Redazione

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Hanno un nome e un volto i tre kamikaze dell'Isis che hanno seminato la morte e il terrore nel cuore dell'Europa. Sono i fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui e l'artificiere degli attentati di Parigi, Najim Laachraoui.

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I tre sono stati identificati dalla polizia, grazie alle impronte digitali e al Dna, come gli autori delle stragi. Che però potevano forse essere evitate se Ibrahim, arrestato in Turchia lo scorso giugno, non fosse stato estradato verso l'Europa e poi lasciato libero in Olanda, su indicazioni delle autorità belghe, come ha denunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Il quarto uomo

Intanto, prosegue la caccia al quarto uomo del commando, quello fotografato con il cappello all'aeroporto insieme ai due kamikaze, che ha abbandonato inesplosa la sua valigia-bomba e si è dileguato tra la folla in fuga. E mentre le indagini proseguono senza sosta tra le polemiche, il Belgio e Bruxelles, ancora sotto shock, si fermano per commemorare le vittime di una carneficina che, con i suoi 32 morti e i 300 feriti, vede coinvolti ben 40 Paesi.

I legami con Parigi

Con il passare delle ore, le testimonianze e altri elementi emersi indicano chiaramente sia il legame tra il commando di Bruxelles e quello che colpì Parigi lo scorso 13 novembre e sia l'esplicita volontà di fare il massimo danno fisico e psicologico, come solo bombe riempite di chiodi sono in grado di fare e in base a un modus operandi che ormai caratterizza le azioni dell'Isis. Inoltre, Khalid Bakraoui è risultato essere colui che non solo aveva affittato sotto falso nome l'appartamento di Forest dove sono state rinvenute le tracce di Salah Abdeslam, ma anche la base di Charleroi che era servita per la preparazione delle stragi compiute nella capitale francese.

Tracce e testimoni

Tracce importanti per le indagini - 15 chili di esplosivo, chiodi, un drappo dell'Isis e altro materiale per costruire ordigni - sono state poi trovate la scorsa notte nel covo di Schaerbeek da cui è ormai certo sia partito il commando dell'aeroporto, denunciato ex post dal tassista che lo ha portato a destinazione e che si è insospettito per la cautela con cui i suoi clienti hanno maneggiato i loro bagagli-bomba. E sempre qui è stato trovato il "testamento" in cui uno degli attentatori indicava la volontà di vendicare Salah e di evitare a sua volta di finire in carcere. Tutti elementi che avvalorano l'ipotesi, rilanciata da diversi media, che gli attentati di Bruxelles siano stati anticipati rispetto alla data prevista, ovvero il giorno di Pasquetta.

La poliza ritiene che  i fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui siano i due terroristi sfuggiti una settimana fa all'irruzione in un appartamento di Forest, un quartiere multietnico nell'ovest di Bruxelles. E proprio Khalid, secondo il sito di news Derniere Heure (Dh) aveva affittato sotto falso nome quell'abitazione, e anche il covo di Charleroi in cui sono stati messi a punto gli attacchi di Parig

Ibrahim nell'ottobre 2010 era stato condannato per aver esploso a gennaio colpi di kalashnikov contro alcuni poliziotti a Bruxelles e nella vicina Laeken.

Ibrahim insieme a un complice aveva rapinato un agente di cambio (lui faceva il palo) e, quando la polizia aveva tentato di intercettare la loro auto, non aveva esitato a sparare a più riprese contro gli agenti, ferendone uno con tre colpi. Era stato inizialmente condannato a 9 anni di carcere ma era stato rilasciato prima.

Nel febbraio 2011 era stato il fratello Khalid a essere condannato a cinque anni di carcere per una serie di rapine armate per rubare auto. Insieme ai suoi complici era stato trovato in possesso di kalashnikov.

Site, sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, conferma l'autenticità della rivendicazione Isis degli attacchi: il Belgio è stato colpito "per la sua partecipazione alla coalizione internazionale" contro lo Stato islamico.

L'attacco

Due ordigni sono esplosi nella hall dell'aeroporto, facendo 10 vittime, e un'altra esplosione ha colpito un convoglio del metrò a Maalbeek: 20 i morti. Nello scalo aereo l'attacco è avvenuto nella hall delle partenze: secondo fonti Usa ha agito almeno un kamikaze e una bomba potrebbe essere stata messa in una valigia. Gli ordigni probabilmente, secondo fonti mediche, contenevano chiodi per aumentarne la capacità di offendere. Trovati anche un kalashnikov ed una terza bomba che gli artificieri hanno fatto brillare mentre la polizia proseguiva le ricerche di altri terroristi o fiancheggiatori all'interno della struttura

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