in chiaro ancora una volta che il presidente è certamente in grado, e dimostra di avere la volontà, di assumere iniziative di grande importanza, mentre dispone ancora di poteri esecutivi e di veto. Questa sulla ridistribuzione del reddito - dello stesso segno della riforma sanitaria, dell'iniziativa sul salario minimo - si aggiunge, nelle ultime settimane, a quelle sull'immigrazione e la fine della guera fredda nei confronti di Cuba.
Un presidente che si avvia a lavorare negli ultimi due anni di mandato portando all'incasso soprattutto i buoni successi nell'economia: gli Stati Uniti hanno superato la crisi del 2008 e vivono in una fase di espansione.

Secondo le previsioni, saranno almeno 30 milioni gli americani che martedì in prima serata ascolteranno il discorso del presidente. In effetti una cifra ben lontana dai 53 milioni che lo hanno ascoltato in occasione del suo primo discorso del genere, nel 2008. Resta però da vedere se con queste anticipazioni l'audience ora crescerà.

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