Partite rinviate; è la fine della regolarità della Serie A
Lo stadio di Marassi a porte chiuse (Ansa)
Partite rinviate; è la fine della regolarità della Serie A
Calcio

Partite rinviate; è la fine della regolarità della Serie A

La decisione di non giocare a porte chiuse Juventus-Inter è politica ma con grosse conseguenze sportive: ne valeva la pena?

Il rinvio di Juventus-Inter e delle altre partite che si sarebbero dovute giocare a porte chiuse è di sicuro una decisione politica, non medica e soprattutto non sportiva. La priorità infatti è stata quella di salvaguardare l'immagine del Paese, non dare in mondovisione la diretta dall'Allianz Stadium deserto per quella che era una delle partite dell'anno. A questo si devono le forti pressioni che da giorni sono arrivate sulla Lega Serie A da diverse parti affinché Juventus-Inter non fosse mai giocata a porte chiuse. In più qualche club diciamo che non era così contento di perdere diversi milioni di euro di incassi...

Si può anche essere d'accordo sul fatto che nel momento in cui il paese è nel pieno di una emergenza sanitaria con ripercussioni pesantissime sull'economia, lo sport debba passare in secondo piano, ma alcune riflessioni vanno fatte.

La prima è che magari, a proposito di danni di immagine, la politica per prima la smettesse con gli imbarazzanti autogol di comunicazione di questi giorni, a tutti i livelli. Figuracce che hanno fatto il giro del mondo e che fanno danni tanto quanto una partita di calcio a porte chiuse.

La seconda è che questa decisione mostra ancora una volta la debolezza della Lega Serie A, incapace di gestire l'emergenza al termine di una settimana che ha trasformato la Serie A in uno spezzatino senza senso.

La terza è la fine della regolarità del campionato.

La lotta Scudetto a tre (Juventus, Lazio ed Inter) non si giocherà ad armi, anzi, a calendari pari. La Lazio ha il suo, regolare. La Juventus e l'inter no. A maggio (se anche i nerazzurri si qualificassero per la finale di Coppa Italia) le due squadre si troverebbero a giocare 5 gare in 15 giorni. Tutto questo senza contare gli eventuali impegni con le semifinali delle competizioni europee che potrebbe obbligare le due squadre a giocare per tutto il mese due gare la settimana. Era il caso quindi di rinviare il match di domani e di metterlo come recupero proprio in mezzo ad un periodo così caldo?

In più i nerazzurri hanno anche da recuperare la gara interna conta Sampdoria, rinviata settimana scorsa al momento ancora senza data.

Ma con un calendario differenziato vengono falsate anche la lotta per la salvezza e quella per l'Europa League. Questo è innegabile.

Le domande, sportive, sono due: davvero non c'erano altre soluzioni? E, soprattutto, vale davvero la pena di barattare le regolarità di un intero campionato per la diretta di una partita a porte chiuse?

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