Redazione

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15 giugno

Il Dipartimento dell'Archeologia del Nepal ha disposto a partire da oggi la riapertura nella Valle di Kathmandu di tutti i monumenti patrimonio dell'umanità dell'Unesco che sono stati danneggiati più o meno gravemente dal sisma di magnitudo 7,9 gradi del 25 aprile scorso. Lo scrive il quotidiano The Himalayan Times. Si tratta, indica il giornale di sette monumenti protetti che dal giorno del sisma sono stati chiusi ai turisti ed al pubblico in generale. Fra questi, le tre più famose "durbar square" nepalesi di Hanuman Dhoka (Kathmandu), Patan e Bhaktapur, gli stupa buddisti di Swoyambhu e Boudhanath ed i tempi indu di Pashupati e Changunarayan. In un primo momento il governo aveva fissato la data del 17 agosto per la riapertura dei suoi più famosi siti nella Valle di Kathmandu, ma le autorità turistiche nepalesi hanno chiesto ed ottenuto di poter anticipare la data ad oggi per inviare un messaggio positivo a coloro che volessero tornare in Nepal questa estate. Per ragioni di sicurezza, ha reso noto il sottosegretario al Turismo Suresh Suras Shrestha, i turisti non potranno visitare i monumento in questione individualmente ma dovranno farlo in gruppo, sotto il coordinamento di una guida professionista.

25 maggio

Due repliche di magnitudo superiore a 4, un preoccupato appello dell'Onu per più aiuti e una marcia con candele a Kathmandu hanno segnato oggi la ricorrenza del primo mese trascorso dalla prima terribile scossa di magnitudo 7,8 che il 25 aprile ha sconvolto il Nepal, causando oltre 8.600 morti, quasi 20.000 feriti ed incalcolabili distruzioni. La popolazione nepalese non è parsa volersi fermare per questa ricorrenza, impegnata come è in varie regioni in una corsa contro il tempo, prima dell'arrivo delle piogge del monsone estivo, per cercare di riparare gli edifici danneggiati o costruire rifugi provvisori per le centinaia di migliaia di senzatetto, vittime del forte sisma iniziale e delle sue centinaia di repliche. Impietosa, la terra ha tremato ancora oggi per due volte in piena notte ed in fine mattinata con due scosse di magnitudo superiore a 4 gradi Richter. Non vi sono notizie di altre vittime, ma la gente si è chiesta quando una volta per tutte le faglie responsabili del fenomeno smetteranno di muoversi.

Intanto, in occasione della ricorrenza, Jamie McGoldrick, coordinatore degli aiuti umanitari dell'Onu in Nepal ha lanciato un nuovo appello alla mobilitazione internazionale per assicurare il successo della ricostruzione del Paese.. Il responsabile ha parlato di "un contributo sostanzioso, ma ancora insufficiente" da parte della comunità mondiale, sottolineando che ad oggi sono stati ricevuti solo 92,4 milioni di dollari, ossia il 22% dei 423 promessi per la risposta umanitaria in Nepal. In attesa che gli sforzi locali e internazionali diano risultati, alcune centinaia di persone si sono raccolte in serata a Kathmandu nella zona della storica torre Dharahara, patrimonio dell'Unesco di oltre 60 metri, rasa al suolo dal sisma in cui un mese fa rimasero sepolte molte decine di persone. Con bandiere e candele, uomini, donne e bambini sono rimasti in silenzio per due minuti in ricordo delle vittime, manifestando l'auspicio che l'azione del governo e della comunità internazionale possano alleviare il piu' possibile le sofferenze della gente.


18 maggio

Nel villaggio nepalese di Singati (distretto di Dolhaka) la popolazione non ha più acqua potabile da bere. Krishna Tamang, un sopravvissuto al terremoto, racconta: "Circa il 50 per cento delle case erano rimaste in piedi dopo il sisma del 25 aprile, ma quello del 12 maggio le ha tutte rase al suolo. Noi residenti abbiamo tirato fuori dalle macere almeno 150 corpi senza vita. Nel villaggio c'è odore di decomposizione. Non abbiamo acqua pulita e siamo costretti a bere quella che si mischia alle carcasse di persone e animali morti".

