Cronaca

Scandalo affidi. L'inutile "Squadra Speciale" del Ministro Bonafede

Il guardasigilli lancia una proposta di pura facciata. Per risolvere il problema serve una riforma certa, a partire dall'abolizione del Tribunale dei Minori

alfonso-bonafede

Daniela Missaglia

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Il Ministro della Giustizia Bonafede, per i gravi fatti sugli affidi di Bibbiano, ha pensato di inviare una ‘task force’, nemmeno ci trovassimo di fronte al sequestro di una nave mercantile. Squadra speciale Alfa, azione!

Di cosa si tratti non si sa esattamente, anche se c’è da augurarsi che le idee chiare le abbia almeno lui.

Personalmente, penso che creare una “Squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini” sull’onda dell'inchiesta di Bibbiano, non sia altro che un escamotage mediatico  che difficilmente farà sentire “il fiato sul collo ad ogni operatore” per evitare che fatti simili accadano ancora.

Nulla contro il Ministro, sia chiaro, ma suscita sempre un sentimento di compatimento l’ardore di chi cerchi di svuotare il mare con un secchiello o si periti di contare le stelle del firmamento sdraiandosi supino sul prato di casa.

Chissà se l’On. Bonafede abbia letto l’intervista su Panorama del 27 giugno 2019 al Dott. Francesco Morcavallo, ex Giudice togato del Tribunale per i Minorenni di Bologna che, schifato da un “business osceno” (ipse dixit) legato al sistema degli affidi, ha fornito - dall’interno - l’inquietante spaccato di ingerenze, conflitti d’interesse, subalternità ad indirizzi contrari agli interessi dei minori, che anima l’apparato della giustizia minorile, ripugnandolo al punto da indurlo a lasciare la magistratura.

E siccome navigo anch’io, pur in altra veste,  in quei mari agitati da intrighi dove lo tzunami della malagiustizia raggiunge i suoi apici, la tentazione di allontanarmi è sempre più forte.

Si perché non è che Bibbiano nasce come un mostro raro, visto che parliamo dell’esatta ripetizione di quello che è successo nella Bassa modenese circa vent’anni fa dove tanti poveri cittadini vennero accusati di essere pedofili satanisti con relativo allontanamento coatto dei loro bambini e, prima ancora, a comunità per minori disagiati del Mugello finita al centro di processi per maltrattamenti e abusi sessuali che hanno coinvolto il suo fondatore e ‘profeta’, Rodolfo Fiesoli.

Chissà se il nostro Ministro della Giustizia conosca nel dettaglio il meccanismo per cui i centri cui vengono affidati i bambini sottratti alle famiglie sono, in via diretta o indiretta, partecipati o diretti dagli stessi esponenti di quel tolkeniano mondo di mezzo fatto di assistenti sociali, tutori e psicologi che - spesso e volentieri - assumono le vesti di giudici onorari presso i Tribunali per i minorenni, finendo così per orientare la decisione stessa di affido etero-familiare, indirizzando il minore verso quei centri.

Con buona pace di frasi mai verbalizzate o, peggio ancora, mai proferite dai bambini oggetto dei procedimenti. O di documenti che non arrivano mai sulla scrivania giusta.

Per non parlare dell’enorme giro di interessi che questo sistema alimenta (si parla di un miliardo a mezzo di euro).

Il Ministro Bonafede ha annunciato che nella ‘task force’ parteciperà anche il Commissario Straordinario del Forteto, di fatto creando un parallelismo che avvilisce più che rinfrancare, perché due commissioni d’inchiesta regionale ed una parlamentare hanno solo aiutato a leggere i drammi di una vicenda iniziata a fine anni settanta, senza però risolvere alcunché, come la Bassa modenese prima e Bibbiano poi hanno dimostrato.

Ciò che era, è.

Ma l’Italia è il Paese delle commissioni permanenti, come quelle su Ustica anche se, a distanza di quarant’anni, ancora non sappiamo chi sia responsabile dell’abbattimento del DC9 Itavia e con chi debbano prendersela i parenti delle vittime.

Paolo Coelho scriveva che quando si rimanda il raccolto i frutti marciscono, ma quando si rimandano i problemi, essi non cessano di crescere.

E difatti è stato sempre così in questa nazione dove ci si è fintamente affannati di cercare soluzioni attraverso palliativi come le ‘task force’ che, spesso e volentieri, hanno solo illustrato il problema, senza rimuoverlo.

Se si pensa di intervenire con un mero maquillage di facciata i bambini continueranno ad essere vittime di un sistema fallato nelle fondamenta e l’Italia a violare le convenzioni internazionali e la Costituzione stessa.

Va trovata la forza di fare ciò che, da troppo tempo, taluni operatori di diritto propongono, l’abolizione dei Tribunali per i minorenni, nati con una funzione che si è via via perduta, pur continuando ad operare sotto organico ed attraverso toppe - quelle dei giudici onorari - che sono peggio del buco.

Il risultato è aver creato una voragine dove i fascicoli stanziano per tempo immemore e, con il gioco dei provvedimenti provvisori non impugnabili, le decisioni assunte tracciano un destino perverso insuscettibile di controllo.

A complicare ulteriormente i foschi scenari che coinvolgono le famiglie italiane arriva la notizia che il Consiglio dei Ministri ha appena varato il progetto di legge delega che, se approvato dal Parlamento, nell’arco di due anni dovrebbe riformare il processo civile, oltre a quello penale, con l’intento di velocizzare le procedure ed arrivare a sentenza in tempi più rapidi rispetto a quelli attuali.

Peccato che la riforma non sembrerebbe estendersi ai procedimenti legati alle crisi familiari ed ai minori, creando così figli e figliastri, un doppio binario che menoma proprio quell’ambito del diritto che imporrebbe celerità ed urgenti decisioni.

La verità è che non servono task force,  come non servono proposte di legge presentate all’indomani dei fatti incresciosi, per rammendare un vestito che ormai deve essere buttato via perché lacerato al punto da non poter nemmeno essere indossato.

Così proprio non va, caro Ministro, Bibbiano è la punta di un iceberg purulento che va mostrato e distrutto con soluzioni decisamente più energiche di una task force.

E’ ora di fare sul serio, lavorando  ad una riforma strutturale della giustizia civile che restituisca fiducia ai cittadini. Perché la fiducia è il fondamento della vita sociale ed oggi sta svanendo con la stessa velocità con cui un epidemia spazza via vite umane.

Caro Ministro Bonafede, temo che la sua task force dovrebbe avere la consistenza di un esercito per intervenire sui ventinove Tribunali per i minorenni sparsi per l’Italia e dunque, ciò che mi auguro è che si intervenga in tempi rapidi su una radicale riforma del sistema giudiziario che passi anche attraverso alla creazione di sezioni specializzate in ogni Tribunale, ridando alla magistratura quel lustro che si merita essendo considerata, per certi versi, la migliore al mondo.

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