E se gli Stati Uniti fallissero?
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Economia

E se gli Stati Uniti fallissero?

Cosa succederà nei prossimi giorni di "shutdown", passo dopo passo

Per ora gli astronauti della Stazione spaziale internazionale non sono lasciati a se stessi, i controllori di volo sono in servizio e i panda ricevono i loro pasti quotidiani (anche se la webcam dello zoo non funziona più ). Ci sono 800 mila dipendenti dello stato americano a casa, ma quelli essenziali (1,3 milioni) sono al lavoro. Certo, saranno pagati in ritardo, ma non hanno niente da temere, per una decina di giorni. Poi i problemi si faranno seri, passo dopo passo.

8 ottobre, martedì. È il giorno in cui, secondo il Dipartimento del Tesoro, inizieranno le conseguenze su larga scala. Gli analisti hanno studiato i casi di "shutdown" precedenti e hanno concluso che "una chiusura di una settimana potrebbe risultare in una crescita del pil dell'ultimo trimestre dell'anno più bassa (di un quarto di punto percentuale). Uno "shutdown" più lungo avrebbe conseguenze maggiori, tra cui forse addirittura una recessione.

17 ottobre, giovedì. Il governo americano arriverà a toccare il tetto del debito. La situazione, a quel punto, sarà grave ma non seria. Si sarà toccato un limite legale, che gli Stati Uniti si sono imposti per un accordo politico e che Congresso e Casa Bianca possono rivalutare. Si può fare: il limite all'indebitamento degli Stati Uniti è stato alzato per 74 volte, di cui 10 nell'ultimo decennio. Ma se non ci sarà un accordo per alzarlo di nuovo, la crisi farà un salto di qualità: lo "shutdown" non sarà più un problema limitato a servizi e infrastrutture dello stato americano. A essere coinvolti, d'ora in poi, saranno anche i mercati. "Se non si alzerà il tetto del debito si danneggeranno l'economia americana e quella del mondo intero", ha detto il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. Non si può non notare che, per ironia involontaria delle Nazioni Unite, il 17 ottobre sarà la giornata mondiale della Lotta contro la povertà.

22 ottobre, martedì. Inizieranno a scadere i primi titoli del debito pubblico americani, secondo l'ufficio del Congresso che monitora il bilancio. Gli appuntamenti importanti, però, sono quelli del 24 e 31 ottobre: scadono dei prestiti importanti, che vanno ripagati. Il problema, a questo punto, sarà serissimo: i titoli del debito pubblico americani, considerati senza rischi, sono la certezza che sta alla base del sistema finanziario globale. Metterli in discussione può avere effetti apocalittici sui mercati e sull'economia americana – che nel frattempo, come scrivono gli economisti del Tesoro, dovrà fare i conti con l'incertezza a tutti i livelli: "I consumatori avranno rimandato i loro acquisti, le aziende avranno posticipato assunzioni e investimenti". Nessuno può prevedere cosa potrebbe succere, a quel punto. Nessuno, si spera, vorrà vederlo di persona. 

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