In questa devastazione "solo alcune organizzazioni filantropiche e associazioni cristiane ci hanno raggiunto e portato materiale d'emergenza e cibo, ma fino a oggi  il governo non si è mai visto". A quasi un mese dal terremoto che ha devastato il Nepal - scrive Asianews - la situazione è ancora lontana dal tornare alla normalità. A oggi il bilancio delle vittime è salito a 8.567 morti, oltre 18mila feriti e decine di persone che hanno subito mutilazioni permanenti. Come testimoniano analisti e gli stessi sopravvissuti, Chiesa cattolica, Caritas da tutto il mondo e associazioni cristiane straniere e locali sono le uniche ad aiutare chi è ancora bloccato nelle aree più remote e a rischio

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Terremoto Nepal
 

13 maggio

ore 6:30 È salito a 61 morti il bilancio delle vittime dell'ultimo violento terremoto di magnitudo 7.3 che ha colpito ieri il Nepal. Lo riferiscono i media locali. Il sisma ha causato estesi danni nei distretti di Sindhupalchok e Dolakha, a nord est di Kathmandu. Diverse abitazioni, scuole, uffici governativi e anche ospedali sono stati danneggiati. A causa delle frane e di rotture dell'asfalto molte strade sono impraticabili. Si registrano 1.200 feriti. L'esercito, che si trova già sul posto, è  da ieri impegnato nella ricerca di diverse persone che sarebbero state intrappolate nelle macerie di edifici. 

12 maggio

ore 14:15 - Sale a 59 morti il bilancio del sisma 42 in Nepal e 17 in India, afferma il ministero dell'Interno nepalese

ore 13.45 - Sono 12 le persone estratte vive dalla macerie in Nepal: nove a Dholaka (regione dell'Everest) e tre a Kathmandu. Lo riferisce via Twitter il Centro nazionale per le operazioni di emergenza (Neoc). 

ore 11.18 - Anche se l'aereoporto di Kathmandu è stato precauzionalmente chiuso dopo l'ultima scossa, il traffico nelle strade della capitale del Nepal è già ripreso: lo ha detto all'Ansa Luca Guerneri di Terre des Hommes, che si trova da una settimana nella capitale nepalese per la messa a punto degli aiuti per la popolazione colpita dal sisma.

ore 11.07 - Il nuovo sciame sismico in Nepal ha causato due morti anche in India. Fonti ufficiali riferiscono infatti che nello Stato del Bihar, vicino al confine tra i due Paesi, un uomo è deceduto a causa del crollo della sua abitazione nel distretto di Siwan district, circa 250 chilometri da Patna, la capitale dello Stato; un'altra persona è invece rimasta uccisa e altre due ferite nello stato di Uttar Pradesh. 

ore 11.05 - Almeno 12 persone sono state ferite a causa di tre grosse slavine che si sono staccate nel distretto di Sindhupalchowk, una delle aree del Nepal già gravemente danneggiate dal sisma del 25 aprile.

ore 11.02 - "Il tremore sembrava non fermarsi. Sembrava di stare su una nave con il mare mosso": è questa la testimonianza a caldo di Rose Foley, una funzionaria dell'Unicef a Kathmandu, nei minuti seguenti al violento nuovo terremoto che ha colpito oggi il Nepal.  

ore 10:30 - È  di almeno 4 morti il bilancio del crollo di un edificio a Chautara, in Nepal, dopo il nuovo sisma di oggi. Lo riferiscono le agenzie internazionali sul posto. Alcuni edifici sono crollati in un mercato di Kathmandu. Lo ha riferito una fonte del governo alla tv indiana Cnn Ibn. Squadre di vigili del fuoco e di soccorritori sono stati inviati sul posto. Al momento non si hanno ancora notizie di eventuali vittime dei crolli che sono avvenuti nella zona di Naya Bazar.

ore  9:00 - Una scossa di magnitudo 7.1 è stata avvertita in Nepal e a New Delhi e in altre parti del nord dell'India. Il tremore è durato un minuto, e l'epicentro è stato localizzato alle falde dell'Everest. La scossa arriva a meno di 20 giorni dal terremoto che ha devastato il Paese, il 25 aprile scorso, causando almeno 8.200 morti e 17.866 feriti in un bilancio drammaticamente ancora parziale. La scossa odierna ha scatenato il panico a Khatmandu, dove in molti sono scesi nelle strade.

