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(Ansa)
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Usa-Russia, la spy story dietro le accuse alla famiglia Biden

Le false accuse contro Joe Biden e suo figlio Hunter orchestrate dai servizi segreti russi - il Documento che lo proverebbe

Alexander Smirnov, l'ex informatore dell'FBI, recentemente incriminato per aver mentito all'agenzia inventando accuse di corruzione contro Joe Biden e suo figlio Hunter, ha ammesso di essere stato assistito da agenti segreti russi nel suo tentativo di danneggiare il presidente degli Stati Uniti e suo figlio. Questa rivelazione è emersa da un memo del Dipartimento di Giustizia riguardante la sua detenzione, il quale rivela che Smirnov ha confessato «di avere avuto contatti estesi ed estremamente recenti con funzionari dell'intelligence russa».

IL DOCUMENTO

ATTO ACCUSA A. SMIRNOV.pdf


Alexander Smirnov, 43 anni, è stato arrestato lo scorso 14 febbraio all'aeroporto internazionale Harry Reid di Las Vegas al suo ritorno da un viaggio all'estero. L’uomo era considerato un testimone chiave nell'indagine di impeachment avviata dai repubblicani alla Camera dei Rappresentanti riguardo il presunto coinvolgimento del presidente e di suo figlio nelle controversie legate agli affari esteri, in particolare i loro legami con la società energetica ucraina Burisma. L'ex informatore è stato incriminato per aver mentito riguardo al coinvolgimento di Joe e Hunter Biden con Burisma, sostenendo che il primo fosse vicepresidente e il secondo facente parte del Consiglio di amministrazione della compagnia, con un compenso di 50.000 dollari al mese.

Come si legge nell’atto di accusa le contestazioni specifiche includono «il rilascio di false dichiarazioni e la presentazione di prove false in relazione a un'indagine dell'FBI», agenzia per la quale Smirnov ha operato a lungo come informatore. Nel documento si afferma che nel 2020 Smirnov ha deliberatamente mentito su due incontri avvenuti nel 2015 o 2016, durante i quali dirigenti di Burisma avrebbero dichiarato di aver assunto Hunter Biden per «proteggere la compagnia, attraverso suo padre, da eventuali problemi». Alexander Smirnov ha anche sostenuto -mentendo- che i dirigenti di Burisma avessero pagato cinque milioni di dollari ciascuno a Joe e Hunter Biden durante il mandato del primo come vicepresidente, al fine di ottenere dei favori.

Va ricordato che queste accuse sono state oggetto di indagini e controversie, con notevoli implicazioni nella politica americana e nell'inchiesta di impeachment contro Donald Trump. L'arresto di Smirnov rappresenta un duro colpo per le accuse mosse dai repubblicani, secondo le quali Biden avrebbe favorito gli interessi del figlio all'estero a beneficio finanziario personale. Inoltre, le nuove rivelazioni alimentano nuovi sospetti sulla possibile interferenza russa per favorire Trump alle prossime elezioni, nonostante Vladimir Putin abbia recentemente dichiarato la sua «preferenza» per Joe Biden per via della sua maggiore prevedibilità. I pubblici ministeri hanno anche affermato che Smirnov «ha accesso a 6 milioni di dollari in fondi liquidi», che non ha rivelato in precedenza mentre ai giudici ha detto che aveva solo 1.500 dollari in contanti in mano e 5.000 dollari in un conto corrente personale. I pubblici ministeri hanno anche notato che Smirnov ha la doppia cittadinanza statunitense e israeliana. Sebbene Smirnov si sia offerto volontario di consegnare il suo passaporto israeliano, i pubblici ministeri affermano che potrebbe ottenere un nuovo passaporto in qualsiasi momento presso un consolato israeliano.

Gli investigatori affermano che Smirnov ha mirato deliberatamente al presidente americano diffondendo attivamente menzogne che potrebbero influenzare le elezioni negli Stati Uniti. Gli avvocati di Smirnov, David Chesnoff e Richard Schonfeld hanno sostenuto che l'FBI era a conoscenza della presunta condotta del loro assistito da anni, «eppure non ha intrapreso alcuna azione per porre fine alla sua collaborazione, sequestrare i suoi passaporti o perseguirlo per alcunché» un fatto che getta molte ombre sull’FBI. Le affermazioni di Smirnov sono state fondamentali per lo sforzo repubblicano al Congresso di indagare sul presidente e sulla sua famiglia e hanno contribuito a innescare quella che ora è un'indagine di impeachment della Camera su Biden. I democratici hanno chiesto la fine delle indagini dopo l'accusa emessa la settimana scorsa, mentre i repubblicani hanno preso le distanze dall'indagine dalle affermazioni di Smirnov e hanno affermato che avrebbero continuato «a seguire i fatti» e se condannato rischierebbe una pena massima di 25 anni di carcere. A meno che non fugga prima: è stato scarcerato su cauzione. Altro fatto che lascia perplessi.

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Stefano Piazza