A due giorni dagli scontri e dai danneggiamenti dei black bloc, altre tute hanno sfilato per Milano, ma questa volta bianche a azzurre, per ripulire i muri e rimettere in ordine quello che ancora non è stato sistemato nelle strade devastate dalla violenza.

 

>> TUTTI I VIDEO DEGLI ATTACCHI DEI BLACK BLOC <<

Milanesi in strada

Nelle vie sono scesi i milanesi, migliaia tra donne, bambini, pensionati, 'armati' di strofinacci, materiale pulente, pennelli, accogliendo l'invito del sindaco Giuliano Pisapia, della giunta e del Pd alla manifestazione "Nessuno tocchi Milano". "Milano nessuno la deve toccare perché si ribella", ha detto con fermezza il primo cittadino. Il corteo, partito da piazzale Cadorna, ha ripercorso a ritroso le strade teatro delle devastazioni dei manifestanti il primo maggio.

Prima della partenza sono state distribuite le tute da indossare per proteggersi dall'acido usato per pulire, le mascherine e gli attrezzi necessari. Ma molti cittadini si sono portati secchi e stracci da casa. Durante il tragitto i milanesi, aiutati dagli operatori dell'Amsa (l'azienda dei servizi ambientali) hanno ripulito i muri dalle scritte.

Casa nostra

"La città è come casa nostra se la sporcano tocca a noi ripulirla", hanno detto alcuni giovani impegnati a strofinare con vigore i muri. "Ci sentiamo parte di questa città che è stata offesa e siamo felici di dare una mano", ha aggiunto un signore arrivato con la figlia adolescente per dare una mano.

Ad abbracciare simbolicamente Milano in questa giornata speciale è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che stamattina ha telefonato al sindaco per dirgli "che è entusiasta della risposta che la citta' ha saputo dare e che diamo l'esempio a tutto il Paese", ha spiegato Pisapia. "Siamo in 20 mila", ha poi detto con orgoglio a corteo finito, alla Darsena, simbolo della Milano rinnovata in vista di Expo, come ha voluto più volte ricordare il sindaco.

Alla Darsena è stato sistemato anche un piccolo palco dal quale hanno portato il loro saluto il cantautore Roberto Vecchioni ('oggi è una delle giornate piu'' commoventi della mia vita') e Claudio Bisio, che si è rivolto a Pisapia dicendogli 'Giuliano ripensaci', riferito alla scelta di non ricandidarsi. "Siamo qui per festeggiare Milano - ha detto Pisapia - una città che ha saputo reagire a chi ha cercato di deturparla. Delinquenti e utili idioti che hanno impedito il confronto democratico". (Ansa)

Ipotesi di reato
Intanto i giudici sono al lavoro: l'ipotesi di reato al centro dell'inchiesta della Procura di Milano, che dovrà accertare le responsabilità per i violenti disordini di ieri, è quella di "devastazione", prevista dall'articolo 419 del codice penale. Un reato che prevede pene comprese tra un minimo di 8 anni e un massimo di 15 anni di carcere.

Arresti in flagranza
Le forze dell'ordine, coordinate dal pm di turno Piero Basilone, ieri hanno arrestato in flagranza 5 persone per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, getto pericoloso di cose e oltraggio. Ora, però, le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, capo del pool antiterrorismo (di cui fa parte anche il pm Basilone), dovranno accertare le responsabilità di tutti quegli 'incapucciati' che hanno messo a ferro e fuoco la città, bruciando macchine, negozi e filiali di banche, devastando vetrine e lanciando pietre, bombe carta e molotov.

Al momento, al vaglio degli inquirenti ci sono almeno una decina di altre posizioni, oltre alle persone già arrestate. Nel frattempo, oltre al lavoro investigativo e di indagine, gli inquirenti dovranno chiedere oggi la convalida degli arresti effettuati ieri e le misure cautelari per i cinque antagonisti finiti in carcere.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti