Chi ha vinto le primarie di Twitter
Mauro Scrobogna /LaPresse
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Chi ha vinto le primarie di Twitter

Tutti i GRAFICI per capire come il confronto tv è stato seguito dagli utenti su Internet

Il confronto politico di ieri, che ha visto sfidarsi su Rai Uno i candidati al ballottaggio del centro-sinistra, Matteo Renzi e Pierluigi Bersani, ha coinvolto il popolo della rete che su Twitter ha seguito e commentato l'evento in tempo reale per tutta la giornata. Analizzando i dati si riscontrano delle tendenze molto precise.
Il totale è stato di 120.990 tweet, con circa 29mila utenti unici attivi per oltre 184 milioni di impression (somma delle visualizzazioni potenziali dei tweet).
Cifre che hanno superato quelle registrate, per esempio, nel precedente dibattito su Sky, con tutti i candidati alle primarie (20mila utenti unici attivi per oltre 152milioni di impression). I tre hastag più utilizzati sono stati #1csx2, #csxrai e #Renzi, citato oltre 21mila volte su Bersani (12mila citazioni). Poca fortuna ha avuto l'hastag ufficiale lanciato da Rai Uno #bersanirenziconfrontofinale, con appena 584 menzioni. Sbeffeggiato dal popolo di twitter perché giudicato troppo lungo (ci si chiedeva, ieri, quale ottuagenario dirigente Rai lo avesse concepito).

L'analisi ha fotografato il flusso registrato durante la giornata di mercoledì 28 novembre, che ha avuto un picco di conversazioni tra le 22 e mezzanotte, durata del dibattito, con oltre 1100 tweet.

Tra gli utenti che hanno generato più impression durante il confronto, si posiziona al primo posto @Fatto Quotidiano (oltre 29 milioni) – molto forte su un pubblico più giovane - seguito da @Repubblicait (18 milioni), e @Corriereit (8 milioni), più istituzionali e con un seguito più adulto. @Matteorenzi è stato il più menzionato, con oltre 7mila citazioni, seguito subito dopo da Bersani (5.500) e dall'utente @Domeniconaso, nominato circa 870 volte.

Infine, Renzi si aggiudica anche il primo posto della parola più citata (con quasi 45mila richiami) e dell'utente più popolare (7mila tweet). Ciò si spiega, anche, con la concentrazione di un elettorato più giovane e a suo agio con l'utilizzo dei social e delle tecnologie, su cui s'è basata l'intera campagna elettorale. Terreno su cui l'apparato di Bersani appare più debole ed essersi mosso più tardi, quasi “a rimorchio” dello sfidante.

L'analisi è stata condotta da The Fool, società che si occupa di Social Media, monitoraggio della reputazione online, SocialCRM, Social Intelligence e servizi di IP-Protection.

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Paola Bacchiddu