Matteo Politanò

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Un altro attentato ha colpito San Pietroburgo, città natale del Premier russo Vladimir Putin. Un ordigno è esploso all'interno del centro commerciale Gigant Hall ferendo almeno dieci persone. Un nuovo attacco terroristico nella città, già colpita lo scorso 3 aprile dall'attentato alla metropolitana che costò la vita a 14 pendolari.

L'esplosione

Mercoledì 27 dicembre una bomba è esplosa in un armadietto del supermercato Perekrestock, al piano terra del centro commerciale Gigant Hall di San Pietroburgo. L'ordigno rudimentale è stato costruito assemblando 200 grammi di tritolo con chiodi e proiettili.

L'esultanza dall'Isis

L'organizzazione Site, che monitorizza l'attività jihadista sul web, ha fatto sapere come diversi sostenitori dell'Isis stiano esultando dopo l'attentato di San Pietroburgo. La Russia è diventata un obiettivo principale del califfato dopo che l'esercito di Putin ha appoggiato Assad in Siria contribuendo in modo determinante alla sconfitta dei jihadisti sunniti. Proprio in questi giorni San Pietroburgo si preparava ad accogliere i primi 600 soldati russi di ritorno dalla Siria.

La città nel mirino

San Pietroburgo era stata già colpita lo scorso 3 aprile da un attentato alla metropolitana che è era costato 14 morti. Il 16 dicembre scorso era stato invece sventato un altro attacco dell'Isis fermando una cellula di 7 persone con "un attentatore suicida pronto a farsi esplodere all'interno di una struttura religiosa".

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