8 maggio

È salito a 7.885 morti e 17.803 feriti il bilancio del devastante terremoto di sabato 25 aprile in Nepal. Lo riferisce il ministero del'Interno nepalese, aggiungendo che il sisma ha completamente distrutto 288.798 case private e 10.790 edifici pubblici

6 maggio

Continua a salire di ora in ora, e a dieci giorni dal devastante terremoto in Nepal, il numero delle vittime del sisma del 25 aprile, arrivando a quasi 8mila morti, mentre si teme che la triste conta non si sia ancora conclusa. È finita invece l'apprensione per gli ultimi italiani che erano stati segnalati nel Paese dalle famiglie: gli ultimi due sono stati rintracciati, fermando a quattro il numero dei connazionali morti nel Paese asiatico. I corpi di due delle vittime italiane, gli speleologi Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, sono rientrati in Italia ieri sera e le loro citta' di origine stanno in queste ore rendendo loro omaggio. Personale dell'Unita' di crisi della Farnesina e della Protezione civile proseguono invece le ricerche dei corpi dei due escursionisti Marco Pojer e Renzo Benedetti, le altre due vittime italiane rimaste sepolte da una slavina a circa 3.500 metri di quota sul sentiero del Langtang Trek, a nord di Kathmandu. E mentre alle pendici dell'Himalaya la terra continua a tremare, man mano che i soccorsi riescono ad arrivare nelle zone piu' remote il ministero dell'Interno nepalese aggiorna il bilancio delle vittime: 7.557 i morti accertati finora, i feriti sono 14.536. Il distretto più colpito è stato quello di Sindhupalchowk (con 2.911 morti) seguito da Kathmandu (1.202). Per quanto riguarda i danni agli edifici, secondo il ministero sono state completamente distrutte 191.058 case private e 10.718 edifici pubblici.

4 maggio

ore 10:00 - Due persone, un uomo di 60 anni ed una suora di 23, sono stati estratti vivi oggi dalle macerie di due edifici dai villaggi di Sirdibas e Chhekampar nel distretto di Gorkha. Lo scrive il quotidiano The Himalayan Times. L'uomo - Pemba Chhewang, facchino, e la suora, Tenjing Dolma - sono stati trasportati in elicottero in un ospedale. Ieri altre 4 persone sono state salvate dalle macerie, tra loro anche un uomo di 101 anni. Intanto il ministero dell'Interno nepalese ha aggiornato oggi il numero delle vittime del sisma  indicando che i morti sono ora 7.365 mentre i feriti hanno raggiunto quota 14.365. Non esiste invece alcuna valutazione per i dispersi, che dovrebbero però essere ancora migliaia.

30 aprile

Ore 17:00 - Il bilancio delle vittime del terremoto in Nepal è stato nuovamente aggiornato oggi alle 17 locali. I morti secondo il ministero dell'Interno sono ora 5.825, mentre i feriti si attestano a quota 10.866. Da parte sua il Centro nazionale per le operazioni di emergenza in un tweet ha fornito alla stessa ora all'incirca lo stesso bilancio di 5.844 morti.

Ore 15:20 - Sale a 5.844 il numero dei morti per il terremoto di sabato scorso in Nepal. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno nepalese su Twitter, aggiungendo che i feriti ammontano a 11.175.

Ore 15 - Con un sistema fognario gravemente danneggiato, le carcasse di animali in putrefazione tra le macerie e centinaia di migliaia di persone che dormono all'addiaccio, il Nepal deve affrontare il rischio epidemie. Il bilancio del sisma di sabato scorso è salito a oltre 5.500 morti e mancano all'appello ancora tre italiani, ma adesso il rischio è di una seconda tragedia simile all'emergenza scoppiata ad Haiti dopo il terremoto del 2010: la diffusione del colera.

Ore 12 - Il terremoto in Nepal dovrebbe avere un bilancio finale intorno alle 9mila vittime, con danni agli edifici per circa 3,5 miliardi di dollari. Lo indicano i modelli matematici del sito earthquake-report.com, il più grande database indipendente sui terremoti al mondo - che si basa su diversi tipi di dati, dai tweet alle segnalazioni delle stazioni sismologiche - in 60 lingue.

Ore 10:00 - Almeno 150 escursionisti, tra cui 50 stranieri, che erano intrappolati sui sentieri della valle di Langtang, sono stati tratti in salvo ieri dai soccorsi nepalesi e sistemati in un campo di accoglienza.

Ore 6:00 - Sale a 5.489 morti e 11.440 feriti il bilancio del devastante terremoto che sabato scorso ha colpito il Nepal. Lo rende noto la polizia. Almeno 19 le persone morte per la frana verificatasi sull'Everest in seguito al sisma. Altre 61 persone sono morte nei vicini India e Bangladesh, mentre la Cina parla di 25 morti in Tibet.


