Redazione

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IL PUNTO - 22 settembre ore 15.00 (in aggiornamento)

Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Messico nella tarda serata del 19 settembre (ora italiana) quando lì erano circa le 13. 

L'epicentro è stato nella regione di Morelos, a circa 160 chilometri da Città del Messico. Nella capitale sono crollati 52 edifici.

Almeno 286 i morti, di cui 148 a Città del Messico, 73 nello Stato di Morelos, 45 a Puebla, 13 nello Stato del Messico, 6 in quello di Guerrero e uno a Oaxaca. 

Sono morti anche 19 bambini e 6 adulti nella scuola Enrique Rebsamen di Città del Messico. Dopo lunghe operazioni di ricerca e soccorso, a causa della caduta di una colonna all'interno dell'edificio, i soccorritori e i volontari sono stati fatti evacuare per il rischio di crolli. 

Circa 4 milioni le persone rimaste al buio. Edifici sgretolati, terrore, gente in strada. Il ricordo e la paura del terremoto che solo 12 giorni fa ha ucciso 98 persone è ancora vivo e, ironia della sorte, la nuova scossa è avvenuta proprio in occasione del 32esimo anniversario del devastante terremoto, uno dei peggiori del Novecento, che il 19 settembre del 1985 in Messico provocò 10.000 vittime.

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Una mappa dell'USGS mostra l'epicentro del terremoto
in Messico del 19 settembre 2017

I danni

I danni maggiori sono nella capitale, dove sono crollati una quarantina di edifici comprese due scuole.

Il terremoto sembra che abbia provocato anche un'eruzione del vulcano Popocatepetl, nella regione di Puebla, provocando la morte di 15 persone, secondo il governatore Jose Antonio Gali. È il vulcano più attivo del Messico. L'ultima eruzione era stata registrata lo scorso luglio di quest'anno.

La United States Geological Survey (Usgs), l'agenzia scientifica del governo Usa per il territorio, ha stimato che potrebbe arrivare a 1.000 morti il bilancio del terremoto e ha lanciato un'allerta "arancione" sulle possibili vittime e "rossa" per l'impatto economico che, è stato spiegato, richiederà una significativa risposta a livello nazionale e internazionale.

Soccorritori e volontari stanno lavorando senza sosta per estrarre le vittime dalle macerie. "È emergenza nazionale", ha dichiarato il presidente Enrique Pena Nieto, attivando anche i militari per i soccorsi.

Il cordoglio internazionale

"Dio benedica la gente di Città del Messico. Siamo con voi e saremo accanto a voi", ha twittato ieri il presidente Donald Trump mentre l'ex presidente Barack Obama, sempre con un cinguettio, ha offerto le sue condoglianze inviando "un forte abbraccio a tutti".

Messaggi di solidarietà sono arrivati da tutti i leader sudamericani, a partire dal venezuelano Nicolas Maduro, dal presidente di El Salvador, Salvador Sanchez e dal presidente dell'Honduras, Juan Orlando Hernandez.

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha augurato ai feriti e al Paese una veloce ripresa. E anche Papa Francesco in udienza in Piazza San Pietro ha detto: "Un terribile terremoto ha colpito il Messico, qui tra voi ci sono molti messicani, il terremoto ha causato vittime e danni materiali" e "in questo momento di dolore manifesto la a mia vicinanza a tutta la popolazione messicana, chiedo a Dio onnipotente che accolga nel suo seno quelli che hanno perso la vita". Ha ricordato quanti quanti "prestano soccorso" nel sisma, e ha invocato la "Vergine di Guadalupe, tanto cara alla nazione messicana".


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