Esteri

Caldo record in Europa: le conseguenze

E' iniziata la conta dei danni, mentre l'onda di calore che interessa il vecchio continente si sposta verso la Spagna e il Portogallo

Ragazzi inglesi cercano refrigerio dal grande caldo a Londra

Barbara Massaro

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Punte di 32 gradi in Norvegia e picchi di quasi 50 gradi in Spagna: l'Europa intera è avvolta da una bolla di calore che sta provocando gravi problemi di salute per persone e animali e danni elevati alle coltivazioni.

La situazione

Mentre l'Italia aspetta che i primi acquazzoni attesi per il fine settimana abbassino le temperature dopo che il bollino rosso è stato messo in 18 città, le temperature restano intorno ai 40 gradi in molte città con tassi di umidità che sfiorano il 100%.

Non va meglio nel resto dell'Europa. La situazione più critica è in Germania dove, con 39 gradi, fiumi come il Reno e l'Elba hanno assorbito così tanto calore che i pesci stanno soffocando. Nella sola città di Amburgo le autorità hanno raccolto 5 tonnellate di pesci morti nel week end. Diverse centrali nucleari hanno rallentato la produzione di energia perché l'acqua utilizzata per raffreddare gli impianti è troppo calda. Inoltre visto l'abbassarsi dei livelli dei fiumi è stata vietata la navigazione alle imbarcazioni sul fiume Oder. 

Gli agricoltori tautonici hanno stimato un calo del 20, 25% della produzione con danni per 1 milardo di euro.

A Londra con 33 gradi si cerca refrigerio nei parchi o sulle sponde del Tamigi, mentre in Polonia le autorità hanno vietato la balneazione su 50 spiagge perché il forte caldo ha favorito lo sviluppo di un batterio tossico nella acque del mar Baltico. 

Non va meglio in Svizzera dove addirittura i cani poliziotto sono stati dotati di particolari calzature per evitare che si scottino le zampe sull'asfalto rovente.

Il record iberico

La situazione peggiore, però, in questo momento è in Spagna dove 27 su 50 province sono a rischio estremo di calore dove si attendono punte di 50 gradi. In Portogallo 11.000 vigili del fuoco sono pronti a fronteggiare l'emergenza incendi che in Grecia ha causato quasi 100 morti la scorsa settimana.

Alto rischio di colpi di calore

Per la salute pubblica il rischio maggiore è quello legato al cosiddetto colpo di calore

Nella sola estate 2003 (la più calda di sempre) in Europa sono morte 70.000 persone a causa del caldo record. I sintomi del colpo di calore si manifestano con un innalzamento improvviso della temperatura corporea che può raggiungere i 40 gradi; la febbre è accompagnata da verigini e nausea e assenza di sudorazione a causa della disidratazione.

In attesa dei soccorsi chi è vittima di un colpo di calore deve in primo luogo mettersi al riparo in un posto fresco, alleggerirsi degli abiti e tenere le gambe sollevate. Il ghiaccio dietro alla nuca abbassa rapidamente la temperatura corporea e il fisico ha bisogno di liquidi da reintegrare tramite acqua e bibite isotoniche.

Tutta colpa del riscaldamento globale

Legambiente, in un recente studio, ha ricordato che tra il 2005 e il 2016, in 23 città italiane, le ondate di calore hanno causato 23.880 morti e una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Plos Medicine ha calcolato che entro il 2080 le vittime da colpo di calore sono destinate a un drastico aumento soprattutto nei paesi tropicali, in relazione agli scenari di riscaldamento globale. 

Secondo i climatologi proprio in questi giorni potrebbe essere superato il record che detiene Atene di temperatura più alta di sempre. Era il 1977 quando la colonnina di mercurio arrivò a segnare 47,5 gradi nella capitale greca, ma gli studiosi ritengono che l'onda di calore che sta interessando la penisola iberica potrebbe arrivare a far sfiorare la temperatura di 50 gradi registrati.

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