Cronaca

Taser in Italia: cos'è e come funziona la pistola elettrica

Viene usata dalle forze dell'ordine di 107 Paesi nel mondo, ma secondo l'Onu è uno strumento di tortura

Il Taser arriva in Italia

Barbara Massaro

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Emissione di brevi scariche elettiche ad alta tensione (50mila volt) e bassa intensità in grado di immobilizzare (così si vede in uno spot pubblicitario dell'azienda produttrice) anche un bisonte di 800 chili. Funziona così il Taser, la cosiddetta pistola elettrica utilizzata dalle forze dell'ordine di 701 Paesi nel mondo (Stati Uniti in primis) per immobilizzare le persone senza ricorrere alle armi da fuoco o al contatto fisico. 

Il Taser in Italia

Già la 2014 (nell'ambito della discussione sul decreto sicurezza negli stadi voluto dall'allora Ministro dell'Interno Angelino Alfano) se ne parlava anche da noi, ma solo ora è partita l'effettiva sperimentazione di questa speciale pistola che non uccide, ma che in Italia viene considerata un'arma propria per la quale serve il porto d'armi.

Al momento sono sei le città che sperimenteranno l'efficacia del Taser in dotazione alle forze dell'ordine e cioè Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia e in un secondo momento il progetto verrà esteso a tutta la penisola.

Da dove arriva

Taser, in realtà, non è il nome dell'arma, bensì quella dell'azienda USA che ha inventato le pistole elettriche nel lontano 1969. La firma del progetto è di John Cover, ma solo dal 1998 è iniziata la produzione in scala industriale della pistola elettroshock a opera, appunto, della Taser (acronimo per Thomas A. Swift’s Electronic Rifle).

Come funziona

ll funzionamento dell'arma avviene tramite l'emissione di due piccoli dardi collegati tramite dei fili elettrici al resto della pistola, che produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, rilasciata in brevissimi impulsi per 5 secondi.

Perché la scarica venga effettivamente emessa entrambi i dardi devono colpire il bersaglio. La scarica causa un'immediata ma momentanea paralisi dei muscoli della vittima.

La posizione dell'ONU

Secondo ONU e Amnesty International, però, il Taser viene utilizzato con troppa leggerezza e, a causa delle scariche elettriche, solo in America sono morte più di 800 persone, la quasi totalità disarmate (dati di Amnesty International contestati dalla Taser). Per questo l'ONU ha inserito il Taser tra gli strumenti di tortura e per questo anche in Italia non mancano le perplessità circa l'utilizzo della pistola elettrica. 

Le morti dovute allo choc elettrico sarebbero state di persone con problemi cardiaci o di tossicodipendenza che non hanno retto l'impatto con l'arma. Esiste persino un documentario choc dal titolo Killing Them Safely che spiega come quest'arma definita "non letale" in realtà lo sia.

L'inizio della produzione della pistola elettrica risale al 1991 in Arizona ma nel tempo la Taser ha ampliato la propria gamma di prodotti moltiplicando il fatturato in quello che è, di fatto, un monopolio assoluto nel settore.

L'utilizzo nel mondo

Al momento non è noto quante pistole comprerà l'Italia né da chi e neppure quali linee guida dovranno seguire le forze dell'ordine nel loro utilizzo.

Il nostro Paese si unisce alle altre 701 nazioni nel mondo dotate di Taser. A parte gli Stati Uniti (dove fanno parte dell'equipaggiamento d'ordinanza da un ventennio) i Taser si usano a ogni latitudine dal Canada alla Finlandia, passando dalla Grecia, la Francia e più di recente la Gran Bretagna.

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