29 aprile

Ore 19:00 - "Al momento è sceso a tre il numero dei connazionali che l'Unità di Crisi sta ancora cercando di rintracciare". Lo ha reso noto la Farnesina aggiungendo che "continua l'intenso lavoro dell'Unita' di Crisi della Farnesina per il rimpatrio dei connazionali con ogni mezzo disponibile

Ore 18:30 - Le squadre di soccorso nepalesi hanno trovato i corpi di due cittadini stranieri uccisi dalla valanga che ieri ha travolto un villaggio nel parco nazionale di Langtang, a nord della capitale Katmandu. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno del Nepal, aggiungendo che i soccorritori hanno localizzato e portato via in elicottero molti dei 250 scalatori stranieri che risultavano dispersi dal distaccamento della valanga, provocata dal terremoto di magnitudo 7.9 di sabato scorso. Le nazionalità dei due scalatori morti non sono note.

Ore 17:30 - Un metrodi tanto si è sollevata Kathmandu per effetto del terremoto di magnitudo 7,8 del 25 aprile: è la prima misura ottenuta dallo spazio sulla base dei dati del satellite europeo Sentinel 1A, elaborata dall'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IREA-CNR) di Napoli.

Ore 16:50 - Secondo l'Unicef, sono circa 1,7 milioni i bambini che hanno urgente bisogno di aiuto nelle aree più colpite dal terremoto in Nepal. L'organizzazione ha lanciato un appello di 50,35 milioni di dollari per portare assistenza umanitaria ai bambini e alle loro famiglie che devono affrontare il crescente rischio di diffusione delle malattie.

Ore 16:00 - Servono 415 milioni di dollari nei prossimi tre mesi per finanziare gli aiuti più urgenti alle persone danneggiate dal devastante terremoto in Nepal. E' il calcolo dell'Onu, che in termini pratici si traduce in alloggi provvisori, acqua, alimenti, servizi igienico-sanitari di base, interventi medici urgenti e protezione delle persone più vulnerabili come donne e bambini. 

Ore 15:50 - Il Centro nazionale per le operazioni di emergenza nepalese (Neoc) ha reso noto oggi con un tweet che per far fronte al dramma dei senzatetto dovuti al terremoto di sabato "servono 500.000 tende" in tutto il Paese. Finora, ha sottolineato in un altro messaggio, "ne sono state distribuite solo 4.700"

Ore 15:40 - A 4 giorni dal terremoto che ha colpito il Nepal il bilancio è sempre più tragico: oltre 5.300 morti e 8.000 feriti; 8 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria. Lo rende noto Agire, network di ong italiane.

Ore 15:10 - Una buona notizia: sarebbe inferiore del previsto il numero dei dispersi in seguito alla valanga che ieri si è abbattuta sul villaggio nepalese di Ghodatabela, non distante dall'epicentro del sisma di sabato. Il governo all'inizio aveva parlato di 250 dispersi. Oggi, invece, la precisazione: "crediamo che poche persone siano state state investite dalla valanga".

Ore 14:40 - Dopo le proteste dei senzatetto che reclamano gli aiuti, Krishna Prasad Gyawali, il capo del distretto nepalese di Sindhupalchowk, il più colpito con 1.500 morti, ha abbandonato il suo ufficio diretto a Kathmandu.

Ore 14:00 - Ultimi preparativi prima della partenza dei primi aiuti umanitari italiani. Partiranno da Pratica di Mare su un velivolo dell'Aeronautica Militare.

Ore 13:20 - Circa 200 persone hanno bloccato oggi il traffico a Kathmandu in segno di protesta contro la lentezza con cui vengono distribuiti gli aiuti alla popolazione. I dimostranti, accusano il governo di non fare abbastanza, hanno sfidato la polizia e vi sono stati scontri, ma non èstato eseguito alcun arresto. 

Ore 12:30 - La Farnesina è entrata in contatto con 5 italiani che risultavano non rintracciabili in Nepal. Lo rende noto il ministero degli esteri precisando che gli italiani ancora da rintracciare sono 5. In una nota, la Farnesina scrive: "la ricerca dei connazionali da parte dell'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri è proseguita senza sosta, consentendo in queste ultime ore di riprendere i contatti con 5 italiani che risultavano non rintracciabili. Al momento scende quindi a 5 il numero degli italiani che la Farnesina sta ancora cercando di contattare".

Ore 7:00 - Oltre dieci team di soccorso stranieri, giunti a Kathmandu, stanno assistendo i militari nepalesi in una corsa contro il tempo per salvare i superstiti ancora intrappolati sotto gli edifici crollati nel sisma di sabato. Diverse persone, tra cui un neonato di quattro mesi, sono stati trovati ancora vivi ieri. Un giovane di 28 anni, Rishi Khanal, è stato recuperato a Gongabu, alla periferia della capitale, da una squadra franco-nepalese, dopo 82 ore dalla tragedia. Il neonato è invece stato trovato nella sua abitazione crollata a Bhaktapur, una delle città storiche della valle di Kathmandu. Il piccolo è all'ospedale con diverse ferite, ma è fuori pericolo. 

