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Novari silurato. Lunedì il nuovo ceo di Milano-Cortina 2026

Cambio al vertice della società creata per la gestione delle Olimpiadi invernali in programma tra 4 anni. Una partita politico sportiva lunga ed estenuante, che non si è ancora chiusa

La notizia era nell'aria ma solo oggi ha trovato le prime conferme ufficiali. Vincenzo Novari non è più l'amministratore delegato di Fondazione Milano-Cortina 2026, la società creata per occuparsi dei lavori e dei preparativi in vista delle Olimpiadi invernali che l'Italia ospiterà tra 4 anni tra Lombardia e Veneto.

La nomina del successore era prevista oggi, nel cdm, che poi è stato spostato a lunedì. Diversi i nomi in gioco, come diverse sono le anime che cercano di spingere per un loro candidato. Ad oggi il favorito è Michele Uva, spinto anche da Letta, mentre l'altro nome uscito in queste ore, quello di Paolo Scaroni è stato smentito da persone molto vicine all'attuale dirigente del Milan.

Vincenzo Novari comunque da quasi un anno era nel mirino di chi lo stava appoggiando ed accompagnando in questa avventura. Il suo nome, si dice, sarebbe stato fatto dall'allora Ministro dello Sport (che non si intende di sport per sua stessa ammissione), Vincenzo Spadafora (e quindi in quota M5S). Ma al di là delle amicizie politiche a condannare Novari un certo immobilismo nel fare e soprattutto cattivi rapporti con i vari enti in campo. Bisogna sempre ricordare che dentro l'Olimpiade si muove il Coni, la Regione Veneto, la Regione Lombardia, il Comune di Milano, solo per citare i principali enti. Poteri e figure alla ricerca di un equilibrio tra la voglia di apparire e far bene soprattutto alla faccia dei colleghi-rivali.

Una matassa impossibile da gestire per Novari che con il passare delle settimane ha visto sparire la terra sotto si suoi piedi.

Che il destino fosse definitivamente segnato poi lo si era capito pochi mesi fa quando i Governatori e non solo loro avevano chiesto un intervento diretto del Governo sulla Fondazione. Era quindi solo una questione di (poco) tempo, fino alla nomina di lunedì prossimo.

Chiunque sarà scelto si troverà davanti una situazione non proprio idilliaca. I lavori, di fatto, sono rimasti bloccati per mesi; e si raccontano ritardi anche negli accordi commerciali e nelle sponsorizzazioni; il tutto con le immancabili polemiche locali guidate dai vari Comitati del No a qualsiasi opera.

MA di sicuro il prossimo ad avrà alle sue spalle la forza del Governo. Sempre ammesso che poi quello che salirà ad ottobre, non decida di cambiare per la terza volta la guida della Fondazione

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