India: 350 milioni di persone senza corrente
India: 350 milioni di persone senza corrente
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India: 350 milioni di persone senza corrente

Treni, aziende e ospedali nel caos. Per colpa dei consumi eccessivi e di una rete di distribuzione inefficiente

Il blackout più grave degli ultimi dieci anni ha spento l'India per troppe ore. Lasciando 350 milioni di persone senza corrente e treni, ospedali, aziende, acquedotti, metropolitane e traffico nel caos. Tutto per colpa di un "misterioso guasto". Che oltre a mettere in ginocchio un terzo del paese ha anche riacceso le polemiche non solo sulle sue capacità di soddisfare la fame di energia di una nazione che, nonostante la crisi, continua a crescere, tra mille difficoltà, a un tasso del 5% annuo. Ma anche sulla carenza ormai cronica di qualsiasi tipo di infrastruttura in tutta la nazione.

Il governo ha già ordinato un'inchiesta sul guasto "misterioso" che si sarebbe verificato nella notte tra il 29 e il 30 luglio nei pressi di Agra, la città del Taj Mahal, a qualche centinaia di chilometri di distanza da Delhi. Ma gli esperti ritengono che il blackout possa essere stato provocato soltanto dai "consumi eccessivi", aumentati negli ultimi mesi anche per colpa di una stagione monsonica che non ha portato molte piogge. Costringendo i coltivatori di riso del nord ad utilizzare quotidianamente i sistemi di irrigazione automatica.

Almeno una parte delle responsabilità andrebbe però condivisa con la classe media di un paese che, in un'estate più torrida del solito, ha investito molto in ventilatori e condizionatori. Facendo aumentare ancora di più il fabbisogno energetico del Subcontinente.

Le interruzioni dell'erogazione di energia elettrica sono da tempo molto frequenti in India. Tant'é che banche, ospedali e aeroporti si sono attrezzati con generatori alternativi, mentre i privati cittadini accumulano batterie per tenere accesi computer, ventilatori e altri elettrodomestici quando salta la corrente.

Il problema è molto grave e non riguarda soltanto il nord. Nella giornata di ieri nei cinque stati Haryana, Punjab, Uttar Pradesh, Himachal Pradesh, Rajastan e in tutto il terrotorio di Delhi la corrente è mancata per quasi ventiquattro ore consecutive. Ma le interruzioni regolari di un paio d'ore fanno parte da tempo della quotidianità dei loro abitanti. Nelle aree più industrializzate del sud la situazione è, se possibile, peggiore: tante aziende sono costrette ad organizzare la produzione su più turni per far fronte a blackout "regolari" che possono durare anche otto o nove ore.

"I problemi energetici di cui soffre il paese sono gravissimi e dovrebbero essere risolti nel più breve tempo possibile", ha dichiarato la Confindustria indiana in un comunicato. Approfittando dell'ennesimo blackout per (ri)sollecitare New Delhi a riformare al più presto il settore e ad ammodernarne la rete di distribuzione. Prima che sia troppo tardi...

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