Mafia Capitale: cade l'aggravante del metodo mafioso

La corte d'appello di Roma ha riconosciuto il solo reato di corruzione per Emilio Gammuto e ridotto le pene anche per gli altri tre imputati

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Piazza del Campidoglio a Roma – Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Redazione

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Cade il metodo mafioso in appello per il primo condannato nel processo a Mafia Capitale. Lo hanno deciso i giudici della terza corte d'Appello di Roma per Emilio Gammuto, collaboratore di Salvatore Buzzi al quale hanno ridotto la pena da 5 anni a 4 mesi a tre anni eliminando l'aggravante del metodo mafioso e riconoscendo invece il solo reato di corruzione.

I giudici d'Appello in riforma della sentenza precedente hanno ridotto le pene anche per gli altri tre imputati: scende a 2 anni e otto mesi per usura la condanna per Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, vicini a Massimo Carminati che in primo grado erano stati condannati a 4 anni. Per Emanuele Salvatori, ex responsabile comunale del piano nomadi, la condanna scende a 3 anni per corruzione rispetto ai 4 anni del primo grado. Emilio Gammuto, unico in primo grado ad essere stato condannato con l'aggravante del metodo mafioso ora caduta, era stato giudicato in primo grado con rito abbreviato.

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