Banche: la situazione in Italia dopo gli aumenti di capitale
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Banche: la situazione in Italia dopo gli aumenti di capitale
Economia

Banche: la situazione in Italia dopo gli aumenti di capitale

Veneto Banca e Popolare di Vicenza nell'orbita del Fondo Atlante. Successo dela ricapitalizzazione del Banco Popolare, prossimo alla fusione con Bpm

Due flop e un successo. Si sono conclusi così i tre aumenti di capitale messi in cantiere nelle ultime settimane all'interno del sistema bancario italiano. Quello attuato dal Banco Popolare ha centrato in pieno gli obiettivi, raggiungendo una quota di adesioni superiore al 99% dell'offerta di nuovi titoli. Le ricapitalizzazioni di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, invece, sono state un flop per tutta una serie di ragioni che vengono da lontano. Ma ecco, di seguito, gli scenari che si aprono all'orizzonte dopo questo tris di operazioni.

Veneto Banca, ricapitalizzazione flop

Secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni, a poche ore dalla chiusura dell'operazione, le adesioni all'aumento di capitale di Veneto Banca sono ferme a circa 10 milioni di euro, vale a dire a poco più dell'1% del valore complessivo dei titoli di nuova emissione. Per Veneto Banca, dunque, si prospetta lo stesso destino subito dalla Popolare di Vicenza: finire sotto il controllo del fondo salva-banche Atlante, che sottosriverà tutti i titoli rimasti inoptati. Proprio ieri, Atlante ha avuto il via libera da Bankitalia per acquisire una partecipazione di oltre il 50% nell'istituto di Montebelluna (Tv ).

Leggi anche: Veneto Banca, il flop dell'aumento di capitale

 

Popolare di Vicenza, nelle mani di Atlante

Anche per la Popolare di Vicenza, l'aumento di capitale da un miliardo di euro è stato un flop. Con una quantità di adesioni ridotta al lumicino, tutti i titoli rimasti inoptati sono stati sottoscritti dal Fondo Atlante che oggi, come per Veneto Banca, è il dominus assoluto dell'istituto . Per la Popolare vicentina, si parla da tempo possibili di spezzatini delle attività o di alleanze e fusioni. Non si tratta però di una prospettiva di breve termine. Prima, i vertici dell'istituto avranno qualche bella gatta da pelare, tra il risanamento dei conti e le cause di risarcimento (per 150 milioni) avanzate proprio in questi giorni da alcuni grandi soci, per le malversazioni della precedente gestione.

Leggi anche: l'aumento di capitale per la Popolare di Vicenza

Banco Popolare, verso le nozze con Bpm

Per il Banco Popolare, che certamente non è in una situazione di difficoltà come le altre due banche venete, l'aumento di capitale si è concluso con grande successo. Le adesioni sono state finora pari a oltre 990 milioni di euro, su un valore massimo di 1 miliardo (99%). Conclusa la ricapitalizzazione, il Banco si avvia così alla prospettata fusione con la Popolare di Milano (Bpm), da cui nascerà il tezo polo creditizio italiano dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Leggi anche: L'aumento di capitale del Banco Popolare

In fila da Draghi

Dopo il tris di aumenti di capitale, nel settore bancario italiano si intravede anche qualche segnale di schiarita. Il governatore di Bankitalia ha segnalato una inversione di tendenza per i non performing loans (i crediti in sofferenza) che zavorrano i bilanci di molti istituti ma che stanno finalmente inziando a diminuire, dopo un decennio in crescita. Inoltre, oggi è partita l'asta per il Tltro II, il round di finanziamenti con cui la Banca Centrale Europea di Mario Draghi concederà denaro fresco agli istituti di credito (a tassi addirittura negativi e pari a -0,4%), in cambio dell'impegno a trasformare la liquidità ricevta in prestito alla clientela, stimolando così l'economia.

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