Mi reinvento, dalla pubblicità all’apertura di un’attività in proprio
Mi reinvento, dalla pubblicità all’apertura di un’attività in proprio
Economia

Mi reinvento, dalla pubblicità all’apertura di un’attività in proprio

Il cambio di lavoro può essere volontario o indotto da infinite possibili cause, l’opportunità di reinventarsi però mi piace pensare che esista sempre, a qualunque età e in qualunque settore.A partire da oggi su Lavoro in Corso sarà …Leggi tutto

 

(Credits: istockphoto)

Il cambio di lavoro può essere volontario o indotto da infinite possibili cause, l’opportunità di reinventarsi però mi piace pensare che esista sempre, a qualunque età e in qualunque settore.A partire da oggi su Lavoro in Corso sarà possibile leggere tra i post le esperienze e le iniziative di persone che hanno cambiato vita lavorativa: qualcuno è rimasto nello stesso ambito, altri hanno cambiato radicalmente settore di competenza ma portando in ogni caso con sè il know how accumulato nelle esperienze precedenti per riutilizzarlo al meglio e trarne vantaggio.

Ne è un esempio Donatella De Giorgi, 55 anni, impiegata in agenzie in ambito pubblicitario da una vita e trasformata da pochi mesi in imprenditrice insieme al figlio Giacomo di 22 anni con l’apertura della sua attività a Milano, una bottega in Via Montebello 14 specializzata nella produzione e vendita di gelato artigianale su stecco. In questo caso si tratta di un taglio netto col passato, ma il cambiamento è stato ben ponderato e gestito nei minimi dettagli:

- mi descrivi in 3 righe il percorso dal tuo lavoro precedente a oggi?

Ho sempre lavorato in agenzie di sales promotion come responsabile acquisti dove mi sono occupata di cataloghi a premi, regalistica aziendale, promotion al trade, eventi. Ho girato le più importanti fiere di settore (Cina, Germania, Francia, Thailandia, ecc) e mi sono occupata di cercare nuovi marchi e nuove tendenze. Un lavoro che mi ha divertito e dato molto.

- in un momento in cui è difficile trovare lavoro la tua scelta risulta ancora più coraggiosa? Cosa ti ha spinto a cambiare completamente mestiere?

Sì ci vuole coraggio a ricominciare, il tutto è nato da un viaggio di lavoro a Bologna: ho visto un negozio Stickhouse e mi è sembrata un’idea molto divertente con prodotti di alta qualità. A Milano ancora non c’era, ho contattato la casa madre ed è stato quasi naturale innamorarsi del progetto. Sicuramente ero anche stanca del vecchio lavoro, mi pesava molto affrontare ogni giorno 2 ore di auto tra ufficio e casa, ero anche retail manager di 8 negozi del gruppo e spesso ero via e le trasferte, in un momento di crisi, erano sempre più faticose….

- com’è stato il percorso da impiegata dipendente a imprenditrice?

A dire il vero non ho mai pensato di diventare “imprenditrice”, comunque il percorso è stato facile, vuoi per l’esperienza maturata vuoi perchè ad un certo punto della vita si hanno meno paure di dover dimostrare chissà che… Il vecchio mito della “bottegaia” limitata non esiste più, i rapporti con i consumatori li costruisci in modo positivo: basta l’intelligenza, la curiosità, l’entusiasmo.

Stickhouse.jpg

(Credits: Stickhouse)

- quali sono state le difficoltà più grandi e il motore che ti ha permesso di andare avanti con la tua scelta?

Le difficoltà più grandi arrivano dopo che hai firmato un contratto di franchising perchè la burocrazia, soprattutto in campo alimentare, è enorme e ci sono esborsi economici rilevanti. Ci sono permessi da chiedere per tutto: per una pianta, un faretto, un lavandino, una zanzariera… Ma si va avanti con coraggio! Volevamo avere anche una bicicletta per vendere i gelati in strada, abbiamo fatto un corso per ottenere la licenza di ambulante itinerante e poi scopriamo che l’80% delle strade di Milano non è percorribile, che le delibere comunali hanno tarpato le ali a qualsiasi iniziativa, ecc.

- a posteriori avresti voluto cambiare qualcosa del tuo percorso?

Beh, a posteriori certe cose le avrei fatte in modo diverso, ma sicuramente sono legate al disbrigo di pratiche burocratiche, consulenze, etc.. In campo alimentare non è facile e sicuramente anche la mancanza di pareri preventivi da parte degli organi competenti non aiuta, anzi complica ulteriormente perchè le leggi sono “interpretabili”. Per proseguire sulla mia strada la determinazione è arrivata solo dall’appoggio di figli, marito e amici.

- quanto tempo è trascorso dalla decisione definitiva di aprire l’attività all’abbandono del tuo lavoro precedente? Come ti sei preparata?

