Tre parole chiave per quindicenni svogliati
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Tre parole chiave per quindicenni svogliati
Cronaca

Tre parole chiave per quindicenni svogliati

Consigli per finire bene l'anno scolastico: 10. Lungimiranza, concretezza, responsabilità.

Pillole bisettimanali per aiutare studenti (e famiglie) a restare motivati con la didattica a distanza. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Il mercoledì e la domenica, alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per concludere al meglio la scuola.

In questo 2020 l'ultimo mese di scuola per gli studenti delle superiori presenta scenari ben distinti. I ragazzi di quinta sono anche quest'anno sotto i riflettori, perché si parla di loro nei decreti e sui giornali, perché l'esame ci sarà, a distanza o in presenza, senza scritti ma solo con l'orale, ma ci sarà e tocca impegnarsi.

Poi ci sono i ragazzi di terza e quarta, con promozione in tasca, ma crediti formativi (tanti, dalla riforma dell'anno scorso) tutti da guadagnare fino all'ultimo voto. Infine i ragazzi più piccoli, quelli dei primi due anni di scuola superiore, promozione in tasca anche per loro e nessun obiettivo tangibile che possa spronarli a studiare da oggi all'ultimo giorno di scuola, 8 giugno 2020.

Oggi pensiamo a loro, perché sono stati spesso ignorati dagli appelli di questi mesi e dai decreti, tutti legittimamente orientati alla maturità. È sempre difficile decifrare quel che passa dalla testa (e dal cuore) di un quindicenne, figuriamoci ora, dopo mesi in casa senza potere vedere amici, privati di sport, attività quotidiane, giochi di sguardi da infatuazione – i primi – che riempiono giornate intere. In più, la scuola non riesce a tenerli sui banchi per scongiurare debiti e per «fare media», perché o c'è la promozione per decreto, o la media vale quel che vale, un po' per tutti, in questo tempo incerto.

Così le parole chiave per questo ultimo mese possono essere tre. Lungimiranza, perché quello che è in programma a maggio, nel biennio, è sempre basilare, fondante per tutte le materie del curricolo: perdere pezzi ora significa generare buchi nella preparazione che prima o poi dovranno essere sanati.

Concretezza, perché l'impegno di maggio potrebbe scongiurare un lavoro estivo aggiuntivo, una verifica a settembre in più. Responsabilità, perché ora che non ci sono obblighi e soprattutto spauracchi all'orizzonte, si studia perché è una scelta libera, perché si è scelto di fare quel determinato percorso, in quell'istituto, per costruire, perché è giusto – e bello – che sia così.

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