Enel a ritmo di samba cresce in America Latina
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Enel a ritmo di samba cresce in America Latina
Economia

Enel a ritmo di samba cresce in America Latina

La trasformazione in multinazionale voluta da Conti porta frutti: calano i debiti e risale l’utile. E investe in una nuova centrale eolica in Brasile

Si chiama Cristal, è costato circa 165 milioni di euro, verrà completato entro aprile e produrrà oltre 400 milioni di kilowattora all’anno: il complesso eolico a Bahia, in Brasile, formato da tre impianti distinti, è l’ultimo investimento dell’Enel nel settore delle rinnovabili. La produzione di elettricità con fonti "verdi" e la crescita sui mercati internazionali, del resto, sono i due pilastri su cui poggia la strategia del gruppo, com’è stata delineata dall’amministratore delegato Fulvio Conti in occasione della presentazione dei risultati 2013 (ricavi per 80,5 miliardi, risultato netto a 3,2 miliardi e un utile netto ordinario pari a 3,1 miliardi). In concreto questo significa che tra il 2014 e il 2018, nell’arco cioè del nuovo piano strategico, l’Enel investirà 6 miliardi nelle energie rinnovabili sia nei 16 paesi in cui la controllata Enel Green Power è già presente, sia in nuovi mercati.

Parallelamente il gruppo ridurrà gli investimenti nella generazione convenzionale (gas, carbone) da 10,1 miliardi di euro cumulati nel precedente periodo di piano 2013-2017 a 7,7 miliardi di euro (in Italia verranno chiuse le centrali a gas di Alessandria e quella a carbone di Genova). Da un punto di vista geografico, l’Enel investirà in Italia circa 7 miliardi, in Spagna 4 e in America Latina ben 7. Grazie proprio alla trasformazione in una multinazionale dell’energia, l’Enel ha superato una delle crisi più violente che ha colpito il settore nei mercati maturi come l’Italia. Un cambiamento di pelle avvenuto sotto la guida di Conti e di cui il manager va particolarmente fiero. Soprattutto perché gli ultimi risultati mostrano come uno dei punti deboli del gruppo, ovvero l’indebitamento, stia diminuendo: nel 2013 è sceso da 42,9 a 39,8 miliardi (-7,2 per cento) e l’obiettivo è di portarlo a circa 36 miliardi nel 2018.

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