28 aprile

Il punto

Quattro giorni dopo la prima devastante scossa di magnitudo 7.9 in Nepal, comincia ad emergere, anche se confusamente, l'entità della catastrofe che ha colpito 8 milioni di persone, ovvero un terzo del Paese himalayano. Il bilancio ufficiale delle vittime ha superato i 5mila, ma il governo stima che i morti potrebbero salire a oltre 10mila, come ha ipotizzato il premier Sushil Koirala. Oggi eè giunta la notizia di 250 dispersi sotto una valanga che ha travolto il villaggio di Ghodatabela, a oltre 2500 metri di quota, situato su un popolare trekking nella scenica valle di di Langtang. Si teme che ci possano essere anche turisti stranieri, ma il maltempo ha impedito le operazioni di ricerca. Anche a Kathmandu la pioggia torrenziale ha aggravato le già precarie condizioni delle decine di migliaia di sfollati che vivono all'addiaccio nei parchi e sui marciapiedi. Moltissimi di loro non possono tornare nelle case perché sono pericolanti, e migliaia di bimbi - afferma Save the Children - sono a rischio ipotermia. Nella capitale cominciano a scarseggiare acqua in bottiglia, cibo e benzina. Soltanto in alcune aree è stata ripristinata la corrente elettrica.

Ore 18:40 - Il ministro delle Finanze nepalese Ram Sharam Mahat ha confermato all'ANSA che "il bilancio delle vittime del sisma potrebbe salire fino a 10 mila". Secondo le ultime cifre fornite dal Centro nazionale per le operazioni di emergenza, i morti sono 5.057. Ma non ci sono ancora stime attendibili sul numero di dispersi in quanto molti zone montagnose non sono ancora state raggiunte dai soccorsi.

Ore 16:48 - Sono scesi a "una decina" gli italiani irrintracciabili in Nepal. Lo comunica la Farnesina in una nota. "Nelle ultime ore" si legge "grazie alla ripresa parziale delle telecomunicazioni cellulari e al fatto che i soccorsi hanno potuto raggiungere alcune zone remote del Nepal, la ricerca costantemente effettuata dall'Unità di crisi del ministero degli Esteri ha dato i suoi esiti consentendo di riprendere i contatti con diversi connazionali che non si riuscivano a rintracciare". "Al momento - è precisato nella nota - scende a una decina il numero degli italiani che la Farnesina sta ancora cercando di contattare".

Ore 16:02 - Si temono 250 dispersi nella valanga che ha colpito il villaggio nepalese di Ghodatabela, non distante dall'epicentro del sisma di sabato. Lo riferiscono funzionari locali. Il villaggio sorge lungo un'area di trekking.

Ore 14:39 - Sono oltre 5000 le vittime del terremoto che ha colpito il Nepal. Times of India on line fornisce un bilancio aggiornato di 5.057 mortil.

Ore 13:09 - Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni conferma che in Nepal "ci sono quattro vittime accertate, e ci sono ancora 39 persone che non abbiamo formalmente rintracciato, ma non significa ovviamente che siano dispersi. Immaginiamo che la situazione sia molto complicata e confusa". Sono invece 347 gli italiani rintracciati finora in Nepal, mentre i primi italiani presenti nel Paese himalayano partiranno oggi per l'Italia a bordo di un volo commerciale.

Ore 12:55 - È salito a 4.555 vittime e 8.299 feriti il bilancio del violento terremoto che sabato ha colpito il Nepal. Lo riferisce la polizia nazionale in una nota.

Ore 11:35 - Il terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile ha spostato il terreno sotto l'area di Kathmandu fino a tre tre metri verso sud, mentre l'Everest dovrebbe essere rimasto della stessa altezza. Lo affermano alcuni esperti internazionali citati dal sito del Guardian.

Ore 11:32 - La polizia ha reso noto oggi un nuovo bilancio delle vittime del terremoto che sabato ha sconvolto il Paese: i morti hanno raggiunto quota 4.485. I feriti invece, si è appreso, sono stati calcolati in 8.235 in tutto il territorio nepalese. Il distretto di Sindhupalchok è quello che ha registrato il maggior numero di vittime (1.180), seguito da Kathmandu (1,039). La stessa polizia ha fornito una lista parziale di dieci cittadini morti di Cina, Francia, India, Usa e Australia.

Ore 11:00 - Sono ancora 40 gli italiani irrintracciabili in Nepal. Lo riferiscono fonti della Farnesina. I 18 connazionali rintracciati nella notte non fanno quindi parte del gruppo di cui ha parlato ieri il ministero degli Esteri.

