Letta vs Renzi: il grande cinema Pd
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Letta vs Renzi: il grande cinema Pd
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Letta vs Renzi: il grande cinema Pd

Il premier attacca il segretario del Pd e chiede di essere sfiduciato in parlamento. Che cosa deciderà il partito? Ruggini tra il sindaco e Napolitano - Fotostoria

“Si è rivelato un coniglio mannaro, anzi no, rapace a difesa del suo onore e anche della sua poltrona, mannaro era Arnaldo Forlani. Enrico Letta è solo un emulo della vera Dc. Ma ora la staffetta sembra più lontana”.

Vedremo (il premier potrebbe essere già sfiduciato domani giovedì 13 febbraio alla direzione Pd), ma intanto così commentano a caldo in alcuni ambienti dem conferenza stampa con la quale Letta sfida platealmente Matteo Renzi a sfiduciarlo in parlamento: “Io sono uomo delle istituzioni, per buttare giù un governo serve l’evidenza istituzionale”.

Gli dice in sostanza: se vuoi sfiduciami fallo pure  in diretta streaming “davanti agli italiani”, poi però i parlamentari del Pd devono passare sotto il mio scranno in aula e votare no al premier del proprio partito. Sarebbe un precedente storico. E il segretario del Pd se controlla il partito non ancora controlla tutto il gruppo parlamentare, in gran parte di nomina bersaniana.

 L’emulo del “coniglio mannaro”, in modo molto felpato, sfida di fatto anche il capo dello Stato quando lo ringrazia per la fiducia dimostratagli. Il senso è: rinnovamela, consentimi di andare in parlamento alla conta. Giorgio Napolitano da Lisbona ha detto no alle elezioni, ma secondo alcuni retroscena di fronte al duello Renzi-Letta avrebbe deciso di fare la parte di Ponzio Pilato, di stare a guardare, cosa interpretata dai renziani come un lasciapassare per la staffetta.

Infatti, in questo gioco a sinistra di tirare il presidente per la giacca da tutte le parti, i renziani del “giglio magico” , ovvero quelli che contano davvero e cioè il gruppo toscano fino a qualche minuto prima della conferenza stampa confidavano: “Se non se ne va, lo sfiduciamo in direzione, e sennò lo deve convincere Napolitano a farsi da parte, speriamo torni presto da Lisbona”. Poi “le botte”  del “coniglio mannaro “. La prima: “Io sono uomo delle istituzioni, non le lego al mio destino personale”. La seconda: “Chi vuole il mio posto, lo affermi con chiarezza, venga qui e dica cosa intende fare”. E ancora: “Potrei fare il maestro zen in un monastero cinese, ho vissuto e vivo ogni giorno come fosse l’ultimo, in tanti hanno provato a farmi fuori”. Come dire: Renzi, anche se ce la metti tutta, non mi farai saltare i nervi.

Ma a questo punto i nervi sicuramente da par suo non se li farà saltare, dicono, neppure “Matteo”. Che farà? Narrano che la sua sia una rabbia forte ma fredda. Il confronto “franco e sincero”, come lo ha definito ironicamente Letta, sembra sia andato avanti in mattinata a largo del Nazareno a colpi di “Dimettiti, hai fallito, eccoti qui già i numeri che ho per far partire il mio governo” (Renzi): “Tu non sei capace di gestire certe situazioni, di  rapportarti con gente come Berlusconi, Monti ecc.” (Letta). Accusa questa che il premier avrebbe fatto più volte a Renzi, mandandolo su tutte le furie. E un renziano  confida: “Deve stare attento Letta a sfidare così Matteo. Non c’è niente di peggio, queste cose anziché abbatterlo lo rinvigoriscono” .

Letta alla direzione metterà sul piatto della bilancia il suo documento excel, come direbbe Renzi, ovvero “Impegno2014” (30 miliardi in due anni per ridurre le tasse e le tre riforme che fanno già parte del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi: legge elettorale; superamento del bicameralismo perfetto e modifica Titolo V Costituzione). Renzi potrebbe reagire da quel kamikaze che è contro tutti gli schemi e sfiduciarlo. Intanto, lo ha già fatto, e da par suo (Berlusconi, dou you remember? – ricorda Daniela Santanché) Angelino Alfano che è evidentemente terrorizzato da un epilogo del tipo “torna a casa Lassie”in caso di voto tifa per la stafetta e tuona: “Letta ha fallito”. Lui al premier di cui è vice. Come finirà? Appuntamento alla direzione in Largo del Nazareno, “Cinema Pd”.

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