Dal Mondo

È libero uno degli attentatori della Rambla di Barcellona del 2017

La Rubrica - Appuntamento in Piazza

Il terrorista Said Ben Iazza, condannato a otto anni di reclusione per aver collaborato nella preparazione dell'attentato sulla Rambla di Barcellona il 17 agosto 2017 (15 morti a Barcellona, 1 a Cambrils oltre a 130 feriti) ora è un uomo libero. Il tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional gli ha concesso la libertà provvisoria. Si tratta di una misura obbligata visto che Ben Iazza ha presentato ricorso contro la condanna e nel frattempo ha scontato il periodo massimo di carcere preventivo previsto dalla legge spagnola che è pari a quattro anni. Oltre a Ben Iazza sono stati condannati rispettivamente a 46 e 53 anni di prigione Driss Oukabir e Mohamed Houli Chemlal per ‹‹appartenenza a un'organizzazione terroristica, possesso, stoccaggio o fabbricazione di sostanze o dispositivi esplosivi e infiammabili di natura terroristica e tentativi di atti di violenza terroristica in combinazione con 29 reati di lesioni personali gravi››. Per Said Ben Iazza il tribunale ha stabilito alcune misure cautelari, una tra tutte il divieto di lasciare la Spagna senza autorizzazione giudiziaria. Nessuno si stupirebbe se dovesse fuggire…

Afghanistan: tornano le amputazioni e le esecuzioni per chi infrange la legge

Negli scorsi giorni Nooruddin Turabi, Ministro responsabile delle prigioni nel nuovo Governo talebano ha confermato alla Associated Press che le esecuzioni e le amputazioni ricominceranno come accaduto in passato. Unica differenza è che probabilmente -meglio essere prudenti- non avverranno in pubblico. Nooruddin Turabi che durante la guerra contro i russi ha perso una gamba e un occhio si è detto convinto che le esecuzioni sommarie e le amputazioni siano giustificate: «È molto necessario, per la sicurezza. Tutti ci hanno criticato per queste punizioni, ma noi non abbiamo mai detto niente sulle loro leggi e punizioni, e nessuno ci dirà quali dovrebbero essere le nostre leggi. Seguiremo l'Islam e il Corano». E alla domanda dell'Associated Press sulle corti di giustizia Nooruddin Turabi ha ha affermato: «Ci saranno i giudici, sì, comprese le donne ma il fondamento delle leggi dell'Afghanistan sarà il Corano». Beffardo il finale dell'intervista nella quale il Ministro responsabile delle prigioni ha affermato: «Siamo cambiati rispetto al passato».

Egitto: arrestati i genitori di una futura sposa di 11 anni e dello sposo di 12

Secondo quanto riportato domenica da Al Arabiya nella città di Giza la polizia ha arrestato i genitori di una futura sposa di 11 anni e di uno sposo di 12 anni un'ora dopo aver annunciato il loro fidanzamento in un villaggio nei pressi della città di El Hawamdeya, 30 chilometri dal Cairo. La festa organizzata dalle due famiglie è stata interrotta poco dopo che la gioielleria, in cui i genitori degli sposini hanno acquistato gli anelli, aveva postato delle foto su Facebook. Un fatto che ha consentito alla polizia di rintracciare i genitori che poi sono stati arrestati. Sahar al-Sunbati, Segretario generale del Consiglio nazionale egiziano per l'infanzia e la maternità ha dichiarato che il "Child Support System" ha ricevuto una notifica sabato sorso tramite la Hotline 16000 citando i siti dei social media riguardanti le foto in circolazione dei due ragazzini. Al-Sunbati nel condannare quanto accaduto ha affermato: ‹‹È stato violato l'articolo 80 della costituzione del Paese che prevede che lo Stato è obbligato ad intervenire nei casi in cui i bambini siano oggetto di violenze, abusi o maltrattamenti››.

Non bastavano i delfini alle isole Fær Øer: uccise anche 52 balene pilota.

A dieci giorni dal brutale massacro di 1.428 delfini alle isole Fær Øer, arcipelago a Governo autonomo che fa parte del Regno di Danimarca e che è composto da 18 isole vulcaniche rocciose situate tra l'Islanda e la Norvegia nell'oceano Atlantico del Nord, sono state uccise anche 52 balene pilota. I globicefali, o balene pilota, fanno parte della famiglia dei cetacei, hanno una società matriarcale e vivono in grandi formazioni che possono includere oltre 1.000 esemplari. Questa mattanza avviene da secoli (almeno dal XVI) nel contesto della Grindadrap: tradizione un tempo legata alle necessità alimentari della popolazione ma che affonda le proprie origini da antichissimi rituali che vedono anche i bambini come protagonisti. Da anni le associazioni ambientaliste giustamente chiedono la fine di questa barbara, crudele ed inutile tradizione. A tal proposito John Hourston della Blue Planet Society ha dichiarato: ‹‹Chiediamo un'azione urgente da parte dell'UE, della Danimarca e del Regno Unito per impedire alle isole Fær Øer di devastare popolazioni protette di delfini e piccole balene. Questa orribile crudeltà e il massacro insostenibile devono finire. Ora››. Qualcuno lo ascolterà?

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