Ore 10:52 - Oltre 4.500 persone si sono offerte come volontarie per esaminare le immagini satellitari che coprono un'area di 14mila chilometri quadrati del Nepal, nel tentativo di dare una mano nelle operazioni di soccorso. Finora i volontari hanno identificato 21.975 aree in cui intervenire per i soccorsi, fra cui 3.128 edifici e 1.129 strade danneggiati. 

Ore 9:25 - Il numero delle vittime del terremoto in Nepal potrebbe arrivare a 10.000: lo ha detto il premier del Nepal Sushil Koirala, secondo quanto riporta il sito della Reuters. Tra ieri notte e stamattina, inoltre, sono stati rintracciati altri 18 italiani che si trovano in Nepal. Lo ha annunciato il responsabile dell'unita' di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri in diretta su Radio anch'io

Ore 8:10 - Mentre il primo ministro nepalese Sushil Koirala definisce "inefficaci a causa di problemi logistici" le operazioni di soccorso sinora portate alle vittime del terremoto, le prime stime ufficiali parlano di circa un milione di senzatetto, con 400 mila edifici distrutti: questa almeno la stima del ministero dell'Interno riportata dal quotidiano The Himalayan Times. Secondo il Centro nazionale delle operazioni di emergenza, sono poi 6,6 milioni le persone colpite in varia misura dal sisma in 34 distretti del Paese, con diverse zone che risultano ancora del tutto isolate.

Ore 7:00 - Come preventivabile, più passano le ore, più si fa pesante il tragico bilancio del terremoto che ha colpito il Nepal. Secondo quanto riferito dal governo del Paese asiatico, si contano al momento 4.310 morti, mentre è di 7.953 il numero ufficiale dei feriti. Intanto, mentre nel mondo si stanno attrezzando gli interventi di soccorso con i generi di primissima necessità, migliaia di persone stanno abbandonando con ogni mezzo la capitale Kathmandu, in cui - nonostante l'arrivo di aiuti da paesi stranieri e da diverse organizzazioni umanitarie - la distribuzione di viveri, medicinali e tende risulta finora carente.

27 aprile 2015

Il punto

Sono oltre 4000 i morti del terremoto in Nepal, secondo il bilancio ufficiale nepalese a oggi che resta comunque provvisorio, poiché non sono disponibili i dati di molti villaggi di montagna che i soccorritori faticano a raggiungere a due giorni dalla prima micidiale scossa. Tra i morti anche 4 italiani: gli speleologi Gigliola Mancinelli e Oskar Piazza e due alpinisti Renzo Benedetti e Marco Pojer. Si contano ancora 40 connazionali dispersi. Intanto si mobilitano gli aiuti da tutto il mondo per le popolazioni rimaste senza nulla: né casa, né cibo, né acqua.

Ore 18,30 - Ad oggi sono ''almeno venti'' le squadre di medici straniere che hanno offerto supporto alla popolazione nepalese colpita dal terremoto e si sono registrate presso l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo rende noto la stessa Oms, annunciando che le prime squadre dovrebbero arrivare a Kathmandu stanotte. L'Oms, si sottolinea in una nota, sta lavorando in queste ore in collaborazione con il ministero della Salute nepalese per coordinare l'arrivo e la dislocazione delle squadre di medici provenienti da altri Paesi ed organizzazioni non governative.

Ore 18:00 - Si estende per almeno 150 chilometri ed è larga fra 60 e 80 metri la faglia responsabile del terremoto di magnitudo 7.8 che il 25 aprile ha colpito il Nepal. È quanto risulta dai calcoli fatti dai sismologi. La faglia arriva proprio sotto la capitale Kathmandu e "a fare da amplificatore delle onde sismiche è il fatto che la città si trova su un antichissimo lago, prosciugato fra 50.000 e 10.000 anni fa", ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Ore 17:04 - Sono oltre 4000 i morti del terremoto in Nepal, secondo il bilancio ufficiale nepalese. Il bilancio è ancora provvisorio, poiché non sono disponibili i dati di molti villaggi di montagna che i soccorritori faticano a raggiungere a due giorni dalla prima micidiale scossa.

Ore 16:40 - È morta la speleologa italiana Gigliola Mancinelli, dispersa nel terremoto in Nepal. Era insieme ad Oskar Piazza, nella zona di Langtang. Salvi invece gli altri due italiani del gruppo: Giuseppe Antonini e Giovanni Pizzorni, che ha riportato varie fratture. Giuseppe è riuscito oggi a mettersi in contatto con i familiari ad Ancona.

