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Brexit, Boris Johnson: "L'Unione Europea è come Hitler"

L'ex-sindaco di Londra, e probabile successore di Cameron alla guida dei conservatori, esaspera i toni della campagna referendaria

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Redazione

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"Come Hitler": paragone pesante in qualsiasi contesto, ancora di più in politica. Se poi è l'idea di Unione Europea a essere sovrapposta all'immagine del dittatore tedesco, il rischio di essere tacciati di esagerazione in termini assoluti diventa notevole. Eppure è proprio la strategia scelta da Boris Johnson, ex-sindaco conservatore di Londra, per cercare di spostare il vorto degli indecisi a favore della Brexit.

"Napoleone, Hitler e altri ci hanno provato ed è finita tragicamente: l'Ue è un tentativo di fare lo stesso con metodi diversi", ha affermato Johnson in un'intervista al The Telegraph Telegraph, riferendosi appunto all'obiettivo del Vecchio Continente di avere un'autorità centrale che detti regole comuni.

La replica dei Labour

Le parole dell'ex-sindaco della capitale britannica, noto anche per essere un accreditato biografo di Winston Churchill, hanno ovviamente innescato la reazione sdegnata del fronte europeista, che a sua volta ha accusato Johnson di essere arrivato a raschiare irresponsabilmente il fondo del barile della propaganda.

Mentre il leader dei Labour, Jeremy Corbyn, ne ha subito approfittato in un comizio per affermare che "il problema non è l'Ue, ma è il governo conservatore". Che da parte sua, nella persona del premier David Cameron, pare ormai essere rassegnato alle "sparate" di Boris Johnson, e non solo a quelle...

L'erede di Cameron?

Anche se il referendum sulla Brexit del prossimo 23 giugno non dovesse passare, Boris Johnson rimane infatti per i media l'uomo politico più popolare del Regno Unito, oltre che il favorito a subentrare a David Cameron alla guida del partito Tory. Per un quadro politico che trova possibili alleati di Boris Johnson tanto in patria quanto oltreoceano: in Gran Bretagna, infatti Nigel Farage (leader del partito euroscettico e xenofobo dell'Ukip) s'è già detto pronto a battezzare l'eventuale avvento di Boris Johnson a Downing Street come quello di "un Ronald Reagan dello United Kingdom", mentre negli Stati Uniti il candidato repubblicano Donald Trump si è detto favorevole a un accordo commerciale privilegiato Usa-Gb se Londra dovesse rompere i ponti con Bruxelles.

Un voto aperto, ma...

Al momento, comunque, diversi sondaggi indicano un "testa a testa" ancora aperto tra gli schieramenti, mentre altri fanno ritenere che gli indecisi alla fine voteranno in modo pragmatico contro le incognite di un addio. Indipendentemente dalle ardite affermazioni di Boris Johnson.

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