L'autunno caldo della Cei
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L'autunno caldo della Cei
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L'autunno caldo della Cei

In vista della ripresa dell’attività legislativa, la Cei dice la sua su divorzio breve e fecondazione eterologa. Con toni duri

Il quartier generale della Conferenza episcopale italiana, vicino al Vaticano, ha riaperto i battenti dopo una breve pausa estiva. E gli occhi sono già puntati al Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto e ai successivi passaggi parlamentari. La parola d’ordine lanciata dal nuovo segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, prelato di fiducia di Papa Francesco, è «non mostrare i muscoli».

Ma dietro il sorriso mite di Jorge Bergoglio e Galantino si nasconde una Chiesa tutt’altro che in disarmo. A Matteo Renzi non basta correre all’aeroporto di Fiumicino per salutare il Papa o precipitarsi al raduno degli scout per guadagnarsi la benevolenza dei vescovi. Nel loro mirino c’è anzitutto la riforma della giustizia: sull’istituzione del «tribunale della famiglia» si può discutere, ma sul divorzio breve neppure a parlarne. La Cei è pronta a fare le barricate. Così come sulle linee guida per la fecondazione eterologa: la Chiesa chiede di colmare il vuoto legislativo per via parlamentare e ritiene impensabile applicare la norma solo alla luce della sentenza della Consulta.

Massima è l’attenzione anche sulla politica economica: si chiedono interventi concreti per le famiglie, in particolare quelle numerose (per le quali il governo ha escluso la possibilità di estendere il bonus di 80 euro). Altolà anche sull’emergenza sbarchi al ministro dell’Interno, Angelino Alfano: bene l’appello all’Ue a fare di più, ma guai a interrompere l’operazione Mare Nostrum che ha salvato migliaia di vite umane. Quindi il finanziamento alla scuola cattolica. Una nota della Cei a fine luglio rivendicava il ruolo della scuola paritaria e chiedeva interventi di sostegno: il timore è che il governo dimentichi gli istituti cattolici. Su riforme costituzionali e legge elettorale la Cei non si pronuncia, ma non ha mai nascosto l’auspicio che i cittadini possano tornare a scegliere i parlamentari, mentre lavoro e sostegno alle imprese restano in cima alle preoccupazioni. L’autunno insomma sarà caldo. Anche Oltretevere.
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