Ore 16:08 - È morto Oskar Piazza, uno dei quattro speleologi italiani di cui non si avevano notizie dopo il terremoto in Nepal. La conferma viene dalla compagna, Luisa Zappini, responsabile della centrale unica di emergenza in Trentino. "Vado a prendermelo - ha detto all'Ansa-. Sembra impossibile a tutti".

Ore 15:15 - Nuova scossa di magnitudo 5,1 in Nepal, nella stessa area colpita dal terremoto del 25 aprile. I dati sono stati rilevati dal sismografo della Piramide, rende noto l'Istituto Nazionale di Oceanografia Sperimentale.

Ore 14:50 - Sono Renzo Benedetti e Marco Pojer le due vittime italiane in Nepal. Lo riferiscono due loro compagni di spedizione, Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio D'Antoni, illeso, ricoverati entrambi all'ospedale di Kathmandu. Sul nome delle vittime mancano ancora tuttavia conferme ufficiali. I quattro italiani stavano facendo trekking a 3500 metri di quota nella Rolwaling Valley quando sono stati travolti da una frana seguita al devastante sisma di sabato.

Ore 14:00 - Sale a "più di 3.700" il numero dei morti per il terremoto in Nepal. La tragica notizia della morte dei due italiani "pare attendibile" anche se si attendono "conferme fattuali", ha riferito da Pechino il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Intanto Save the children comunica che sono quasi due milioni i bambini che subiscono le conseguenze del terremoto.

Ore 12:30 - "Il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo a oltre tremila morti ma le stime, considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare seimila persone. Si calcola vi siano già 5.000 feriti e migliaia sono sfollati e senzatetto": lo dice P.Pius Perumana, direttore della Caritas del a Fides.

Ore 11:25 - I cadaveri di due italiani (Renzo B. e Marco P.) morti sabato sotto una frana nella zona di trekking di Rolwaling Valley, in Nepal, sono stati recuperati ma sono ancora sul posto. Lo ha appreso oggi l'ANSA a Kathmandu. In un ospedale della capitale vi sono altri due membri della spedizione: Iolanda M., ferita, e Attilio D., illeso.

Ore 10:30 - Le vittime del terremoto che sabato 25 aprile ha sconvolto il Nepal hanno superato quota 3.600. I feriti provenienti da ogni parte del Paese, ha aggiunto, sono almeno 5.638. Queste cifre riguardano solo il Nepal, ma il sisma ha provocato vittime anche in India, Bangladesh e Tibet.

Ieri una seconda scossa di magnitudo 6.7 ha investito il Nepal ed è durata per quasi due minuti. Lo ha riferito l'Us Geological Survey (Usgs). L'epicentro, con una profondità di 10 km, è a 31 km a sud est di Kodari, in Nepal. A questa sono seguite altre scosse di assestamento. Intanto, sono 22 gli alpinisti uccisi sull'Everest dalla valanga che ha travolto il campo base dopo il devastante sisma. Lo ha annunciato il portavoce del ministero del Turismo, secondo quanto riportato dal quotidiano Hindustan Times aggiungendo che i dispersi "sono oltre 200". Altri 100 scalatori sono bloccati sui campi 1 e 2 perché un percorso danneggiato sulla pericolosa cascata di ghiaccio di Khumbu impedisce loro di scendere verso il campo base, ma stanno bene.

Il bilancio delle vittime in India è invece salito ad almeno 62 morti e 269 feriti come riferito dal segretario indiano agli Interni, L. C. Goyal, precisando che 46 persone sono morte nello Stato di Bihar, 13 in Uttar Pradesh, due in Bengala e una in Rajastan.

26 aprile 2015

Dispersi 4 speleologi italiani

Mentre sono stati ritrovati sani e salvi i due fratelli di Firenze in Nepal, quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang, travolto da un'enorme valanga, non danno notizie da ieri sera. Lo ha appreso l'Ansa dal fratello di uno di loro, Giuseppe Antonini, di Ancona. Roberto Antonini ha parlato con il fratello mezz'ora prima del sisma, poi non ha più saputo nulla. 53 anni, è specializzato in operazioni di grotta e forra. È direttore della Scuola forre del Soccorso alpino e tecnico di elisoccorso. "Con lui - ha detto il fratello Roberto - ci sono anche il medico speleologo Gigliola Mancinelli, Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige e un altro ragazzo di Genova". La notizia è stata confermata dalla presidente del Soccorso Alpino delle Marche Paola Riccio. Piazza, della Scuola nazionale tecnici, è anche vice direttore della Scuola nazionale forre. Gigliola Mancinelli è un medico ma anche un tecnico speleologo. Del quarto membro della spedizione non si conosce ancora il nome.