Faccio sempre le cose molto velocemente: neanche un mese. Ho lasciato il lavoro a fine novembre e poi ho seguito il progetto sino all’apertura. La conditio sine qua non è stata quella di investire in uno spazio vicino a casa tanto da poterci andare a piedi e poi ho affrontato tutto quotidianamente a mano mano che si presentavano le situazioni. Mio marito ed io siamo anche molto “ordinati”, ci siamo fatti un business plan, abbiamo cercato di non dimenticare voci, spese, ecc. Siamo riusciti ad ottenere un finanziamento che di questi tempi non è poca cosa. Diciamo che mi sono buttata, ma con testa e rigore.

- hai scelto un’attività in franchising, come ti sei orientata su questo settore?

Il franchising era d’obbligo. In più mi piaceva questo layout, il rigore della qualità del prodotto, i colori, nel complesso anche l’immagine del marchio/negozio. Il prodotto è affascinante: io amo la cucina, ma di certo non mi sarei buttata in questo settore perchè ci vogliono ben altre capacità. Il mestiere era facile da imparare, ci si mette comunque anche una creatività personale, mi piace la filosofia della casa madre (naturalità, genuinità, rispetto per l’ambiente, etc..) e poi sono riuscita a dare una svolta diversa a questo prodotto: forse siamo i primi, rispetto agli altri negozi, a fare un asporto importante, ad utilizzare i gelati su stecco per feste, eventi, manifestazioni. Li personalizziamo, cerchiamo di dare delle idee ai nostri clienti. Il nostro punto vendita lo definirei un laboratorio, dove trovi anche uno spazio per lo scambio dei libri, scriviamo sulla vetrina gli eventi (aperistekko per esempio), parliamo di viaggi, ecc.

- quanto è durato il processo preliminare dai primi contatti con il franchising all’apertura?

1 mese per firmare, 3 mesi per ristrutturare e preparare l’apertura (solo perchè le imprese sono state disastrosamente in ritardo!). Abbiamo avuto anche la fortuna di trovare subito un negozio in zona senza buone uscite o buone entrate che non potevamo di certo permetterci.

- il franchising a cui ti sei rivolta ha previsto formazione per poter avviare il tutto? Quali sono i settori su cui hai dovuto imparare di più?

Il franchising segue molto bene la formazione ed è molto attivo nel supportare i suoi negozi: di certo non ci siamo sentiti trascurati e sono stati molto professionali. Molti settori già li conoscevo (amministrativo, promozionale, ecc.) e per la parte di commercio puro io e mio figlio abbiamo comunque voluto frequentare anche un corso per il conseguimento del REC (Requisito professionale per il Commercio alimentare e la Somministrazione di alimenti e bevande), impegnativo ma istruttivo.

- quali competenze ti sono state utili nel passaggio dal lavoro precedente a quello attuale e che hai potuto sfruttare a tuo vantaggio?

Sicuramente è servito tanto, mi sono stati utili in particolare:

- esperienza da account per approcciare il mio consumatore

- esperienza di new business perchè ho acquisito capacità di approcciare a più livelli “potenziali clienti” che non sono solo i consumatori che entrano nel negozio (P.R. per i loro eventi, settore ristorazione, home economist, etc..)

- esperienza da buyer per trattative acquisti e per aspetti amministrativi

- ampia conoscenza del mercato e delle Aziende

- aver lavorato con creativi e visual per una promozione/eventi migliore per il negozio

- cosa avete fatto per farvi conoscere?

È stato fondamentale avere tanti amici e conoscenti. Poi Internet ha fatto la differenza: Facebook, blog e intraprendenza. Non ho problemi di contatto con canali che potrebbero essere interessanti!

- quali consigli daresti a qualcuno che vuole cambiare lavoro e in particolare mettersi in proprio e chi vuole avviare un’attività in franchising?

Innanzitutto occorre essere convinti e motivati, certo l’impegno economico non è da sottovalutare, ma chi non inizia… Per l’attività di franchising dipende dal settore: so che ci sono attività che chiedono royalties molto elevate. Di sicuro un’attività nel settore alimentare oggi è trainante.

- come sono cambiate le tue giornate? Quali benefici, cosa rimpiangi?

Non rimpiango nulla, lavoro sicuramente di più perchè resto impegnata più ore, sabato compreso, ma con una buona programmazione dei turni tutto si può fare e poi sono vicino a casa e questo fa sicuramente la differenza. I benefici sono quelli di avere a che fare solo con me stessa, le decisioni sono immediate. Sicuramente avere a che fare con il pubblico non è facile, c’è di tutto, ma c’è anche una buona dose di consapevolezza e di equilibrio.

- progetti per il futuro?

Cerchiamo ora di far funzionare bene ciò che abbiamo avviato, occorre fare un bilancio dopo un anno (stiamo parlando anche di un prodotto con una sua stagionalità) e poi vediamo. Fossi stata più giovane sicuramente avrei aperto in un paese caldo, al sole e al mare!

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