La Silicon Valley guarda a Firenze
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Economia

La Silicon Valley guarda a Firenze

La capitale mondiale dell'innovazione si scopre simile alla Firenze medicea, in un percorso a sei tappe

Come si autorappresenta oggi San Francisco? Per chi cavalca la rivoluzione digitale che sta stravolgendo i mercati globali e le nostre vite, la tentazione è di paragonare la fase in atto ad un nuovo Rinascimento. Chiedete a un capo d’impresa come Steve Luczo di Seagate e vi dirà che la Firenze medicea è un riferimento calzante. Il tema è passato dalla conversazione casuale alla Harvard Business Review grazie a Eric Weiner, un giornalista della radio pubblica americana che ha mappato una nuova “geografia del genio”. In un recente articolo, Weiner argomenta che chi vuole imitare Silicon Valley dovrebbe guardare al Rinascimento fiorentino per trovare la chiave del successo: in sei insegnamenti.

  1. Il talento ha bisogno di sponsor: i Medici erano maestri nello scovare talenti e nello scommettere denaro ed energie su di loro: fu così per la scoperta di Michelangelo da parte di Lorenzo de’ Medici. Quanto spesso chi ha risorse da spendere oggi pensa di puntarle su giovani promettenti?
  1. Servono anche tanti buoni mentori: Leonardo da Vinci passò un decennio intero nella bottega di Andrea del Verrocchio. Quanto sono disposte oggi le persone di successo a condividere le proprie esperienze e i segreti appresi sul campo con i nuovi venuti? E quanto pazienti sono questi ultimi?
  1. Il potenziale degli aspiranti leader va riconosciuto più delle esperienze fatte. Fu così che Papa Giulio II scelse Michelangelo per la Cappella Sistina, sostiene Weiner, una scelta non ovvia all’epoca. Quante volte ai giovani di buone promesse si nega un salto di qualità professionale per la mancanza di esperienza?
  1. Ogni crisi va pensata e colta come un’opportunità per una nuova partenza. Quanto più grave è il crollo, tanto maggiore lo spazio per ricostruire. Così fu per Firenze dopo la peste nera. Nel mezzo o all’indomani di una crisi, quanto spesso pensiamo alle possibilità di rinventarci da capo?
  1. La concorrenza è la chiave dell’eccellenza e fa bene anche a chi ci perde, dice Weiner, visto che la sconfitta può stimolare a prendere nuove strade. Così Brunelleschi applicò alla costruzione del Duomo quanto apprese a Roma dopo essere stato battuto dal Ghiberti nel concorso per la porta del Battistero.  Come percepiamo il valore della competizione e della sconfitta nella nostra cultura?
  1. Bisogna iniettare nel sistema nuovi volti e nuove idee su base costante. La Firenze rinascimentale era in grado di favorire il ricambio. Le società che vogliono promuovere l’innovazione devono trovare il modo di istituzionalizzarlo.

Il retropensiero di questi sei insegnamenti è che il cambiamento va affrontato con ottimismo. Anche se non si hanno argomenti razionali per essere ottimisti, scommettendo sul valore e le capacità delle persone si crea una società meno comoda, ma più innovativa. In questo, la California di oggi è davvero rinascimentale.

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