Cosa è successo

Due tremende e fortissime scosse di terremoto, a distanza di 35 minuti l'una dall'altra hanno colpito alle 11,56 ora locale del 25 aprile (erano le 8.11 in Italia) il Nepal, causando migliaia di vittime, decine e decine di feriti e dispersi, la distruzione di siti archeologici e storici e una valanga sull'Everest che ha travolto il campo base.

La doppia scossa, la prima di magnitudo 7.9, ma che i sismologhi cinesi stimano sia arrivata a toccare gli 8.1, e la seconda di almeno 6,6, si sono fatte sentire anche nei Paesi vicini tra cui India e Bangladesh.

Il Nepal è in ginocchio.

Gravissime le distruzioni di edifici e monumenti storici spesso recentemente restaurati, non solo nella capitale ma anche nelle storiche città vicine di Patan (Lalitpur) e Bhaktapur. L'onda sismica si è estesa anche ad almeno tre Stati dell'India nord-orientale, al Tibet ed al Bangladesh. E, tragedia nella tragedia, il terremoto ha causato imponenti valanghe nella zona dell'Everest che hanno travolto spedizioni che stavano accingendosi a scalare la montagna più alta del mondo.

Per quanto riguarda la presenza di italiani nei luoghi della tragedia la Farnesina, in coordinamento con le rappresentanze diplomatiche in India e Nepal, ha realizzato verifiche per tutta la giornata. Per il momento sono segnalati tre connazionali bloccati sull'Everest (tra cui Marco Confortola, gia' sopravvissuto a un tragico incidente sul K2 nel 2008), mentre non ci sarebbero particolari problemi per un gruppo di scalatori vicentini.

Le due scosse, la prima poco prima delle 12 locali di 7.9 gradi su scala Richter e la seconda di poco inferiore, hanno avuto come epicentro Lamjung, nel Nepal occidentale, località che secondo i media è pure stata rasa al suolo, con un epicentro particolarmente vicino alla superficie, fattore che ha aggravato le devastazioni a cui hanno contribuito le continue repliche, almeno 15 superiori a 5 gradi Richter.

Secondo gli esperti, da tempo era atteso un forte sisma sulla grande linea tettonica chiamata MHT (Main Himalayan Thrust), e la violenza del fenomeno odierno ha dimostrato che la realtà è andata oltre le previsioni. Il movimento tellurico, che ha ricordato quello del 1934 che causò 16mila morti, ha messo in ginocchio l'intero Paese, distruggendo buona parte del patrimonio archeologico e architettonico, attrazione dei turisti di tutto il mondo e risorsa vitale per la povera economia nepalese. Il patrimonio storico distrutto.

Si è accartocciata a Kathmandu come un castello di carte la famosa torre Dharahara, patrimonio dell'Unesco di nove piani e 62 metri d'altezza che era stata ricostruita totalmente il secolo scorso dopo i danni subiti nel terremoto di 80 anni fa. Fra le sue macerie, i soccorritori hanno recuperato i cadaveri di ben 250 persone.

Le devastazioni al patrimonio storico nepalese si sono estesi alla Durbar Square di Patan, probabilmente la più bella collezione di templi e palazzi di tutto il Nepal. Miracolosamente, invece, se lè cavata solo con danni minori il tempio del V secolo Pashupatinath dedicato al dio Shiva.

L'emergenza e gli aiuti

Di fronte ad una tragedia di dimensioni tali da rendere i centri abitati simili a città vittime di bombardamenti, il governo ha capito di non avere i mezzi per fare fronte alla situazione. Ha dichiarato l'emergenza nazionale e lanciato un appello alla solidarieta' internazionale, a cui ha risposto per prima la vicina India.

Da parte sua l'Italia, attraverso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha immediatamente disposto un aiuto di emergenza per un ammontare di 300.000 euro dai fondi della Cooperazione. Il finanziamento verrà canalizzato attraverso la Federazione Internazionale della Croce Rossa consentendo di realizzare attività di primo soccorso alle vittime.

In attesa degli aiuti che comunque non giungeranno prima di domani, decine di migliaia di persone hanno dovuto sistemarsi da sole fra le macerie di case rese inabitabili per i crolli ma anche per la mancanza di elettricita', acqua e gas. Mentre gli ospedali sono andati immediatamente in tilt per l'arrivo continuo di feriti, sistemati prima nei corridoi e poi addirittura all'esterno sotto ripari precari. (ANSA)

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