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(Ansa)
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Italia, un paese in crisi emotiva e psicologica

Telefono amico racconta, anche attraverso i dati impressionanti del 2023, come siamo alle prese con un momento delicato, soprattutto per i giovani

Nel corso del 2023, Telefono Amico Italia ha ricevuto oltre 115.000 richieste d'aiuto, con una media di oltre 300 contatti al giorno. Questi numeri rivelano un aumento significativo del bisogno di supporto emotivo rispetto al 2022 e testimoniano una maggiore consapevolezza riguardo alla necessità di affrontare il malessere psicologico. La maggior parte delle richieste d'aiuto avviene tramite telefono, ma si è registrato un incremento dei contatti via WhatsApp e via email, soprattutto tra i giovani.

I problemi più frequenti riguardano l'area del sé, le relazioni e la sessualità, indicando la complessità delle sfide emotive affrontate dalla società contemporanea.

«Ascoltiamo tutte le problematiche che desidera condividere con noi, ma non siamo in grado di fornire soluzioni o consigli in quanto non abbiamo le competenze necessarie. Ci limitiamo ad ascoltarla attentamente e cerchiamo di sostenerla nel trovare una soluzione ai suoi problemi, incoraggiandola a farlo autonomamente»-ha risposto un operatore alla nostra richiesta di aiuto.

Ricevete molte telefonate?

«Tante. Riceviamo molte chiamate da persone che ci confidano una serie di problemi, che spaziano dalla salute ai sentimenti e alle questioni economiche. Se attualmente si trova in difficoltà o è triste, parlare della sua situazione potrebbe aiutarla a sentirsi meglio. Siamo qui per ascoltarla con la massima riservatezza e sostenerla nel modo migliore possibile».

Dalla telefonata è emerso che la principale funzione di Telefono Amico è quella di offrire un sostegno empatico, ponendo l'utente al centro dell'attenzione e consentendogli di esprimersi liberamente. Gli operatori forniscono uno spazio sicuro in cui l'utente può esplorare i propri sentimenti e pensieri senza sentirsi giudicato o criticato.

Un tipo di supporto emotivo che può essere estremamente utile per coloro che affrontano situazioni di malessere psicologico o stress emotivo. Troppo spesso, infatti, le persone si sentono sole o non capite nei momenti di difficoltà, e avere la possibilità di parlare con qualcuno che ascolta senza pregiudizi può fare la differenza.

«Il Telefono Amico offre un ascolto empatico e un sostegno emotivo, fungendo da primo soccorso per chi vive situazioni di solitudine, stress o idee suicide» commenta la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon.

Come sono formati i vostri operatori?

«I nostri operatori ricevono una formazione intensiva di sei mesi, focalizzata sull'ascolto attivo e sull'empatia. Con l'aumento delle chiamate da parte di persone che riflettono sul suicidio, garantiamo la massima riservatezza. Tuttavia, se un operatore, appositamente formato per queste situazioni, rileva un pericolo imminente durante la conversazione, utilizza domande specifiche per persuadere la persona a ricevere aiuto immediato».

Come sono cambiate le richieste di aiuto dalla nascita della vostra associazione?

«Nel corso di oltre 50 anni di attività, il Telefono Amico ha osservato un cambiamento nelle tipologie di chiamate ricevute, con un aumento delle richieste di aiuto da parte dei giovani, soprattutto legate a problemi relazionali, famigliari e esistenziali, inclusi disturbi come l'autolesionismo e la depressione. In passato, i ragazzi in difficoltà non ricorrevano alle chiamate, ma ora, adottando il canale di WhatsApp, trovano un metodo di comunicazione più adatto alle loro esigenze. Questo dimostra una trasformazione nel modo di interagire, evidenziando la preferenza per la scrittura rispetto alle conversazioni telefoniche. Questi individui spesso incontrano difficoltà nel comunicare efficacemente a scuola, in famiglia e con i loro coetanei».

Siete sovvenzionati dalle istituzioni?

«Nonostante l'importanza del servizio offerto, il Telefono Amico si autofinanzia e non riceve sovvenzioni dalle istituzioni, nonostante la rilevanza sociale dei disagi psicologici. L'intera struttura è finanziata esclusivamente con risorse proprie. Nonostante le richieste di aiuto rivolte alle istituzioni, non abbiamo ricevuto alcun supporto finanziario. Il costo annuale del nostro gestore telefonico ammonta a 30.000 euro, una spesa significativa che graviamo interamente sulle nostre risorse. Forse la mancanza di sostegno finanziario deriva dalla percezione dei disagi psichici come di "secondo piano", nonostante sia ampiamente riconosciuto che le malattie psicologiche possono avere gravi conseguenze fisiche e sociali. Anche io, come volontaria, contribuisco con 60 euro all'anno a Padova. Ottenere sovvenzioni, anche minime, risulta difficile, ma con queste risorse potremmo migliorare il nostro servizio, magari coinvolgendo esperti per affiancare i volontari e offrire un supporto più completo ed efficace. Sovvenzioni anche minime potrebbero migliorare il servizio offerto, consentendo magari di coinvolgere esperti e affiancare i volontari nell'assistenza agli utenti in difficoltà»

Cosa può dirci delle vostre iniziative?

«Le richieste di aiuto sono state rivolte anche verso la società, durante la Giornata del Suicidio il 10 settembre, che ha raccolto migliaia di pensieri dai passanti sulle strategie adottate durante momenti di disagio chiedendo loro “cosa fai in un momento di disagio?”. Mentre il 21 aprile abbiamo lanciato una Challenge sui social in occasione della Giornata mondiale della creatività, usando l’hashtag #curArti e taggando Telefono Amico Italia per aiutare altre persone a individuare il loro modo creativo per affrontare i momenti difficili attraverso la pubblicazione di una foto».

I numeri di Telefono Amico Italia 2023

Nel 2023, grazie a più di 600 volontari, il servizio telefonico di Telefono Amico Italia (raggiungibile allo 02 2327 2327) ha gestito oltre 100mila chiamate, WhatsAppAmico (numero 324 011 7252) 11.300 chat e il servizio email oltre 2.300 richieste d’aiuto ricevute attraverso la compilazione del form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.Il servizio telefonico è stato utilizzato in maggioranza da uomini (54%) e persone tra i 56 e i 67 anni (26%), tra i 46 e i 55 anni (23%), tra i 36 e 45 anni (18%). Oltre la maggioranza (58%) ha chiamato per problemi legati all’area del sé, mentre il 19% ha chiamato per problemi legati alle relazioni e il 9% alla sessualità.Per quanto riguarda i servizi di WhatsApp e Mail il profilo dell’utente cambia notevolmente: a scrivere sono soprattutto donne (Whatsapp 64%, mail 69%) e giovani. Chi si rivolge a Whatsapp ha tra i 26 e i 35 anni (22%), tra i 19 e i 25 (20,5%) e tra i 15 e i 18 (18%); chi scrive alla Mail@mica ha tra i 19 e i 25 anni (20%), tra i 26 e i 35 anni (19%), tra i 36 e i 45 (13%). In entrambi i servizi, i problemi più frequenti sono quelli legati all’area del sé (Whatsapp 61%, mail 64%) e quelli legati alle relazioni (Whatsapp 26,5%, mail 23%).

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Linda Di Benedetto